
Non gira troppo intorno alle parole Matthew Inman in questo articolo per Seomoz circa il crollo della design curve nella realizzazione di un sito web.
Secondo Matthew a seconda del numero di incompetenti (lui dice idioti a dire il vero) coinvolti nel progetto, esponenziale sarà il crollo qualitativo.
Beh la scoperta dell’ acqua calda potremmo ben dire, ma vediamo adesso in che modo vengono categorizzati i partecipanti al design di un sito.
La “gente sbagliata” è rappresentata da:
I “giusti” sono invece:
Più interessante forse l’ altra riflessione fatta da Matthew sul fatto che più tempo si passa a sezionare, analizzare e criticare un progetto di design, peggiori saranno i risultati. Su questa sono parzialmente d’accordo, nel senso che certo il protrarsi dei lavori e il continuo mettere mano ad un’ idea iniziale rischia di afflosciare qualsiasi entusiasmo, ma è anche vero che milioni di volte ci siamo alzati con l’ “idea del secolo” e spesso mettendola a confronto con altri professionisti, altre esperienze esistenti, o un tentativo di analisi serio, l’ abbiamo accantonata senza troppi rimpianti ammettendo che qualcuno ha fatto di meglio.
Smash
29 set 2007 - 09:17 - #1Interessante…ma ora mi viene il magone :|
Marco "Sgrunt" Mattioli
29 set 2007 - 09:19 - #2oddio, come mai? :-)))
ilovejuicysalif
29 set 2007 - 09:20 - #3concordo in buona parte con quello che è stato espresso.
aggiungo che la cosa si espleta anche nei progetti di oggettistica e anche in altri campi.
anche il discorso del lavoro in gruppo, che sia design o no, è sempre disturbato dal quantitativo di persone competenti e incompetenti, se il rapporto va verso gli ultimi è disastroso.
credo che nella vita reale è difficile giudicare a priori un gruppo di lavoro o un’azienda. ergo che un idilliaco luogo dove sviluppare good design è difficile se non impossibile, escluso colpi di genio personali o di 2-3 persone.
Scratch
29 set 2007 - 09:34 - #4Mi trovo d’accordo con tutto il discorso… …i capi, coloro che da utenti vogliono fare i maestri… …quanta ragione in queste poche righe… é_è
masflavio
29 set 2007 - 10:50 - #5Mi sembrano “regole” dettate dal buon senso e applicabili a mille altri casi lavorativi e non. Arrivarci dopo uno studio e teorizarci sopra una curva mi sembra eccessivo anche per un anglosassone.
gpessia
29 set 2007 - 13:21 - #6concordo con tutto!
glorfindel
29 set 2007 - 15:52 - #7“Utenti esperti che credono di avere competenze di design (categoria peggiore)”.
VERISSIMOOO!
y536
29 set 2007 - 17:44 - #8quoto masflavio…
Smash
30 set 2007 - 20:50 - #9Non perchè non le rispetto ma perchè i clienti che trovo non le rispettano e vogliono fare loro i web designer :(
Alessio Proietti
01 ott 2007 - 09:59 - #10Come non essere d’accordo con l’articolo!
Io sono scappato via (dopo 1 anno e mezzo) dal mio primo lavoro nel campo della grafica proprio per queste “ingerenze” di capi ed affini…
Forse ero io un po’ “illuso”, essendo il mio primo lavoro pensavo che davvero si applicassero le regola insegnatemi a scuola, invece mi sono ritrovato a soffrire costretto a lavorare a caXXo sotto i consigli (non richiesti) del capo che di grafica ne capiva quanto io ne capisco di calcio (cioè zero o poco più)…
…quando poi sono stato affiancato da una collega autodidatta, saccente e per niente disposta ad evolversi sono scappato via!
Otaku
01 ott 2007 - 22:20 - #11@Alessio
mi sembra di vedere il quadretto che hai descritto! molto ma molto ma molto realistico. Ora però sono curioso di sapere com’è andata a finire la tua fuga… Stai lavorando su Marte?
Alessio Proietti
01 ott 2007 - 22:52 - #12@Otaku:
Sto lavorando altro, non mi occupo più (almeno per ora) di grafica creativa…
…un po’ è una sconfitta ma il lavoro è lavoro, e di questi tempi non si rifiuta! :)
MarioC74kk
09 ott 2007 - 16:39 - #13Mi sembra la storia di decine di riunioni a cui ho partecipato in cui un AD con panza enorme annessa cercava di spiegarmi come, anche se non lo capivo, il design del figlio dell’ amico del cugino del suo conoscente che studiava filosofia era pur sempre bello, veloce e colorato!!!