Unhate: l'ultima campagna di Benetton per promuovere il non-odio

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Unhate, la campagna Benetton

Unhate, la campagna Benetton

La Fondazione UNHATE, voluta e fondato dal Gruppo Benetton, cerca di contribuire alla creazione di una nuova cultura della tolleranza, per combattere l’odio, costruire sui valori alla base della Benetton. È un altro passo importante nella strategia di responsabilità sociale del gruppo: non un semplice esercizio cosmetico, ma un contributo che avrà un impatto reale sulla comunità internazionale, in particolare attraverso il veicolo della comunicazione, che può raggiungere gli attori sociali nelle diverse aree.

Possono sembrare le parole del nostro Capo del Governo uscente, e invece sono le prime dichiarazioni del gruppo più noto come United Colors of Benetton; parole che puntano molto in alto, perché parlano di valori e di internazionalità.

Una cosa colpisce: che venga dichiarato che non sia “un semplice esercizio cosmetico”. Come prima cosa viene da pensare che una campagna di immagine, con un design che ha al proprio interno un’idea, una progettualità e un messaggio -come infatti ha- sia qualcosa da meno, qualcosa da non porre sotto l’attenzione del pubblico, qualcosa da mettere in secondo piano, senza un valore vero e proprio.

In seconda istanza sembra essere la dichiarazione di chi ha un po’ la coda di paglia, perché mette le mani avanti su un aspetto che negli anni ha invece fortemente, totalmente, caratterizzato la Benetton: la comunicazione impattante, portata avanti per un lungo periodo dal guru per antonomasia delle immagini sorprendenti, Oliviero Toscani.

Uscito dal gruppo, Toscani lascia la Benetton a una comunicazione meno di successo e di eccesso, che però ora si riscatta con questa campagna molto d’effetto, presentata direttamente da parte di Alessandro Benetton, vice presidente esecutivo di Benetton Group.

Al centro della campagna è il bacio, ma questa volta praticato non da preti e suore, non da coppie omosessuali, bensì direttamente da capi di Stato e da rappresentanti religiosi, coloro che più direttamente sono identificati come i responsabili dell’odio e dell’amore in circolo nel mondo.

Ci sono Barack Obama e il leader cinese Hu Jintao; papa Benedetto XVI e Ahmed Mohamed el-Tayeb, Imam della moschea di Al-Azhar al Cairo; il presidente palestinese Mahmoud Abbas e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, e ancora molti altri.

Il messaggio nella sua complessità, è diretto e apparentemente privo di ambiguità, tranello che sappiamo serpeggiare facilmente tra le comunicazioni più intraprendenti. Serve amore, non odio, questo dicono i manifesti, e serve che i primi a farlo e promuoverlo siano le persone più influenti. E infine non manca quell’aspetto che si presta facilmente alla scandalo, il bacio gay, che porta quindi al più immediato tam-tam di persona in persona.

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  • nickname Commento numero 1 su Unhate: l'ultima campagna di Benetton per promuovere il non-odio

    Posted by:

    manca quella con il Papa, svista o volontà? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Unhate: l'ultima campagna di Benetton per promuovere il non-odio

    Posted by:

    credo volontà, il vaticano ha minacciato azioni legali anche verso chi diffonde l'immagine, cosa abbastanza ridicola secondo me, comunque c'è anche la versione berlusconi-merkel accantonata per la caduta del governo Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Unhate: l'ultima campagna di Benetton per promuovere il non-odio

    Posted by: dosruedas

    non comprero mai piu benetton… queste immagini mi fanno pena… si vuol far credere che tutto va bene e tutto è concesso… Scritto il Date —

 

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