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How to destroy the web 2.0 look - Parte 1

Pubblicato: 26 nov 2007 da Marco Sgrunt Mattioli

Commenti dei lettori

how to destroy the web 2.0 look

Come distruggere il look 2.0 del web, questo è il nome di un provocatorio e interessante articolo che ha attirato la mia attenzione. Il discorso parte qui da molto lontano, descrivendo i trend artistici come materia in eterna contrapposizione, citando ad esempio la fine del minuzioso stile gotico in favore della riscoperta della purezza neoclassica. E arrivando al web dei nostri giorni è palese l’evoluzione dallo stile dei primordi, fatto di marquee scorrevoli, banner lampeggianti, applets, al candore del look 2.0 caratterizzato da spazi di più ampio respiro per il testo, gradienti, linee diagonali ed effetti glow di vario tipo.

In passato abbiamo parlato di web 2.0, e alcuni dei lettori hanno ritenuto questo trend un “movimento” legato puramente alla programmazione, ma non è così dato che il 2.0 ha un’estetica rigorosa quanto ostentata. Questo non vuol dire che mettere un bollino dentellato o un logo riflesso faccia un sito 2.0, ma di sicuro i cambiamenti delle tecnologie a disposizione e il modo diverso di fruire il web hanno richiesto una rappresentazione grafica che contraddistinguesse il nuovo.

Un sito statico richiede un tipo di impaginazione, che può arrivare a essere graficamente molto complessa e definita con precisione “millimetrica” nei minimi dettagli. Un sito dinamico che prende contenuti da un database ha bisogno di più elasticità perchè ospita contenuti variabili. Un sito che prende contenuti multimediali esterni via xml, api, rss, e tutte le “diavolerie” che oggi impazzano, ha bisogno di una libertà ancora maggiore, e di una maggiore leggerezza in termini di design e kb da scaricare.

Per forza di cose quindi (e grazie ovviamente alla strenua battaglia sui web standards) si è imposto un nuovo tipo di formattazione, più fluida, meno legata ai dimensionamenti in pixel di celle o caratteri, con un minore impatto di dettagli grafici ritenuti barocchi, e di conseguenza con un maggior carico sulle poche parti delegate alla comunicazione visiva (ad esempio oggi vediamo bellissimi siti scarni ma con headers ricchi e vivacissimi). Quindi il design 2.0 esiste ed ha avuto una sua precisa funzione, ma oggi è arrivato il momento di metterne in discussione alcuni canoni, e mi ricollego qui all’ articolo.

L’inflazione di siti-fotocopia ha raggiunto ormai il limite di saturazione, e proprio la difficoltà di creare siti puliti ma allo stesso tempo ricchi di personalità ha favorito il proliferare di soluzioni spesso spartane, limitate all’uso dei soliti colori di moda a supporto di contenuto in gran parte testuale. Sebbene le galleries in questo momento ospitino diversi lavori outstanding, con grande appeal grafico (unito a consapevolezza degli standards), è giusto quindi dare uno scossone al trend degli ultimi anni e proporre un nuovo stadio per la grafica web. Anche perchè l’uso dei css, un tempo sperimentale oppure utilizzato in modo limitante, oggi è stato assimilato da tutti i web designers, che sono finalmente in grado di usare i fogli di stile come arma a proprio favore e non come “pain in the ass” come avveniva nel doloroso momento di transizione da impaginazione tabellare al nuovo tipo di markup.

In realtà lo scossone proposto nell’articolo non introduce nuovi elementi, ma si limita a riutilizzare stili grafici pre 2.0 e attualizzarli con diversa consapevolezza. Volete sapere quali sono i cambiamenti stilistici suggeriti per il web di domani? Lo saprete..nella prossima puntata, l’argomento è così ampio da sviscerare che merita sicuramente un secondo appuntamento!

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • andreadesign

    26 nov 2007 - 16:06 - #1
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    io credo piuttosto nell’implemento di alcuni plug-incon vari effetti. Youtube è quello piu legato al video, pero presto dovrebbe esserci un pseudo 3d, ma con caratteristiche del web2.0. Come dissi in qualche post precedente, Apple con coverflow e quicklook ha dato un imprinting a quello che potremmo vedere, quindi non flash, ma delle strutture base che possano rendere semplice e gradevole la navigazione. quindi ci saranno:
    i siti in web 1.0 (bruttini)
    i siti in flash e vari che continueranno indisturbati
    i siti in web 2.0
    e siti in web 3.0 (come ho spiegato qui sopra)
    e forse…ma qui ci avventuriamo davvero troppo in la, qualcosa di mooolto piu avanzato del flash…..ovvero la navigazione virtuale…ma questo non ora…molto piu in la

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    […] Come promesso ecco il seguito del mio precedente post dedicato agli stili post 2.0 dei siti web. La riflessione è partita da un articolo pubblicato su Snap2Objects, che appunto si pone l’obiettivo di indagare sui nuovi fermenti della grafica web, e di sotterrare alcuni canoni dello stile 2.0 che ormai sono diventati inflazionati e noiosetti. Nell’ articolo non si inventa un web “tre zero”, e non si suggeriscono teorie avveniristiche, ma semplicemente si consiglia di riprendere “vecchie” soluzioni grafiche e di ricontestualizzarle in modo moderno e consapevole degli standards (cosa che è già in corso e che sta rivitalizzando molte web galleries). […]

  • CrisWG

    28 nov 2007 - 16:51 - #3
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    Penso che Web 1.0, 2.0, 3.0… 100.0 non abbiano niente a che vedere con la grafica. E per di più espressioni tipo “sito in web 2.0″…. orrore!!!
    Web 2.0 vuole connotare solo una evoluzione del web soprattutto in ciò che concerne l’esperienza utente e i servizi messi a disposizione. Web 2.0 è “social networking” e basta. Il fatto che i siti sembrino tutti uguali non è un limite di questa nuova “filosofia” ma degli sviluppatori che non sanno essere originali ma solo fare copia/incolla. Web 2.0 non impone a nessuno l’uso di CSS in alternativa a Flash, Flex, Silverlight, Air. Il problema è che non ci sono sviluppatori in grado di utilizzare tecnologie diverse ma il loro lavoro si limita a creare temi per Worpress.
    Ho la fortuna di lavorare in una azienda che guarda oltre alle mode e crede nel valore del proprio lavoro e non vuole svendersi a realizzare siti fotocopia basati su Wordpress o altri CMS del genere. Anzi, investiamo su Flex, Flash e le applicazioni desktop con Air… ecco questa è la vera innovazione che forse verrà chiamata Web 3.0… il web che arriva sul desktop.

  • Profilo di Marco

    Marco "Sgrunt" Mattioli

    28 nov 2007 - 17:02 - #4
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    Non mi trovi d’accordo, io penso che grafica e formattazione di un sito siano strettamente legate ai contenuti che questo intende offrire. Parlare di web 2.0 e poi andare a prendere contenuti via xml o api per poi “ficcarli” dentro un’impaginazione tabellare dimensionata in pixel (magari con gli spacer gif) sarebbe un controsenso pazzesco. Se si creano strutture di dati aperte, è coerente impaginare questi dati in formattazioni flessibili (e finalmente separate dai contenuti), e questo si riflette quindi sulla grafica.

  • Silent Engine

    02 dic 2007 - 23:13 - #5
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    A me sembra che l’articolo, più che offrire una reale strada alternativa al piattume dell’attuale stile grafico soprannominato “web 2.0″ (da non confondere con la filosofia del web 2.0) semplicemente pubblicizzi un’altro stile, il cosidetto stile Grunge/Vintage che David Carson consacrò una 20ina di anni fà…

    Non credo che passare dalle sfumature e i bordi stondati, alle illustrazioni e le texture sgranate sia la soluzione…

    Piuttosto credo che la soluzione sia nel concentrarsi maggiormente sulla personalità del design stesso, a prescindere dai gusti e trend personali. Ovviamente attraverso la validità di un’interfaccia dal punto di vista dell’utente.