
Progetto di spicco tra le proposte al Salone del VIA, ente governativo francese dedicato al sostegno dei giovani designer d’oltralpe: si tratta di {objet} trou noir (”oggetto buco nero”), ricerca sulle potenzialità estetiche e funzionali dei materiali di scarto sviluppata da Gaelle Gabillet e Stéphane Villard.
In particolare, la loro sperimentazione si concentra su un uso inedito del Cofalit, un materiale che nasce dalla vitrificazione dei rifiuti contenenti aminato o dai materiali inerti provenienti da scarti edilizi, qui impiegato per realizzare mattoni e tegole per la realizzazione di stufe, radiatori e rivestimenti a terra.
Ma la rivisitazione degli rifiuti non finisce qui: sempre con il Cofalit, Gabillet e Villard hanno realizzato anche oggetti e complementi di arredo dalla spiccata multifunzionalità. Con un presupposto preciso: se potremo utilizzare un artefatto per fare più cose, avremo in prospettiva meno oggetti da dismettere. A vantaggio di una gestione ottimizzata dei rifiuti e di una maggiore sostenibilità ambientale.