
Il progetto prende in esame le famiglie contemporanee e le relazioni dei loro membri, analizzando come i bambini debbano impegnarsi sia avendo a che fare con l’ambiente domestico che con i loro genitori, con lo scopo di trasformare le normali faccende di casa in attività ludiche. L’importante è da un lato di migliorare l’interazione dei bambini all’interno del loro spazio, per esplorare il potere della loro immaginazione, dall’altro per consentire ai genitori di costruire un ponte tra i propri bisogni e quelli dei loro figli.
Ci spiega così Elena Nunziata (laureata alla University of the Arts di Londra) l’origine dell’idea che ha portato alla realizzazione di “Little Helpers”: una serie di mobili che si ‘comportano’ appunto da “Piccoli aiutanti”. L’appendiabiti a parete “Paddy” ha manopole come occhi che scorrono su un binario, mentre con quello a stelo, i bambini possono regolare la posizione delle barre scegliendone la lunghezza più adatta. “Charlie” è un raccoglitore per la biancheria sporca che viene presentato come un mostro mangia-abiti: la sua ‘pancia’ in lycra si gonfia oltre il foro della superficie quando è piena ed è il momento di caricare la lavatrice. E ancora il comodino “Melvin” a cui basta ruotare gli occhi per rivelare le lampade all’interno.
SimoneEspaçoHome
20 lug 2011 - 15:16 - #1Mi sono inamorata di questi mobili. Sono Bellissimo.
Bacci a tutti,
Simone from Brazil