Collezione Alessi: i 10 oggetti più innovativi

Collezione Alessi: i 10 oggetti più innovativi

Sapete cosa chiedo a un designer che lavora per me? Deve avere la capacità di trasgredire le regole che noi partner industriali gli mettiamo davanti, perchè solo così può darmi la garanzia di dar vita a nuove generazioni di prodotti che non sono stanche ripetizioni di quelli già esistenti, di quello che ‘si vende ora’. Prodotti che sappiano emozionare, commuovere, raccontare la loro storia avvincendo la gente.

Così spiega Alberto Alessi la nascita della ormai mitica "9090", la caffettiera ideata da Richard Sapper nel lontano 1978. Il famoso marchio italiano si affidò in quegli anni a architetti e designer come Ettore Sottsass e Achille Castiglioni, concentrando le sue attenzioni sui servizi da caffè, uno dei simboli del Made in Italy.

Collezione Alessi: i 10 oggetti più innovativi
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Collezione Alessi: i 10 oggetti più innovativi

La "9090" fu per Alessi il primo premio Compasso d’oro (1979) e il primo oggetto a entrare nella "Permanent Design Collection" del MOMA di New York. Ancora dalle parole di Alberto Alessi: "Richard è un ottimo esempio di tutto questo. Le industrie con le quali lavora subiscono nel suo immaginario una trasformazione della loro identità. Voglio dire che lui non accetta mai fino in fondo l’identità con la quale esse gli si presentano e tende sempre a idealizzarle, trasformandole in ‘industrie di sogno’ alle quali chiede il coraggio di portare avanti progetti spesso ai confini del possibile. Ma le idee artistiche possono avere confini?”.

Da allora, successi conclamati e collaborazioni importanti per realizzare oggetti innovativi. Il cavatappi "Anna G" di Alessandro Mendini (che ha dato poi vita ad un'intera famiglia di prodotti e all'approccio giocoso alla cucina). La "9095" di Aldo Rossi, il 'seguito' economico in alluminio fuso della sua celebre caffettiera "La Conica" e ancora le pentole "Mami" di Stefano Giovannoni e la teiera "Bombé" di Carlo Alessi: sempre con in mente l'idea "del fatto che la gente compera le nostre caffettiere e i nostri bollitori non tanto perché deve preparare il caffè o far bollire l’acqua ma per tutta una serie di altri motivi che hanno a che fare con l’immaginario oltre che con esigenze pratiche e funzionali".

Fino allo spremiagrumi "Juicy Salif" progettato da Philippe Starck nel 1990 e all'ambizioso “Tea & Coffee Towers” che ha coinvolto 22 architetti da tutto il mondo, con risultati come il servizio da tè "Fruit basket" di Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa (con pezzi unici in acciaio inox senza saldatura) o quello di Sir David Chipperfield del 2002.

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