
Volevo prima scrivere una introduzione e poi proporvi il logo, ma penso sia giusto esordire con il logo direttamente.
Parliamone. Di primo acchito è un accrocchio di forme: certo, ci possono raccontare che rappresenta il “2012″ stilizzato e che i colori acidi (non fissi, cambiano in varie declinazioni come va tanto di moda ora) richiamano la dinamicità delle Olimpiadi e la freschezza dello sport (sto inventando un pò di quel bel copy che mi fa starnutire), ma in realtà come sempre più spesso capita è l’ennesimo marchio di Olimpiadi fallito. Poi entro anche nei dettagli del perchè sia fallito, ma prima mi piacerebbe discutere del perchè siamo sempre più riempiti di loghi spazzatura agli altissimi livelli.
Quelli che una volta erano le piattaforme del design, sono negli anni diventate il bidone del design. Le grandi manifestazioni sportive, Olimpiadi e Mondiali di calcio in primis, i grandi loghi istituzionali (nazionali e non), addirittura le grandi corporation sempre più sfociano in rebranding a dire poco azzardati per non dire disastrosi.
Ma come siamo arrivati a questa perdita del concetto stesso di Brand Design? come si possono concepire certi obbrobri mi viene chiesto spesso in mail privata?
A me è stato insegnato che un brand deve rappresentare i valori e i concetti alla base del soggetto che vuole materializzare, ma non solo: un buon brand si progetta in bianco e nero e deve funzionare anche a piccole dimensioni, deve avere poche varianti possibilmente e riconoscibilità , leggibilità e longevità devono essere valori forti nel suo progetto. Certo, magari sarò antiquato, ma è così che sono stati creati i grandi marchi entrati nella storia.
Nell’epoca di internet molte di queste regole sono state fatte saltare dalla dinamite del web: a che serve progettare in bianco e nero quando il mio logo verrà usato per lo più su supporti digitali o comunque su stampe quadricromatiche perfette? A che serve creare loghi che funzionino a piccole dimensioni quando posso obbligarne l’uso alle sole medie e grandi dimensioni?
Abbiamo assistito allo sgretolarsi dei fondamenti del brand design e sono approdati sulle coste del nostro gusto innumerevoli loghi multicolore, multiforma, multigusto e multistrato che proponendosi come “rivoluzionari” poche volte sono risultati veramente innovativi: erano solo loghi malfatti.
I progettisti degli anni pre internet e in generale pre computer prima pensavano, poi progettavano e poi realizzavano. Ora si realizza, poi si pensa a come giustificare la realizzazione e in generale non si progetta nulla. E’ tutto a portata di mano (anzi di click) e subito disponibile: intanto comincio a buttare giù due forme colorate in Illustrator, poi se viene qualcosa che mi sembra carino vediamo come giustificarlo ok?
La progettazione grafica sembra essere stata abbandonata in vece della realizzazione grafica. Cosa intendo? intendo un grafico con alle spalle copy, account, sponsor e dirigenti che dicono la loro, in diretta. E via di fammelo più acido, fammelo più piccolo, fammelo più grande, lo voglio più moderno e stupidaggini del genere. Infiniti livelli decisionali, infinite possibilità , il bello della diretta, il cancro del graphic design moderno.
Parliamone se volete nei commenti.
Ah, dimenticavo! il logo di Londra 2012. che dire. Le forme sono riconoscibili certo (ma il brutto è spesso riconoscibile), funziona anche a piccole dimensioni nonostante debba per forza di cose scomparire sia “london” che i cinque cerchi olimpici (troppo piccoli, ma sono quisquiglie direi). La leggibilità non c’è, ma era nelle intenzioni vi dirà qualcuno. I colori che cambiano a seconda dell’umore di chi impagina l’ultimo opuscolo non mi piacciono, ma forse è solo una questione di gusti.
E’ un logo coraggioso vi diranno altri. La mia opinione già l’avete capita immagino e per quanto mi riguarda i loghi coraggiosi sono stati altri nella storia delle olimpiadi. Londra 2012 entrerà nel calderone dei mediocri, Monaco 1972 è entrato nella storia del brand design moderno. Un’altra occasione persa.
(grazie a Stefano per la segnalazione)
UPDATE: Il sito ufficiale del nuovo brand è carino e ha un buon concept alle spalle: everyone’s 2012. Il video è molto bello, ma sembra fatto prima del logo. Nel senso che l’idea si sposa bene con il motion design, ma è pessima per il brand design, non è altro che la conferma di quello che ho scritto: la mano si muove e poi la testa serve a giustificarne le mosse.
Nel frattempo i cugini inglesi hanno apprezzato il nuovo logo con una bella petizione online per farlo cambiare, con già dodicimila firme. Il potere di internet. (grazie a Mee per la segnalazione)
Fiuz
04 giu 2007 - 18:32 - #1concordo su tutto riguardo alla progettazione e alla realizzazione …
per quanto riguarda quei cosi lì colorati preferisco non esprimermi … sarei troppo pesante …
Bota
04 giu 2007 - 18:47 - #2Non puoi che trovarmi concorde Antonio… ottima analisi. Non merita neanche troppo tempo soffermarsi sul logo in questione: il discorso come hai giustamente sottolineato è tristemente vero a un livello molto più generale.
Andando un pelo off-topic sono solo contento che la bellissima esperienza avuta a Torino per le passate olimpiadi invernali fosse rappresentata da un logo più che dignitoso… e visti gli obbrobri recenti non posso che esserne felice ;-)
Sasà anarchia
04 giu 2007 - 19:05 - #3Sicuri che non sia un fake?
è davvero orribile, nessuno si ricorderà di lui dopo un mese, i colori sono orridi, non stupisce.. anzi, non si capisce proprio che cacchio è.
BOCCIATO.
glorfindel
04 giu 2007 - 19:31 - #4Si questo logo è davvero orrido e illegibile.
Io sono daccordo con te, preferisco i loghi che funzionano anche in bianco e nero.
Manlio
04 giu 2007 - 20:29 - #5forse era anche meglio questo
http://www.scilt.stir.ac.uk/images/London20201220Olympics20logo.jpg
cris01
04 giu 2007 - 21:50 - #6Beh dai la sua utilità ce l’ha….
Finite le olimpiadi lo si può sempre usare per giocare a Tetris o a Tangram!! :-D
mellina
05 giu 2007 - 08:49 - #7Io pensavo fosse il logo per il nuovo tour di Jem e le Holograms…
postscript
05 giu 2007 - 08:53 - #8mah… secondo me il discorso è che ad “alti livelli” lavorano solo le agenzie che hanno agganci dove conta averli e con persone che gestiscono i budget.
non è solo questione di capacità o di “creatività ” è questione di “politica” nel senso più largo del termine ed inoltre ormai il relativismo e la totale mancanza di oggettività , oltre che di senso almeno del buon gusto, sono il vero flagello dei nostri tempi.
cmq il logo è brutterrimo, quel giallino di contorno mi fa diventare matto!!!
:D
grafico
05 giu 2007 - 09:19 - #9Ma di prima mattina avere queste notie…
Ma che schifo.
L’ennesima dimostrazione che nelle agenzie ci lavorano un sacco di teste di ****.
Non è solo una questione di gusto, discutibile o meno, ma proprio un fatto che non viene data importanza alla commessa.
SI prende e si fa qualche bozza, giusto a tempo perso, si manda al cliente e si spera che non si lamenti.
Se dice ok, non conta la dignità , ma basta che paghi.
Tutto questo è terribilmente schifoso.
Ma facessero lavorare un pò di freelance invece di dare soldi a queste teste di cavolo.
pescepensatore » Blog Archive » Londr
05 giu 2007 - 11:58 - #10[…] Ho visto l’articolo di Antonio Moro su designerblog e non sono riuscita a resistere alla tentazione di metterlo sul mio blog: é improponibile in un evento mondiale decidere di accettare un’ immagine del genere, come del resto non si capisce come mai nella cultura visiva invece di andare avanti si torna indietro , come se la tecnologia avesse bruciato i neuroni della creatività , come se i creativi fossero diventati gamberi…torniamo tutti indietro.. speriamo bene. […]
Biba
05 giu 2007 - 13:50 - #11Allucinante direi.
Biba
05 giu 2007 - 13:51 - #12Tra l’altro, riferendomi al tuo discorso sul colore, sembra ormai che la teoria cromatica sia morta, un marchio lo si presenta in blu, in rosso, in verde, e si pensa che sia indifferente. Com’è possibile?
trollone
05 giu 2007 - 14:42 - #13My God
a questo punto possiamo rivalutare questo:
trollone
05 giu 2007 - 14:43 - #14http://www.ahioo.net/gpz/wp-content/uploads/2006/03/ciao.jpg
koan
05 giu 2007 - 15:56 - #15e non hai visto le alternative…
http://www.davidairey.com/alternative-london-2012-logo-designs/
Ma siamo così sicuri che il nostro marchio Italia sia così brutto? (La risposta ovviamente è sì, però che tristezza vedere che altrove non stanno meglio)…
Londra 2012, la rivolta dei blog.
05 giu 2007 - 17:50 - #16[…] Articoli simili Olimpiadi di Londra 2012: Ecco il logo(04 giu 2007) - 14 commenti 18 palette di colori ispirate alle farfalle(02 giu 2007) - 0 commenti Cloud: l’ufficio portatile(01 giu 2007) - 5 commenti Chrono Shredder(29 mag 2007) - 7 commenti Karakuri ningyo: le bambole meccaniche del periodo Edo(29 mag 2007) - 0 commenti […]
designerblog
06 giu 2007 - 10:40 - #17[…] […]
barcode :: Londra 2012 :: June :: 2007
06 giu 2007 - 14:54 - #18[…] Si parla molto in molti blog del logo per le Olimpiadi 2012 di Londra e in massima parte i commenti sono negativi, in alcuni casi addirittura il logo viene descritto come più brutto dello sfortunato logo di Italia.it.In UK è partita una petizione online per la revisione del logo che al momento ha già superato le 40.000 "firme". […]
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marcoligno
06 ott 2008 - 13:16 - #21d accordissimo, non è questione di essere antiquati, il logo deve funzionare in bianco e nero e deve essere facilmente utilizzabile nelle piu diverse applicazioni.
credo che un bel logo poi debba essere intuitivo essenziale e caratteristico.
trovo bellissimo il marchio per monaco…non lo avevo mai visto..grazie a chi l ha segnalato
Roby**
16 dic 2009 - 19:13 - #22quisquilie… non quisquiglie… XD
quintino
04 feb 2010 - 16:45 - #23il logo londra 2012 è orripilante ed è costato 600 mila euro
per la metà ne facevo uno mooolto piu bello