10 Biennale d'Architettura di Venezia: Collettivo Exyzt


Si è inaugurata ieri la decima edizione della biennale d'architettura di Venezia, la mostra quest'anno è dedicata alla "città, architettura e società" e le tematiche chiave che le città globali devono affrontare nel nuovo millennio. Una mostra che ci conferma come ormai l'Architettura sia contaminata da una logica multidisciplinare nella quale le comunicazioni visive, le nuove tecnologie e il design hanno un ruolo fondamentale.

Come succede sempre, gli opening non sono le occasioni migliori per visitare le esposizioni, però quello che ho visto ieri mi ha davvero impressionato. Da non perdere l'esposizione all'interno del padiglione Italia ai giardini, per una volta allestita benissimo, parte attraverso un percorso che ci porta a visitare le aree intorno a New Orleans colpite dall'uragano Katrina, a seguire le fasi della ricostruzione e del sofferto e complicato controesodo, ci porta a Port Elizabeth, principale centro industriale dell'industria automobilistica, dove è sorta già dal 1902 la prima Township nera famosa per essere il luogo di provenienza dei maggiori leader politici e culturali anti-apartheid. Un grande progetto di riqualificazione dell'area mirato a conservarne la memoria con interventi che coinvolgano attivamente la popolazione attraverso la creazione di un museo della lotta all'apartheid, un mercato, una biblioteca, un'edificio comunitario e case popolari. Sempre all'interno del padiglione Italia una mostra fotografica bellissima che attraverso delle parole chiave ci mostra frammenti di metropoli e riflessioni sulla contemporaneità, sulle problematiche dell'ambiente e dell'ecosostenibilità, sui nuovi modi di vivere e le nuove tipologie abitative.
A farla da padrone in questa 10 edizione è la Francia, che si è guadagnata a mio parere il gradino più alto del podio con un'intervento davvero unico e senza precedenti all'interno dell'istituzione Biennale, Patrick Bouchain architetto parigino specializzato nella riconversione di grandi complessi industriali è stato nominato dall'AFAA (association Francaise Action Artistique) come l'architetto che in questa edizione avrebbe dovuto rappresentare la Francia. Patrick coraggiosamente ha scelto di accettare l'invito ad una condizione e cioè di farlo in veste di curatore, coinvolgendo le forze più attive e vitali della capitale francese in un grande progetto di riconversione del padiglione in una sorta di squat, all'interno del quale un gruppo di trenta ragazzi che fanno capo all'associazione Exyzt vivono e lavorano per una durata indefinita di tempo. L'intervento realizzato non è soltanto bellissimo ma funzionale, il tutto attraverso l'utilizzo di materiali poveri come i tubi innocenti e pannelli industriali. Il collettivo Exyzt ha occupato la Biennale con azioni di ogni tipo, stampano posters, locandine, tee shirt, producono video, forniscono documentazione, un grande cantiere "in progress" ma soprattutto hanno creato una vera fabbrica di cultura. Siamo stati con loro tutta la serata, Patrick Bouchain e il rappresentante dell'AFAA hanno ad un certo punto fatto il punto della situazione e senza retorica hanno spiegato il senso dell'intervento per poi passare al breefing per il giorno dopo. Questa sera Dj set con Christophe aka Toph ai piatti. Questa volta la Francia ha tirato una vera testata, riportando al centro dell'attenzione la cultura e la necessità di trovare per questa nuove soluzioni e soprattutto nuovi spazi.

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