Tutta colpa della crisi economica se lo scorso anno il set designer Tony Hornecker, che pure aveva lavorato con Kylie Minogue, Stella McCartney e Vogue, si era trovato improvvisamente senza agente e senza lavoro a dover ricominciare daccapo.
Ma come a volte succede, da un momento difficile è nata un’idea brillante, che ha portato Hornecker a nuovi successi: partendo inizialmente dal suo studio nell’East End, ha creato un ristorante da 25 coperti, un set favolistico allestito utilizzando solo materiali di scarto, un’esperienza teatrale in cui i visitatori vengono coinvolti, con tanto di compagnia di drag queen che si esibisce durante la cena.
Forte del successo in casa, Hornecker nel corso del 2010 ha trasportato la sua idea di ristorante in giro per il mondo, ricostruendone ogni volta gli ambienti con quel che trova sul posto, pezzi d’arredamento e vasellame di risulta, un incanto di luci dalle suggestioni gitane, portando con sé solo la sua porta di casa, quella Pale Blue Door che dà il nome a questo singolare ristorante pop-up.
Il successo è stato strepitoso: a Berlino, ospitato in un community garden, le serate sono andate sold-out per quattro settimane di seguito, poi ci sono state poi Buenos Aires e Santiago, mentre lo scorso giugno al Festival di Glastonbury “el restaurant vagabundo” ha ospitato centinaia di persone in cerca di relax tra un concerto e l’altro.
Per il 2011 il proposito è di portare di nuovo The Pale Blue Door in giro per il Sud America con un camion arredato, da cui ogni volta partire per un allestimento unico, da Valparaiso, Cile, passando per Argentina, Brasile, Colombia, alla ricerca di un posto suggestivo in cui fermarsi. Le fotografie nella gallery invece sono scatti di Manuel Vazquez delle installazioni di Berlino e Glastonbury.