Tacchini Italia Forniture: il nuovo brand Tacchini Edizioni in occasione del suo cinquantesimo anniversario

Tacchini Italia Forniture presenta il nuovo brand Tacchini Edizioni in occasione del suo cinquantesimo anniversario. Scoprilo su Designerblog

L’arte di scenografare è la capacità di “mettere in scena” un racconto: significa dare l’occasione di rappresentazione estetica a una musica, a un racconto, a una visione. È a partire da questa intuizione che Tacchini Italia Forniture, azienda di Seveso fondata nel 1967, ha dato vita al nuovo brand Tacchini Edizioni.

Racconta Giusi Tacchini: “Con Tacchini Edizioni il desiderio e l’ambizione sono quelli di mettere in scena gli elementi di arredo e le icone del design Tacchini, con gli oggetti di complemento che vestono le istantanee del nostro essere, affrescando un sofisticato reale dell’abitare. Come l’accessorio per la moda, il complemento di arredo rappresenta il dettaglio che impreziosisce e completa. Un tappeto o una lampada, come un cappello e una cravatta, possono essere un valore aggiunto: per questo le Edizioni di Tacchini sono state pensate con attenzione e cura di ogni dettaglio, attingendo allo stesso humus culturale evocativo dell’azienda, con attenzione e garbato rispetto dei progetti e dei maestri. Nascono così, quasi per gemmazione, altri progetti, figli naturali dei grandi classici: ma già adulti, e capaci di brillare di luce propria”.

Per Tacchini Edizioni l’azienda realizzato complementi pensati per la casa e gli spazi pubblici: i paraventi Nebula Interiors e Poissons, specchio Dorian, i vasi Vasum, i vassoi Tarsia, gli orologi Mod e i tappeti Linea e Umbra. Ma non mancano e riedizioni dei grandi mestri del design italiano, con la lampada E63 di Umberto Riva.

Dorian: lo specchio è amplificatore di un luogo, non solo perché ne raddoppia lo spazio, ma anche perché ne mostra punti di vista impossibili, dove per guardare a destra bisogna voltarsi a sinistra e per vedere dietro non ci si può girare. Dorian è il ritratto di questo gioco del rovescio con un decoro, serigrafato sul bordo dello specchio stesso, che disegna i contorni di questa finestra sull’ambiguo.

Vasum: una forma e un materiale che rappresentano elementi classici, quasi primordiali, degli oggetti di design: il vaso di porcellana. Il progetto Vasum di Maria Gabriella Zecca nasce dallo sviluppo di forme geometriche elementari e sovrapposte: ogni porzione contiene un colore, in modo da definire una scansione cromatica e volumetrica. Inoltre, la ceramica di Limoges garantisce la massima purezza di superficie, rendendo questi oggetti perfetti anche per
un uso alimentare.

Mod: una famiglia di orologi ispirata all’arte e alla grafica contemporanea, un modello che corrisponde a un quadrato con angoli che all’aumentare della dimensione si arrotondano fino a trasformare la forma di partenza in un cerchio. Il design è moderno, suggestionato dal mondo dell’elettronica e dalla grafica degli orologi delle stazioni ferroviarie, adatto ad ambienti domestici, uffici e spazi contract.

Nebula Interiors e Poissons: il paravento è uno dei temi più affascinanti del mondo del design, capace, nella sua essenza bidimensionale, di ritagliare uno spazio tridimensionale. Inoltre, è ossimoro nella sua funzione ed estetica: si mostra per nascondere. Nebula è un progetto di Pearson Lloyd, declinato da Tacchini in due versioni d’arte: i poissons orientali dell’artista art deco Jean Dunand e i disegni architettonici della serie Inventario del Novecento con la mano sinistra della pittrice milanese Lucia Pescador.

Tarsia: l’antica arte ebanistica rivive in questi due vassoi che reinterpretano le antiche e preziose tecniche della lavorazione dei legni pregiati. Come in una bottega rinascimentale, le grafiche e le geometrie dei vassoi Tarsia sono il risultato della composizione manuale di diversi frammenti dello stesso materiale, tagliati secondo un preciso disegno e assemblati con maestria dentro una cornice semplice e lineare.

Linea: tappeti pensati per sottrarre fino ad arrivare a una sintesi perfetta di linee parallele che si scompongono in un effetto di tridimensionalità. Tre le varianti colore della lana nepalese, ciascuna derivata dall’abbinamento di due colori: il minimal contemporaneo del bianco e nero, la dolcezza del rosa polvere accostato al verde kaki, l’eclettica seta blu petrolio che cambia sfumatura a seconda della luce, abbinata al rosso burgundy.

Umbra: la luce colora tutto ciò su cui si va a depositare e crea, attraverso le ombre, tridimensionalità e segni sempre differenti. Lo studio del movimento della luce sulle superfici e delle proiezioni che ne scaturiscono è il soggetto dell’arte di James Turrell , Peter Alexander e William Turner, autori amati da Maria Gabriella Zecca, che ne trae ispirazione per i tappeti Umbra. L’inquadratura disassata e volutamente sproporzionata permette di accostare due tappeti di misura e forma differente creando ogni volta delle composizioni diverse per ampliare l’area di copertura.

E63: nel 1963 Umberto Riva progetta questa lampada, oggi rieditata con il nome di E63; una sigla alfanumerica, che racchiude la complessità intellettuale del suo progettista, Umberto Riva: architetto, designer, artista, addomesticatore della luce e tanto altro. Una lampada da tavolo dalle linee semplici, disegnate per contenere superfici ampie, che sembrano dare una forma alla luce stessa.

credit image by Press Office - photo by Andrea Ferrari

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