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Monoprix, il nuovo packaging dice no al junk design

Pubblicato: 02 feb 2011 da Giulia Zappa

Commenti dei lettori

Il nuovo packaging del marchio francese Monoprix

Vive la France. Monoprix, uno dei nomi più celebri della grande distribuzione francese, rivede con coraggio e decisione il packaging dei suoi prodotti di base, come latte, pomodori, olio etc, normalmente venduti ad un prezzo più basso e associati ad un’immagine più scontata e meno accattivante.

Nella nuova versione, progettata dall’agenzia Havas City, ogni elemento figurativo viene epurato a favore di un primato della tipografia, per un effetto vagamente pop. Il destinatario? Un cliente sensibile al design, che non vuole associare la progettazione -alla pari del cibo- al dominio del junk (vedi il claim alla voce “Non au junk design”).

Via | Creative Review

Il nuovo packaging del marchio francese Monoprix

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7 commenti

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  • Quasinessuno

    02 feb 2011 - 10:48 - #1
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    Forse la confezione del latte “si salva”, ma diciamo le cose come stanno, quella dei pomodori è orrenda, ha un aspetto “el cheapo” che da noi sembrerebbe la sottomarca della sottomarca del discount!

    Obbiettivamente è discutibile anche il messaggio, ovvero attirare un cliente che apprezza il “design ricercato” della confezione ma compra comunque roba non di prima qualità… bah.

  • Profilo di roberto87

    roberto87

    02 feb 2011 - 11:38 - #2
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    Non vedo perché chi compra prodotti di sottomarca (che è scelta ma anche necessità) debba essere “punito” pure dal solito design assente, per cui trovo assolutamente positivo che per una volta si sia riusciti a sfuggire alla retorica della mucca sul cartone del latte o del contadino su quella di pomodori. Gli esiti non sono del tutto costanti, ma la direzione mi sembra tracciata e soprattutto buona.

  • Quasinessuno

    02 feb 2011 - 12:48 - #3
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    A me pare che gli esiti siano del tutto scadenti, o meglio, affascinanti solo per il piccolo designer che si nasconde dentro di noi. Scherzi a parte, la cosa non ha senso, se il design “di qualità” è comunque un costo, vuol dire che la qualità del contenuto sarà ancora più bassa a parità di prezzo…