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Windcheetah, la bici dal design originale

Pubblicato: 26 giu 2007 da Bullberry

Commenti dei lettori



Grazie alla segnalazione degli amici di Outdoorblog vi sottopongo questa particolare bicicletta dal design assolutamente accattivante e agli antipodi rispetto a ciò che siamo abituati a vedere in giro.
Si chiama Windcheetah ed un progetto di Mike Burrow, un vero guru del design applicato alle bici, che da sempre realizza fantastici modelli che consentono di ottenere elevate performances su pista e su strada.
Windcheetah sfrutta l’uso di componenti realizzati in titanio e coniuga la qualità e la tecnogia degli standard dell’aviazione e delle competizioni motoristiche.
Questa particolare bicicletta sovverte completamente il concetto di postura che abitualmente si tiene in bici e prevede un baricentro basso e le gambe stese orizzontalmente, posizione che consente di raggiungere ottimi livelli di velocità e resistenza.
L’unica pecca è il prezzo abbastanza inaccessibile ma ampiamente giustificato dal valore sia tecnico che estetico di questi gioielli.

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4 commenti

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  • aurgh

    26 giu 2007 - 13:45 - #1
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    bisogna vedere come si comporta in salita…

    non credo sia facile produrre la forza adeguata con pendenze elevate

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    […] Fonte: Designerblog var uri = ‘http://impit.tradedoubler.com/imp?type(img)g(634451)a(451300)’ + new String (Math.random()).substring (2, 11); document.write(”); […]

  • trollone

    27 giu 2007 - 12:17 - #3
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    ogni volta che vado in Toscana e in Umbria e vedo i turisti “del nord Europa” che girano con le biciclette sdraiate (almeno questa ha 3 ruote, loro usano quelle a due)mi chiedo come fanno le salite senza spaccarsi la schiena :P

    http://en.wikipedia.org/wiki/Recumbent_bicycle

  • Profilo di Sad0felix

    Sad0felix

    30 giu 2007 - 00:09 - #4
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    Non diciamo castronerie!!!

    Queste bici sono state inventate in Olanda, permettono percorrenze più comode e veloci delle bici tradizionali, e sono molto diffuse sia in Nord Europa sia (seppur meno) negli Stati Uniti.
    In olandese vengono chiamate (quelle a 2 ruote) “ligfiet” (o al plurale ligfietsen, o inglesizzato ligfiets).

    Ne ho provata una parecchi anni fa. Ce ne sono di svariati tipi e concezioni.
    Quelle colla forcella anteriore in asse col manubrio, cioè coi pedali posti davanti alla ruota anteriore, hanno la tendenza a provocare ondeggiamenti quando si imprimono pedalate potenti, mentre quelle con la ruota avanzata tramite rinvio dello sterzo, pur perdendo in manovrabilità nel traffico e in comodità di trasporto e rimessaggio, sono molto più stabili, specie se equipaggiate con ammortizzatore di sterzo.

    Io l’ho provata quasi 15 anni fa, e non era un prototipo, le costruivano già da parecchio.

    Le digressioni tematiche a 3 ruote permettono una migliore distribuzione del carico di borse e bagagli per i cicloturisti, oltre che ad una maggiore stabilità.
    I modelli a 3 ruote più avanzati possono anche piegare.

    A chi si domanda se ci si spacca la schiena, beh, è il contrario.

    Nelle bici tradizionali l’unica fonte di spinta è il peso del corpo. Per questo nelle bici da corsa ci sono gli agganci, perché i ciclisti corridori professionisti non si limitano a spingere col proprio peso il pedale verso il basso, ma tirano l’altro verso l’alto coll’altra gamba.
    Nessun ciclista dilettante farebbe mai una cosa del genere.
    Col risultato che l’efficienza ne è molto compromessa.
    In questo tipo di biciclette, invece, tutta la potenza muscolare della gamba può essere sprigionata, permettendo una pedalata meno faticosa, specie in salita.

    Lo schienale è imbottito e sagomato ergonomicamente.
    Ergo, niente mal di schiena.