Olimpiadi 2012: il logo difeso dai suoi autori

Olimpiadi 2012: il logo difeso dai suoi autori

Lo abbiamo criticato anche noi, fin da quando è stato ufficializzato, con un lungo post. I più scontenti sono stati gli stessi inglesi, con tanto di petizione (ovviamente, invano). Oggi, nella bella intervista pubblicata da Fast Company, Brian Boylan e Ije Nwokorie della Wolff Olins, difendono il lavoro svolto.

In sintesi: il logo doveva essere espressione dell'energia dei giochi e evitare il cliché dell'identità di Londra. Nessun riferimento alle icone della città. Niente righe orizzontali o verticali, anche nella font, in un'idea in linea con quella che loro stessi definiscono 'prescribed anarchy'. Un'anarchia stabilita, disomogenea, volutamente dissonante come la complessità della metropoli. E sulle critiche tagliano corto:

È interessante come le recensioni più critiche tendano a evidenziare tutte le regole che abbiamo infranto e in questo senso hanno sostanzialmente ragione. L'unico motivo di disaccordo è sul fatto che quelle regole andavano infrante. Leggetevi gli attacchi: "È troppo dissonante". Certo, la dissonanza era intenzionale.

Qui trovate il resto dell'intervista.

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