
In ogni cultura che si rispetti c’è sempre almeno un rito di esorcizzazione, in cui il potere o il male viene deriso, ridicolizzato e messo alla berlina, per scacciare paure e timori. Innumerevoli sono gli esempi di carri, fantocci, cortei e feste in costume che vedono partecipe tutta la popolazione.
Anche Bologna non è da meno, e tra le sue diverse manifestazioni ne ha una, in cui il capodanno viene celebrato in piazza maggiore con il rogo del vecchione, il classico fantoccio che rappresenta l’anno vecchio da bruciare, per simboleggiare le brutture dell’anno passato che si gettano alle spalle.
La costruzione del vecchione è dal 1993 affidata a degli artisti legati alla città, che per il trascorso 2011 hanno affidato l’immagine al raschiatore di barile, un palombaro per metà immerso giust’appunto in un barile, chiara immagine dell’attuale condizione italiana.
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Bologna: il raschiatore di barile



