La Moratti sta ritirando (o sta pensando di) i poster della modella anoressica dagli spazi pubblici che fanno riferimento al Comune di Milano. L’abbiamo vista tutti, su internet, nello scambio di mail tra amici, ma soprattutto sui 6×3 delle nostre città. Alterne reazioni: il “gesto” della Moratti probabilmente ne rappresenta l’estremo. La censura è sempre stupida, quando arriva dopo è idiozia pura. Ma non è su questo che mi preme porre l’attenzione.
L’irriverenza di Toscani, autore della foto pubblicitaria “incriminata”, è arcinota, lo è anche il suo genio creativo. Ma la domanda è: a chi è rivolta quella foto? A chi vuole parlare? E anche: quale è lo scopo? Vabbè, questa è semplice, lo scopo è vendere jeans… Ne siamo sicuri? Il marchio in questione (chi se lo ricorda?) non è distribuito in maniera capillare in tutta Italia. Eppure lo spot è stato inserito diligentemente in quello spazio ampissimo del passaparola che rende un marchio “facilmente” di successo.
Ho il vago sospetto che Toscani lo faccia per sé stesso, ma chi sono io per criticare il numero uno dei pubblicitari italiani? Dunque sposto il tiro: quella foto - che per quanto costruita, tira fuori tutta la cruda realtà di un problema (malattia?) esclusivamente occidentale, l’anoressia - parla ai NON anoressici. Marca una linea di confine netta tra NOI e LORO, segue il trend attuale che vuole imporre alle passerelle la taglia 40. E’ retorica. Nulla di nuovo. Magari alza la voce, a suo modo, mostrando un problema evidente ma non lo risolve, non è nemmeno la classica pietra nello stagno che innesca un movimento dell’acqua. E’ una cornice, buttata lì SOLO per far parlare di sé, e ci riesce bene. Stavolta è toccato all’anoressia, qualche anno fa fu la volta della coppia gay col bambino… fare comunicazione così è estremamente semplice (difficile è trovare il committente, ma se ti chiami Toscani vengono loro a cercare te!).
E passiamo al video che vi propongo qui sopra. Il tema più o meno è lo stesso, ma lo risolve in maniera brillante. Accademia pura, se vogliamo, ma con una notevole verve creativa. Non importa chi l’ha commissionata, chi è il regista ecc. E’ bella comunicazione. E penso possa bastare, no? Mi direte: questa è comunicazione sociale, quella di Toscani è per vendere jeans… e io dico: appunto!
saurospagnol
04 ott 2007 - 01:59 - #1Toscani è un fotografo (e nemmeno poi così bravo), chi lo tratta o lo considera altro (comunicatore, creativo, art o che so io) non ne capisce molto imho.
È ormai vittima di sè stesso, quando viene chiamato a “comunicare” non può far altro che alzare sempre di più il tiro dello shock. È comunque anche lui il prodotto del nostro tempo, ma mi chiedo come mai i nostri archietti, i nostri designer, i nostri fotografi abbiano riconoscenze e indiscutibile rispetto da tutto il mondo mentro Oliviero non se lo fila nessuno…
Soulcheck
04 ott 2007 - 03:11 - #2Toscani numero uno dei pubblicitari italiani????
Sono lontani i tempi della campagna Benetton e, per quanto mi riguarda, non fa che campare di rendita (stilisticamente parlando)…
Basti guardare la sua campagna per “valorizzare” i calabresi: orrenda.
sousa
04 ott 2007 - 08:12 - #3se tolgono questa devono togliere anche il restante 50 % delle campagne che propongono modelli (di vita) moralmente discutibili. Personalmente non mi sconvolge molto di più di vedere a studio aperto un servizio su corona
Matteo Balocco
04 ott 2007 - 09:31 - #4Non scherziamo, anche questa campagna serve a vendere saponi, solo che il target sono i genitori coscienziosi.
Commovente poi l’insinuazione sul fatto che la bambina sia oggetto di bombardamento mediatico su prodotti per adulti e sull’immagine di donne adulte mentre non si fa assolutamente menzione di tutti i giocattoli per bambine che, quelli sì, veicolano unicamente uno stile di vita non da bambina (Bratz, Winx, BarbieGirl, Glam, LellyKelly, Geox girl, ecc…). QUello sì è vergognoso.
elfeliz
04 ott 2007 - 10:43 - #5A me Toscani non piace tantissimo, ma da qui a dire che sia un fotografo “nemmeno tanto bravo” ce ne passa…
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04 ott 2007 - 17:09 - #6OT
mi scuso per l’off topic ma mi sento in dovere di precisare alcune cose.
“la cruda realtà di un problema (malattia?) esclusivamente occidentale, l’anoressia”
l’anoressia come tutti i dca (disturbi del comportamento alimentare) sono malattie. vere e proprie, senza ne forse ne mah.
sono un tipo di disturbo ossessivo compulsivo.
Inoltre non è “esclusivamente” occidentale, ma riguarda tutti i paesi in cui, presente un “benessere” economico, siano presenti moda, televisione, cinema, e sopratutto canoni di bellezza del fisico.
onestamente trovo quell’affermazione grossolana e ignorante, almeno abbastanza da renderla offensiva nei confronti di chi quei problemi li vive.
toccare argomenti che possono essere delicati necessita un’attenzione particolare, e nel caso di considerazioni personali, una conoscenza del problema.
Domenico Catapano
05 ott 2007 - 01:44 - #7A parte che commentare in maniera così polemica senza nemmeno firmarsi è da grossolani e ignoranti.
Chi ti dice che non stia scrivendo con cognizione di causa? Mi conosci forse di persona?
Un pò di coerenza: prima ci tieni a precisare che non è un problema ma una malattia vera e propria, però poi ti lasci scappare “a renderla offensiva nei confronti di chi quei problemi li vive” e poi ancora ” una conoscenza del problema”. Dunque, è una malattia o un problema? Deciditi.
Pace a te.
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05 ott 2007 - 10:33 - #8se hai bisogno di girare intorno alle parole per cercare un’appiglio per non accettare una critica, prego, liberissimo.
il punto non è stato chiamare l’anoressia “problema”. bensì la simpatica parentesi “(malattia?)”.
a mio modesto modo di vedere può risultare offensivo.
in ogni caso.. la firma?
ti interessa davvero?
come potresti essere certo che non sono un fake, un utente nuovo o chissàcosa.
potrei firmarmi mario_fiocchi o paladino_della_giustizia che non cambiarebbe niente.