
“Trap Light” è il risultato della collaborazione tra Gionata Gatto e Mike Thompson di Studio Atùppertù: un lavoro che propone un approccio radicalmente nuovo al light design. Utilizzando pigmenti fotoluminescenti per catturare la dispersione di luce, converte l’energia ’scartata’ in un’ulteriore risorsa di illuminazione. La fotoluminescenza infatti, è un processo in cui l’energia assorbita da una sostanza viene gradualmente rilasciata come luce.
Usando la stessa tecnica adoperata per realizzare il vetro soffiato di Murano, i due progettisti sono stati in grado di incorporare i pigmenti fotoluminescenti nel corpo della lampada. Attraverso questo processo,”Trap Light” diventa sia fonte di ombra che di luce, con un meccanismo a intermittenza di intercettazione che emette, assorbe, e ri-emettere la luminosità. Una carica di soli 30 minuti da una tradizionale lampadina ad incandescenza o a LED, fornisce fino a 8 ore di illuminazione ambientale.
Alex1987
27 nov 2011 - 23:48 - #1Una lampada realmente stupenda, complimenti ai realizzatori. Uno style retrò devo dire, ma innovativo il fatto della ricarica di solo 30 min per avere luce un giorno intero. Veramente interessante. grazie per quest’articolo.