Fuorisalone 2017: l'installazione "Too Good To Waste" dell'American Hardwood Export Council da Material Immaterial di Interni

L'American Hardwood Export Council sarà presente alla Milano Design Week 2017, nella mostra evento “Material Immaterial” di Interni, con il progetto “Too Good To Waste”: un’ installazione in legno composta da quattro pezzi singoli e unici, avvolti attorno al colonnato di ingresso dell'Aula Magna dell’Università di Milano, che si trasformano al tocco dei visitatori rivelando pezzi nascosti di mobili pregiati. Scopri l'anteprima del progetto su Designerblog

Promossa da American Hardwood Export Council, “Too Good to Waste” è un’installazione interattiva progettata da Benedetta Tagliabue – EMBT e realizzata da Benchmark Furniture che sarà in mostra all’Università degli Studi di Milano durante la Milano Design Week.

Questa imponente installazione in legno è composta da quattro pezzi singoli e unici, avvolti attorno al colonnato di ingresso all'Aula Magna, che si trasformano al tocco dei visitatori rivelando pezzi nascosti di mobili pregiati. Benedetta Tagliabue, fondatrice di EMBT, spiega: “Mi sento privilegiata a progettare un’installazione con il legno di latifoglie americano e il contributo di Benchmark, che sarà presentata a Milano, la città in cui sono nata e cresciuta.”

“Too Good to Waste” cerca di mettere in discussione la validità del rapporto attuale tra il consumo del legno e le tendenze di moda. Contrariamente alla percezione comune, non tutte le foreste stanno scomparendo. La vasta foresta di latifoglie americane per esempio, è una risorsa in rapida espansione e il suo volume è più che raddoppiato negli ultimi 50 anni. Tuttavia, a causa di tendenze di moda e colori, la domanda è troppo spesso focalizzata su alcune specie, mentre molte altre sono poco utilizzate e lasciate nella foresta, un'occasione persa per il design e per lo stoccaggio di carbonio. “Too Good to Waste” è un invito a riflettere sull’uso responsabile di queste foreste e a scoprire le specie e le qualità dei legni di latifoglia americani che normalmente non troviamo nelle case o nei negozi di arredo europei, ma che necessitano di essere considerati se vogliamo contribuire a un uso equilibrato e sostenibile della foresta.

“Too Good to Waste" – sottolinea Sean Suttcliffe, co-fondatore di Benchmark insieme al leggendario designer inglese Terence Conran - "riguarda l’uso efficiente della foresta. Abbiamo impiegato delle specie poco utilizzate per dimostrare quanto siano belle, versatili e utili agli artigiani. Noi, da ebanisti rigorosi, siamo sempre stati molto esigenti nell’utilizzo dei pezzi migliori e ciò significa anche variare, se bisogna passare a un modo di vivere più sostenibile. Noi ora utilizziamo nodi, alburno e tutte quelle caratteristiche che fino a 10 anni fa erano impensabili da utilizzare nei mobili di fascia alta.”

“Molti degli attuali prodotti in legno - racconta David Venables, direttore europeo di AHEC - sono limitati a determinati colori e a poche specie di latifoglie, privando consumatori e progettisti della libertà e dell’estro nella sperimentazione. Questo è un concetto molto importante nella società di oggi; come utilizzare di più materiali che non sono la nostra prima scelta, in modo da essere più sostenibili? L’obbiettivo di questo progetto è aprire un dialogo su questi temi. Perché limitarsi? Perché essere tradizionali? Perché usare solo i materiale che pensiamo ci piacciano? Cerchiamo di essere più creativi!”.

Questo progetto non è solo una celebrazione di tutte le specie e classi di legno di latifoglia che la foresta produce naturalmente e rigenera, ma anche un invito a scoprire il pezzo, nel senso più letterale: i visitatori sono incoraggiati a toccare e abitare questo pezzo, a interagire e giocare con lui, esplorando i suoi diversi componenti, spingendo, tirando, girando e scoprendo nuove configurazioni. Too Good To Waste reinventa la storica architettura del Cortile d’Onore del famoso architetto Filarete. Benedetta Tagliabue spiega: "Abbiamo voluto ricreare - in un modo giocoso e moderno - un muro pieno di sorprese con cui le persone possono interagire, scoprendo e utilizzando i mobili nascosti: sedie, tavoli, specchi... Speriamo che la curiosità renderà questo pezzo molto animato."

L’installazione mostra la trasformazione del legno di latifoglia dalla sua forma più grezza a un materiale più raffinato di ebanisteria, esprimendo come i mobili in definitiva provengono dalla foresta. Sean Suttcliffe aggiunge: "Abbiamo costruito un bosco formato da segati di tulipier, ciliegio, quercia rossa e acero americani grezzi, e fuori da questo bosco stiamo disegnando pezzi finiti di mobili. Le strisce verticali della foresta le abbiamo estese nei mobili, trasformandole dallo stato grezzo della foresta in una finitura lucida di ebanisteria".

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