Olimpiadi di Londra 2012: Ecco il logo

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Olimpiadi di Londra 2012: Ecco il logo



Volevo prima scrivere una introduzione e poi proporvi il logo, ma penso sia giusto esordire con il logo direttamente.

AGGIORNAMENTO 20 luglio 2012: Per leggere tutte le notizie in tempo reale sulle Olimpiadi di Londra 2012 collegatevi al nostro speciale su Outdoorblog.it dedicato alle Olimpiadi. All’interno le fotogallery di tutti gli atleti italiani in gara, le compitizioni in programma, il calendario e tanto altro.

Parliamone. Di primo acchito è un accrocchio di forme: certo, ci possono raccontare che rappresenta il “2012″ stilizzato e che i colori acidi (non fissi, cambiano in varie declinazioni come va tanto di moda ora) richiamano la dinamicità delle Olimpiadi e la freschezza dello sport (sto inventando un pò di quel bel copy che mi fa starnutire), ma in realtà come sempre più spesso capita è l’ennesimo marchio di Olimpiadi fallito. Poi entro anche nei dettagli del perchè sia fallito, ma prima mi piacerebbe discutere del perchè siamo sempre più riempiti di loghi spazzatura agli altissimi livelli.

Quelli che una volta erano le piattaforme del design, sono negli anni diventate il bidone del design. Le grandi manifestazioni sportive, Olimpiadi e Mondiali di calcio in primis, i grandi loghi istituzionali (nazionali e non), addirittura le grandi corporation sempre più sfociano in rebranding a dire poco azzardati per non dire disastrosi.
Ma come siamo arrivati a questa perdita del concetto stesso di Brand Design? come si possono concepire certi obbrobri mi viene chiesto spesso in mail privata?

A me è stato insegnato che un brand deve rappresentare i valori e i concetti alla base del soggetto che vuole materializzare, ma non solo: un buon brand si progetta in bianco e nero e deve funzionare anche a piccole dimensioni, deve avere poche varianti possibilmente e riconoscibilità, leggibilità e longevità devono essere valori forti nel suo progetto. Certo, magari sarò antiquato, ma è così che sono stati creati i grandi marchi entrati nella storia.

Nell’epoca di internet molte di queste regole sono state fatte saltare dalla dinamite del web: a che serve progettare in bianco e nero quando il mio logo verrà usato per lo più su supporti digitali o comunque su stampe quadricromatiche perfette? A che serve creare loghi che funzionino a piccole dimensioni quando posso obbligarne l’uso alle sole medie e grandi dimensioni?
Abbiamo assistito allo sgretolarsi dei fondamenti del brand design e sono approdati sulle coste del nostro gusto innumerevoli loghi multicolore, multiforma, multigusto e multistrato che proponendosi come “rivoluzionari” poche volte sono risultati veramente innovativi: erano solo loghi malfatti.

I progettisti degli anni pre internet e in generale pre computer prima pensavano, poi progettavano e poi realizzavano. Ora si realizza, poi si pensa a come giustificare la realizzazione e in generale non si progetta nulla. E’ tutto a portata di mano (anzi di click) e subito disponibile: intanto comincio a buttare giù due forme colorate in Illustrator, poi se viene qualcosa che mi sembra carino vediamo come giustificarlo ok?
La progettazione grafica sembra essere stata abbandonata in vece della realizzazione grafica. Cosa intendo? intendo un grafico con alle spalle copy, account, sponsor e dirigenti che dicono la loro, in diretta. E via di fammelo più acido, fammelo più piccolo, fammelo più grande, lo voglio più moderno e stupidaggini del genere. Infiniti livelli decisionali, infinite possibilità, il bello della diretta, il cancro del graphic design moderno.

Parliamone se volete nei commenti.

Ah, dimenticavo! il logo di Londra 2012. che dire. Le forme sono riconoscibili certo (ma il brutto è spesso riconoscibile), funziona anche a piccole dimensioni nonostante debba per forza di cose scomparire sia “london” che i cinque cerchi olimpici (troppo piccoli, ma sono quisquiglie direi). La leggibilità non c’è, ma era nelle intenzioni vi dirà qualcuno. I colori che cambiano a seconda dell’umore di chi impagina l’ultimo opuscolo non mi piacciono, ma forse è solo una questione di gusti.

E’ un logo coraggioso vi diranno altri. La mia opinione già l’avete capita immagino e per quanto mi riguarda i loghi coraggiosi sono stati altri nella storia delle olimpiadi. Londra 2012 entrerà nel calderone dei mediocri, Monaco 1972 è entrato nella storia del brand design moderno. Un’altra occasione persa.

(grazie a Stefano per la segnalazione)

UPDATE: Il sito ufficiale del nuovo brand è carino e ha un buon concept alle spalle: everyone’s 2012. Il video è molto bello, ma sembra fatto prima del logo. Nel senso che l’idea si sposa bene con il motion design, ma è pessima per il brand design, non è altro che la conferma di quello che ho scritto: la mano si muove e poi la testa serve a giustificarne le mosse.

Nel frattempo i cugini inglesi hanno apprezzato il nuovo logo con una bella petizione online per farlo cambiare, con già dodicimila firme. Il potere di internet. (grazie a Mee per la segnalazione)

 

28 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO

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    Fiuz
    concordo su tutto riguardo alla progettazione e alla realizzazione … per quanto riguarda quei cosi lì colorati preferisco non esprimermi … sarei troppo pesante …
    #1 - Scritto il

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    Bota
    Non puoi che trovarmi concorde Antonio… ottima analisi. Non merita neanche troppo tempo soffermarsi sul logo in questione: il discorso come hai giustamente sottolineato è tristemente vero a un livello molto più generale. Andando un pelo off-topic sono solo contento che la bellissima esperienza avuta a Torino per le passate olimpiadi invernali fosse rappresentata da un logo più che dignitoso… e visti gli obbrobri recenti non posso che esserne felice ;-)
    #2 - Scritto il

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    Sasà anarchia
    Sicuri che non sia un fake? è davvero orribile, nessuno si ricorderà di lui dopo un mese, i colori sono orridi, non stupisce.. anzi, non si capisce proprio che cacchio è. BOCCIATO.
    #3 - Scritto il

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    glorfindel
    Si questo logo è davvero orrido e illegibile. Io sono daccordo con te, preferisco i loghi che funzionano anche in bianco e nero.
    #4 - Scritto il

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    Manlio
    forse era anche meglio questo http://www.scilt.stir.ac.uk/images/London20201220Olympics20logo.jpg
    #5 - Scritto il

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    cris01
    Beh dai la sua utilità ce l'ha…. Finite le olimpiadi lo si può sempre usare per giocare a Tetris o a Tangram!! :-D
    #6 - Scritto il

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    mellina
    Io pensavo fosse il logo per il nuovo tour di Jem e le Holograms…
    #7 - Scritto il

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    postscript
    mah… secondo me il discorso è che ad "alti livelli" lavorano solo le agenzie che hanno agganci dove conta averli e con persone che gestiscono i budget. non è solo questione di capacità o di "creatività" è questione di "politica" nel senso più largo del termine ed inoltre ormai il relativismo e la totale mancanza di oggettività, oltre che di senso almeno del buon gusto, sono il vero flagello dei nostri tempi. cmq il logo è brutterrimo, quel giallino di contorno mi fa diventare matto!!! :D
    #8 - Scritto il

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    grafico
    Ma di prima mattina avere queste notie… Ma che schifo. L'ennesima dimostrazione che nelle agenzie ci lavorano un sacco di teste di ****. Non è solo una questione di gusto, discutibile o meno, ma proprio un fatto che non viene data importanza alla commessa. SI prende e si fa qualche bozza, giusto a tempo perso, si manda al cliente e si spera che non si lamenti. Se dice ok, non conta la dignità, ma basta che paghi. Tutto questo è terribilmente schifoso. Ma facessero lavorare un pò di freelance invece di dare soldi a queste teste di cavolo.
    #9 - Scritto il

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    pescepensatore » Blog Archive » Londra: Olimpiadi 2012
    [...] Ho visto l’articolo di Antonio Moro su designerblog e non sono riuscita a resistere alla tentazione di metterlo sul mio blog: é improponibile in un evento mondiale decidere di accettare un’ immagine del genere, come del resto non si capisce come mai nella cultura visiva invece di andare avanti si torna indietro , come se la tecnologia avesse bruciato i neuroni della creatività, come se i creativi fossero diventati gamberi…torniamo tutti indietro.. speriamo bene. [...]
    #10 - Scritto il

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    Biba
    Allucinante direi.
    #11 - Scritto il

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    Biba
    Tra l'altro, riferendomi al tuo discorso sul colore, sembra ormai che la teoria cromatica sia morta, un marchio lo si presenta in blu, in rosso, in verde, e si pensa che sia indifferente. Com'è possibile?
    #12 - Scritto il

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    trollone
    My God a questo punto possiamo rivalutare questo:
    #13 - Scritto il

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    trollone
    http://www.ahioo.net/gpz/wp-content/uploads/2006/03/ciao.jpg
    #14 - Scritto il

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    koan
    e non hai visto le alternative… http://www.davidairey.com/alternative-london-2012-logo-designs/ Ma siamo così sicuri che il nostro marchio Italia sia così brutto? (La risposta ovviamente è sì, però che tristezza vedere che altrove non stanno meglio)…
    #15 - Scritto il

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    Londra 2012, la rivolta dei blog.
    [...] Articoli simili Olimpiadi di Londra 2012: Ecco il logo(04 giu 2007) - 14 commenti 18 palette di colori ispirate alle farfalle(02 giu 2007) - 0 commenti Cloud: l'ufficio portatile(01 giu 2007) - 5 commenti Chrono Shredder(29 mag 2007) - 7 commenti Karakuri ningyo: le bambole meccaniche del periodo Edo(29 mag 2007) - 0 commenti [...]
    #16 - Scritto il

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    designerblog
    [...] [...]
    #17 - Scritto il

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    barcode :: Londra 2012 :: June :: 2007
    [...] Si parla molto in molti blog del logo per le Olimpiadi 2012 di Londra e in massima parte i commenti sono negativi, in alcuni casi addirittura il logo viene descritto come più brutto dello sfortunato logo di Italia.it.In UK è partita una petizione online per la revisione del logo che al momento ha già superato le 40.000 "firme". [...]
    #18 - Scritto il

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    Sul logo di Londra 2012 « da venerable bidet
    [...] Anche i colleghi di designerblog.it se ne sono recentemente occupati. [...]
    #19 - Scritto il

  • nickname

    Logo Tokio 2016
    [...] In attesa dell'assegnazione delle Olimpiadi del 2016 una delle città candidate, Tokio, ha già presentato il proprio logo. Ogni commento da parte mia risulta superfluo, sembra quasi che si faccia a gara a chi fa il logo più sbagliato ultimamente: potrei ripetere le stesse cose già dette in precedenza, ma questa volta mi limito a farvelo vedere. PUBBLICITÀ // PUBBLICITÀ postato da Antonio Moro il mercoledì 11 luglio 2007 in: [...]
    #20 - Scritto il

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    marcoligno
    d accordissimo, non è questione di essere antiquati, il logo deve funzionare in bianco e nero e deve essere facilmente utilizzabile nelle piu diverse applicazioni. credo che un bel logo poi debba essere intuitivo essenziale e caratteristico. trovo bellissimo il marchio per monaco…non lo avevo mai visto..grazie a chi l ha segnalato
    #21 - Scritto il

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    Roby**
    quisquilie… non quisquiglie… XD
    #22 - Scritto il

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    quintino
    il logo londra 2012 è orripilante ed è costato 600 mila euro per la metà ne facevo uno mooolto piu bello
    #23 - Scritto il

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    adriana balzarini
    purtroppo i giovani designer non posso emergere perchè in queste manifestazioni lavorano solo agenzie famose …diventate famose per appoggi politici? e quindi anche se propongono cose orribili vengono accettate come se fossero i migliori! peccato per molti giovani capaci, impegnati e sfruttati…. che si sentono ancora una volta tagliati fuori!
    #24 - Scritto il

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    occhio al'inganno
    s guardate bene e leggendo bene potete vedere la scritta (zion) e lo sapete cosa vuol dire?
    #25 - Scritto il

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    Marco Toffanello
    OOOH QUANTA INVIDIA!!! Stà di fatto che questo logo spacca! È originale, disintegra le regole del buon vecchio logo e non si conforma al gusto del consumatore! Cos'è la grafica??? Se te vuoi continuare a fare un logo "tipo quello della nike" "come la nike" "no no, facciamo come loro" "copialo, modificalo un pò" va benissimo, ma tu che hai fatto per dire che questo logo è fallito?!
    #26 - Scritto il

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    denim
    Per rispondere a Marco Tofanello, posso dire che, da grafico, sono convinto che un logo non è solo un disegno disarmante ma deve racchiudere in se tutti quei valori possibili, tramite un disegno grafico. In questo logo non riesco a vedere altro che una stilizzazione del numero 2012, non mi trasmette nulla, niente valori, vuoto assoluto. Le olimpiadi hanno molto da raccontare e offrono svariati spunti su cui lavorare. Non è esatto dire, è sulla bocca di tutti quindi è un logo che spacca. Qualsiasi lavoro è commentabile, quindi tutti i lavori spaccano? Questo modo di ragionare non lo trovo esatto. Io non ho certo problemi a riconoscere un logo vincente, ce ne sono moltissimi. Ma posso avvalermi della facoltà di giudicare negativamente un lavoro? O devo passare da invidioso? Si chiama critica questa, punto. Un'ultima cosa, commentare questi lavori significa mettere a nudo la propria sensibilità perchè il tutto è molto soggettivo.
    #27 - Scritto il

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    ryger
    il logo rappresenta la scritta ZION…obiettivo perfettamente riuscito anche se forzato..con quel trattino forzato a simboleggiare chiaramente il puntino sulla i
    #28 - Scritto il