
La notizia sta facendo storcere il naso a molti e - ammettiamolo - c’è poco da stupirsi. Il nuovo logo del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione è una delle soluzioni grafiche meno riuscite degli ultimi anni e arriva a contendere il triste primato persino a quello di Italia.it.
Il vincitore, Giancarlo Fanti di Bologna (scelto con un concorso su Zooppa aperto a tutti) si è accaparrato la cifra di diecimila dollari spuntandola tra più di 1.200 proposte grafiche di logo e claim. Ecco la parte del bando che chiariva quali fossero le linee guida: “Obiettivo del concorso, realizzare un logo unico e riconoscibile che contrassegni tutte le iniziative online proposte dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione nell’ambito del progetto PA digitale”. Ed ecco invece la composizione della giuria: il preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Mario Morcellini, il presidente della FERPI Patrizia Rutugliano, il presidente Assorel Beppe Facchetti, dal segretario generale dell’Associazione Comunicazione Pubblica e Istituzionale Alessandro Rovinetti e il presidente dell’ICI Giuseppe Maria Ardizzone. La scelta finale? Che domande: quella del ministro Brunetta.
Potete ammirare il risultato a inizio post. Un’immagine che non avrebbe sfigurato in un client di posta di fine anni ‘90. Il claim che insiste sul concetto di icona (come ce ne fosse bisogno, vista la ‘brillante’ trovata) e allude al ruolo altrettanto iconico (?) del Ministero. Non insistiamo oltre, visto che ci sembra l’ennesimo caso in cui un lavoro in ambito prestigioso viene ampiamente svilito da una gestione poco accorta. Vi lasciamo commentare e, di seguito, vi mostriamo le proposte dei finalisti.
Io che poi sarei me
27 set 2011 - 16:12 - #1Un saluto a tutti, non sono un professionista del campo, gioco con la grafica questo si, ma non sono certo un universitario laureato in materia.
Premesse le mie umili origini non capisco perché ci si dimentica che un logo una immagine che va a rappresentare qualcosa, qualcuno o un concetto, non nasce per soddisfare il gusto degli addetti ai lavori bensì per rappresentare proprio qualcosa, qualcuno o un concetto. Ci si rivolge alla massa, bisogna essere semplici diretti facilmente riconoscibili (sono sicuro che se la famosa “ondina” della Nike fosse nata ora la “comunità” l’avrebbe fatta a pezzi ^^ ).
Quindi secondo me il lavoro è ben fatto e faccio i miei complimenti a chi ha realizzato il logo, ricordando a tutti il rispetto per il processo creativo e se proprio si vuole criticare (cosa legittima per carità) si esponga un esempio di cosa si è capaci di realizzare, se no è troppo facile.
pippolippo
27 set 2011 - 17:32 - #2@Io che poi sarei me
guarda che nessuno si dimentica che i loghi servono a comunicare a piu gente possibile, essere trasversali, men che meno chi studia proprio la grafica; e non sarei così sicuro che il logo nike sarebbe fatto a pezzi, visto che è un “case study” che ha fatto scuola appunto…
ma qua stiamo parlando di roba di cui la tristezza e il pressapochismo è dir poco palese..
devo dire però che il numero 3 (quello delle prospettive) non era così malvagia come idea, ritoccabile per renderlo un pelo piu moderno con 2 curve e un font diverso….non è così da buttare imho
Io che poi sarei me
27 set 2011 - 20:58 - #3@pippolippo
Mah… sarà un “case study” ma io vedo sempre più la tendenza a caricare ad eccedere, magari anche stuzzicati da queste nuove suite grafiche.
Per me creare un logo è come comporre un poesia e nella poesia la capacità di sintesi è tutto.
Faccio un esempio, il logo elogiato da te, le tre prospettive, come verebbe se per esigenze di marketing dovesse essere ricamato (non stampato) su di un berretto?
Un segno semplice ma estremamente incisivo è difficile da realizzare e continuo a sostenere che per me il vincitore c’è riuscito.
^^ Peace and love.
filippo27
28 set 2011 - 01:30 - #4http://www.youtube.com/watch?v=v12ghF6G1Ks
Rutelli parla inglese? La risposta è sì, lo parla…ma c’è da vergognarsi.
Questo è un logo? La risposta è sì, questo è un logo…ma c’è comunque da vergognarsi.
saio982
28 set 2011 - 03:46 - #5grande filippo27 ti stimo e straquoto…
111111qwerty
28 set 2011 - 13:25 - #6è orrendo, non ci piove. Ma:
1) è facilmente scalabile, replicabile, fotocopiabile in BN. In questo gli altri finalisti avrebbero avuto forse qualche problema in più.
2) comunica bene ai più l’idea di innovazione digitale grazie alla @, ormai universalmente compresa e riconosciuta. per gli altri finalisti solo graficismi.
3) è la pubblica amministrazione, non Louis Vuitton. quindi, opinione personale, è giusto privilegiare la funzionalità al “sex-appeal”, che per altro sarebbe totalmente indifferente al fruitore tipo (penso al pensionato in coda)
111111qwerty
28 set 2011 - 13:30 - #7comunque osservandolo bene quantomeno cercherei di limitare i danni eliminando il “tasto sfumato” di sfondo ed evidenziando la sovrapposizione della gamba di “p” sulla “a”. Così è davvero un pasticcio.
menthylla
29 set 2011 - 10:50 - #8Secondo me il vero problema è nei giudici che non hanno assolto assolutamente il loro lavoro in maniera corretta applicando al rovescio tutte le regole scritte e non, in centinaia di anni sulla comunicazione. Io ho partecipato al concorso, e vi assicuro che nelle 1.200 proposte grafiche di logo che sono state fatte ve ne erano alcune molto più funzionli e comunicative, di quelle selezionate ( http://zooppa.it/ads/ministero-pa-innovazione#%2Fprints).