Emotional Dialogue, i tessuti interattivi di Svenja Keune e Larissa Müller

DMY, la piattaforma per il design internazionale che si tiene ogni anno a Berlino ai primi di giugno, è un festival che sta dimostrando di crescere e rinnovarsi ad ogni edizione: vuoi per lo spostamento in una sede che per qualità degli spazi e potenzialità di allestimento fa venire l'acquolina in bocca a tutti, il vecchio aeroporto di Tempelhof, vuoi per il carattere realmente sperimentale dei prodotti in mostra, qualcosa di più rispetto al classico restyling di un pezzo di arredo più o meno di moda.

Ne è un esempio la rosa dei progetti appena proclamati vincitori, tutti caratterizzati dall'impiego in via sperimentale di tecnologie il cui utilizzo mira a rivedere il nostro rapporto di uso, prossimità e relazione con gli oggetti. Prendiamo ad esempio questo Emotional Dialogue -già il titolo la dice lunga- presentato da Svenja Keune (studentessa di textile design) e Larissa Müller (laureanda in computer science): la loro ricerca mira a mettere a punto dei tessuti interattivi capaci di rispondere alle "emozioni" dei loro fruitori, ad esempio muovendosi al tatto o alla prossimità, o reagendo sempre con il movimento alla percezione della luce.

L'effetto, molto seducente, colpisce proprio per l'effetto vellutato del movimento, e ci fa presagire nuovi spazi domestici dove a vivere di vita propria potrebbero essere le nostre tende, i nostri asciugamani, o il rivestimento del nostro divano.

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