Ettore Sottsass Jr ci ha lasciati da qualche giorno, ma prima di andarsene ha lavorato ad un’importante mostra organizzata a Trieste per celebrare i suoi novant’anni e la sua incredibile carriera.
“Io penso ad una mostra piccola ma molto emozionante; mi piacerebbe che uscissero piangendo, cioè con un’emozione. Vorrei che [questa mostra] fosse solamente solitudine e intensità”, questo il desiderio espresso da Sottsass durante l’organizzazione della mostra, che non è di certo piccola (vanta ben 130 opere), ma coinvolge ed emoziona.
Fino al 2 marzo 2008 non perdetevi “Vorrei sapere perchè. Una mostra su Ettore Sottsass“, ben sette le sezioni previste nello spazio dell’ex Pescheria di Trieste accompagnate da un “omaggio” nella Sala del Trono del Castello di Miramare.
Mostra ideata e curata da: Alessio Bozzer, Beatrice Mascellani e Marco Minuz.
Organizzata da: ASSOCIAZIONE CULTURALE TERREDARTE con la collaborazione ed il patrocinio di Comune di Trieste, Assessorato alla Cultura e la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste. Contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato all’istruzione, cultura, sport e pace.
itomi
03 gen 2008 - 12:07 - #1Che meraviglia, devo organizzarmi ed andare assolutamente.
redmann
03 gen 2008 - 12:22 - #2Memphis: arte o design?!
elfeliz
03 gen 2008 - 13:26 - #3Memphis: quando il design diventa arte.
Banuva
03 gen 2008 - 14:34 - #4Menphis: design di protesta. Libertà. Era un pensiero di quel periodo che pensa un pò, si conclude con il crollo del muro di Berlino (non era lo scopo principale della protesta comunque). Credo in commercio ci siano oggetti “di design” molto meno funzionali degli oggetti di menphis, a differenza del fatto che sono fatti da gente che non sa cos’è il design. Mentre i designers di menphis guarda caso sono arrivati e hanno fatto quello che tutti sanno.
annam.for
14 gen 2008 - 18:42 - #5Grande personaggio, belle le sue creazioni, come la macchina da scrivere portatile Valentine, rossa fiammante.
Oggetti così, sono preziosi perchè rappresentano l’evoluzione verso la modernità.