Fuorisalone 2016 Milano: intervista a Carlo Urbinati, Presidente di Foscarini

In occasione della Milano Design Week 2016, Designerblog ha incontrato ed intervistato Carlo Urbinati, Presidente di Foscarini. Leggi qui l'intervista esclusiva

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In occasione della Milano Design Week 2016, Designerblog ha incontrato ed intervistato Carlo Urbinati, Presidente di Foscarini.

Ci racconta la mostra in Triennale dedicata ai 25 anni di Lumiere?

"Quando stavamo pensando a come avremmo potuto festeggiare i 25 anni di Lumiere, da subito ci è stato chiaro che non eravamo interessati ad un approccio auto-celebrativo. Per questo abbiamo cominciato a ragionare con il team di Inventario ed in particolare con Michele Calzavara, per analizzare quello che è successo in questi 25 anni. Il risultato di quella ricerca è da subito apparso estremamente interessante: gli ultimi venticinque sono stati anni molto veloci, di cambiamenti epocali. Da qui è nata l’idea di una mostra che raccontasse quei cambiamenti, sottolineando come Lumiere, nata nel 1990, ha attraversato questo periodo come un’icona di immutata attualità, come un testimone in grado di attraversare il tempo senza identificarsi con un momento particolare della storia del design. Abbiamo lavorato con Elisa Ossino, che ha immaginato per noi una scenografica video-installazione negli spazi della Triennale di Milano, dove vengono proiettati in un flusso di suoni e immagini in movimento i fatti, personaggi, drammi, speranze, rivoluzioni tecnologiche e creative, mutamenti di stile e costume, oltre naturalmente a tante pietre miliari del design che dal 1990 al 2015 hanno scritto la nostra storia recente."

Quali sono le novità che avete presentato per il Salone del mobile 2016?

"A Spazio Brera abbiamo presentato “Reality or Illusion? Giants is a state of mind”, un divertente allestimento di Ferruccio Laviani che si propone di sfidare la nostra mente, permettendo al visitatore di entrare in un mondo grafico che, come nella "stanza di Ames", offre la sensazione di crescere e diminuire improvvisamente di dimensioni. In un audace gioco prospettico, creato da un pattern multicolor e movimentato da superfici collocate su diversi livelli, le dimensioni degli oggetti e delle persone appaiono più grandi o più piccole, in un sottile inganno della prospettiva. In questo background presentiamo le versioni giganti di alcune delle nostre lampade più amate come Big Bang, Spokes e Twiggy. Sempre a Spazio Brera presentiamo Buds, uno dei best seller firmati da Rodolfo Dordoni, che si rinnova nella versione a sospensione e viene presentato in tre nuove, preziose versioni da tavolo."

Come si sposano oggi a suo avviso creatività e commercio?

"Il cannocchiale deve sempre essere rivolto verso la creatività, il commercio viene dopo. Se lavori per proporre progetti interessanti, ricchi di significato e realizzati al meglio, poi i risultati solitamente arrivano di conseguenza."

Una delle sfide di maggiore attualità per le aziende oggi é quella della compatibilità ecologica. Ritiene che sia un elemento tenuto in sufficiente considerazione?

"L’attenzione alla compatibilità ecologica va oltre il solo prodotto, valutiamo l’impatto di tutta l’azienda. Per l’impatto ambientale stiamo lavorando ad esempio con l’ideale di renderci sempre più autosufficienti in termini di consumo energetico. Siamo attenti anche all’impatto sociale. Il nostro progetto editoriale Inventario, che con i suoi contenuti può stimolare le menti e contribuire a far crescere una coscienza non solo estetica nelle persone, lo viviamo come una forma di “restituzione” alla società."

Qualità è sinonimo di longevità?

"Certo, e non parliamo solo di qualità funzionale, ma anche di qualità estetica. Noi realizziamo delle idee che avranno una destinazione semidurevole, per questo devono essere progetti lontani dalle mode, dall’effimero, sviluppati per mantenere un significato nel tempo. Da questo approccio nascono prodotti che sono veri e propri long-seller, pensiamo appunto alla lampada Lumiere, di cui festeggiamo i 25 anni in catalogo, ma anche tanti altri nostri progetti, tra cui posso citare Havana di Forakis, Orbital di Laviani, Mite di Marc Sadler."

Cosa significa per lei design?

"Significa attribuire significato, è ciò che va oltre la funzione, che diamo per scontata. Se devo illuminare una stanza, posso prendere un portalampada con una lampadina, ed ottengo il risultato. Quello che facciamo noi è aggiungere significato, fascino, senso ad una funzione."

Ci segnala un maestro da non scordare?

"Sicuramente Achille Castiglioni e Poul Henningsen."

In che modo i social network e i blog stanno cambiando il design?

"I social network stanno cambiando la vita, come tutto il web. Quando la conoscenza si apre a tutti, quando si abbatte la soglia di accesso alle informazioni, quello è un momento formidabile, è una svolta nella storia dell’uomo. L’altra faccia della medaglia è che informazioni e conoscenze sono diventate troppo superficiali: non basta solo sapere, bisogna sapere anche cosa farci con quel sapere."

Come vede il futuro del design?

"Lo vedo roseo, perché le persone sono sempre più interessate a soddisfare i propri bisogni profondi, circondandosi di cose significanti per se."

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