Humanitas University Campus: polo di eccellenza nella formazione alle porte di Milano

Il nuovo complesso della facoltà internazionale di Medicina e Chirurgia, Infermieristica e Fisioterapia presso l’Humanitas Research Hospital è progettato dall’architetto Filippo Taidelli.

Presentato il nuovo Campus Humanitas University - facoltà internazionale di Medicina e Chirurgia, Infermieristica e Fisioterapia presso l’Humanitas Research Hospital - il complesso di edifici e verde progettato dall’Architetto Filippo Taidelli dello studio FTA: un articolato campus universitario composto da 3 nuovi edifici per circa 25 mila mq, all’avanguardia per i contenuti didattici e la sostenibilità ambientale.

Il complesso è stato progettato per ospitare 1.200 studenti provenienti da 31 Paesi, docenti, ricercatori, un Simulation Lab di 2.000 metri quadrati tra i più tecnologici e grandi d’Europa, aule high-tech, biblioteca digitale e residence. Sorge a pochi passi dai laboratori di Ricerca diretti dal Prof. Mantovani e dall’ospedale, che è parte integrante del campus come luogo di insegnamento per futuri medici, infermieri e fisioterapisti. L’investimento complessivo è stato di circa 100 milioni di euro.

Il nuovo Campus mette al centro il concetto di moltiplicare le occasioni di incontro e di contaminazione tra diversi saperi. E così potrà accadere che Premi Nobel, Luminari della Scienza, docenti, ricercatori, visitatori e giovani allievi si trovino a mangiare agli stessi tavoli, lavorare in team, sorseggiare insieme un caffè, leggere in biblioteca o soffermarsi in tutti quegli spazi informali dove si scambiano esperienze.

L’architettura, semplice ed essenziale, favorisce la funzionalità e la dissolvenza dei confini tra il polo didattico, quello di ricerca e l’hub polifunzionale: posizionati in una sorta di “triangolo della conoscenza” che parte dall’aspetto clinico per finire attraverso la didattica al laboratorio che è alla base della mission di Humanitas.

Il Campus è una composizione di volumi dalle tonalità calde, disposti intorno ad una piazza verde e inseriti in un grande parco pedonale, sul modello dei campus anglosassoni. Sito a Pieve Emanuele, a sud di Milano - tra capannoni industriali e il Parco agricolo Sud – il giovane ateneo privato dove la medicina si insegna in inglese è attiguo all'Humanitas Research Hospital di Rozzano. Accanto al nuovo Campus sorgerà una residenza universitaria di 8 mila mq per 240 posti letto, progettata anch’essa dallo Studio FTA Filippo Taidelli - Architetto, a disposizione di studenti e ricercatori, la cui apertura è prevista per l'estate 2018.

Il progetto comprende tre volumi: l’edificio polifunzionale con mensa, biblioteca e funzioni comuni; il polo della didattica con aule, uffici ed il Simulation Center; i laboratori di ricerca che si organizzano intorno a una piazza aperta su una corte interna verde. Grandi vetrate rendono lo spazio fluido, caratterizzato da doppie e triple altezze e da ampie terrazze, utilizzabili all'occorrenza come aule all'aperto.

La composizione volumetrica del Campus riprende la tipologia a corte della cascina e il carattere introverso dei suoi volumi raccolti armoniosamente intorno all’aia; tale concetto viene estremizzato dalla sovrapposizione di volumi che conferiscono dinamicità al complesso. La nuova corte è la “piazza” che viene vissuta dagli studenti ed accoglie i tre ingressi vetrati degli edifici. Il progetto prevede di estendere il verde del parco agricolo sud tra i nuovi edifici attraverso diversi sistemi di specie autoctone e di incrementare e valorizzare il verde spontaneo come tessuto connettivo in grado di collegare il campus al resto del complesso ospedaliero.

Il principio formale alla base del progetto si fonda su una composizione di volumi policromi scomposti in tre diversi rivestimenti dai toni caldi e materici che accentuano la articolazione dinamica nel complesso, generano un rapporto proporzionato, a dimensione d’uomo con la piazza e rendono più vibrante il paramento di facciata a seconda della luce. La facciate opache sono interrotte da finestre caratterizzate da imbotti asimmetrici bianchi e dalle ampie vetrate d’ingresso.

Il cuore dell’edificio principale è rappresentato da un grande patio coperto da una struttura frangisole che permette di ricevere luce e aria naturale a vari piani scongiurando effetti di abbagliamento e/o surriscaldamento nel giardino e negli ambienti interni. La corte amplifica come un caleidoscopio la dinamicità delle attività che vi si affacciano e le collega visivamente attraverso ampie vetrate che consentono anche un collegamento visivo immediato col verde circostante. La trasparenza di parte dei volumi permette la continuità visiva sia orizzontale tra interno ed esterno, sia verticale tra i diversi piani e attività attraverso le ampie hall a tripla altezza che accolgono la distribuzione verticale principale.

All’interno degli edifici viene riproposto il gioco di volumi tramite la realizzazione di masse policrome disposte su vari piani che, come un elegante gesssato scalda e caratterizza i diversi ambienti dell’università. Questo rivestimento fonoassorbente colorato, che si interrompe solo nelle anse che segnalano gli ingressi alle aule, assolve alla funzione fondamentale di garantire l’isolamento acustico degli ambienti aperti e molto articolati nello spazio. Alle quinte sopra descritte fa da sfondo un pavimento uniforme e dalle tonalità neutre che simula la pietra di ceppo naturale che prosegue come un tappeto senza fine anche nei camminamenti esterni dell’edificio.

Il green campus non si limita all’aspetto paesaggistico ma è la manifestazione di un’attenzione particolare ai temi ambientali a 360° che ha consentito una rilevante diminuzione dei consumi energetici e un notevole incremento del comfort per gli utenti. L’applicazione di queste strategie climatiche coadiuvate con sistemi attivi come pompe di calore ad acqua di falda, riscaldamento a pannelli radianti a bassa temperatura e installazione di pannelli fotovoltaici in copertura ha consentito l’ottenimento della classe energetica CENED A3. L’orientamento degli edifici e la loro forma con volumi degradanti verso sud, partecipa in maniera determinante ad aumentare l’apporto solare estivo e ridurre le dispersioni invernali dell’involucro mentre le corti interne vetrate garantiscono il massimo apporto di luce naturale e di continuità tra interno ed esterno, limitando al massimo l’uso della corrente elettrica per l’illuminazione. Gli spazi sono stati concepiti secondo i più moderni standard in termini di tecnologia e comfort ambientale.

credit image by Press Office - photo by Andrea Martiradonna

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