Olimpiadi 2012: il logo difeso dai suoi autori

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Olimpiadi 2012: il logo difeso dai suoi autori


Lo abbiamo criticato anche noi, fin da quando è stato ufficializzato, con un lungo post. I più scontenti sono stati gli stessi inglesi, con tanto di petizione (ovviamente, invano). Oggi, nella bella intervista pubblicata da Fast Company, Brian Boylan e Ije Nwokorie della Wolff Olins, difendono il lavoro svolto.

In sintesi: il logo doveva essere espressione dell’energia dei giochi e evitare il cliché dell’identità di Londra. Nessun riferimento alle icone della città. Niente righe orizzontali o verticali, anche nella font, in un’idea in linea con quella che loro stessi definiscono ‘prescribed anarchy’. Un’anarchia stabilita, disomogenea, volutamente dissonante come la complessità della metropoli. E sulle critiche tagliano corto:

È interessante come le recensioni più critiche tendano a evidenziare tutte le regole che abbiamo infranto e in questo senso hanno sostanzialmente ragione. L’unico motivo di disaccordo è sul fatto che quelle regole andavano infrante. Leggetevi gli attacchi: “È troppo dissonante”. Certo, la dissonanza era intenzionale.

Qui trovate il resto dell’intervista.

 

3 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO

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    bronko85
    A me il logo piace un sacco. Ad ogni modo, senza esagerare posso dire che "bisogna essere inglesi" per capire cosa i due designer intendono quando dicono "quelle regole andavano infrante". E' stata un'olimpiade inglese per gli inglesi (vedi la cerimonia d'apertura). Laddove tutti hanno visto un incomprensibile meltin-pot, gli inglesi hanno subito identificato il loro stile.
    #1 - Scritto il

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    Jfc
    Mah! Possono spiegarsi e giustificarsi quanto vogliono, ma per quanto mi riguarda questo logo rimane impresentabile, come la maggior parte di tutti quelli realizzati in questi ultimi anni per manifestazioni, giochi o similari (vedasi ovviamente anche il logo Italia che ci rende ridicoli agli occhi di qualsiasi persona con un minimo di buon gusto).
    #2 - Scritto il

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    nicola82
    questo è un logo che potrebbe progettare anche un bambino di terza elementare. per progettare un logo (ma anche qualsiasi altra cosa) c'è bisogno di tecniche ed esperienza. non si può pretendere di progettare (diciamo progettare) col solo utilizzo dell'estro. altrimenti sarebbero bravi tutti a farlo. il designer non è un artista, è un tecnico. il suo lavoro deve esprimere è comunicare cose precise. per capire la qualità di chi ha disegnato questa schifezza andatevi a fare un giro sul loro sito <a href='http://www.wolffolins.com/' rel='nofollow'>http://www.wolffolins.com/</a>
    #3 - Scritto il