Ancora una seduta che unisce a una struttura di metallo della corda per accogliere gli utenti. Gli autori ’stavolta sono Borys Chylinski, Wendy Pham e Katya Kiss: tre studenti al secondo anno del corso di industrial design dell’Humber College che hanno realizzato “Singularis” avendo in mente le linee guida che chiedevano un prodotto impilabile, sostenibile e adatto a un ambiente come quello di una caffetteria.
La struttura è in laminato di acciaio dolce, rivestita con una vernice ecocompatibile, mentre il lungo filo intrecciato dello spessore di 4 mm è in canapa incerata: entrambi i materiali garantiscono stabilità e comodità oltre a un impatto ridotto e un aspetto che ricorda nelle intenzioni lo stile industriale dell’epoca vittoriana.
Singularis è la sedia in metallo e corda di Borys Chylinski, Wendy Pham e Katya Kiss




Più vitale che mai, il design polacco di questi ultimi anni. Ne sono prova un festival in ascesa, quello di Lodz, la crescita di piccole design star locali, primo tra tutti l’ormai arcinoto Oskar Zieta, e la rilevanza crescente delle sue collettive, che ad esempio quest’anno vedremo negli spazi di Superstudio Più.
Una freschezza che ritroviamo anche in questo piccolo e fantasioso oggetto, il Rattan Stool di Wiktoria Szawiel. Come il nome stesso suggerisce, questo materiale (privilegiato per i suoi impieghi in outdoor) viene qui assemblato in maniera decisamente inedita, senza l’effetto telaio con cui siamo soliti vederlo. Il risultato, formalmente innovativo, è anche un po’ bizzarro: non sembra anche a voi che la ragazza sia seduta su delle fruste da cucina? La designer giura che sia anche molto confortevole, e riassicura anche sul fattore peso: solo 1 kg per l’intero sgabello.
Via | Contemporist
Rattan Stool, lo sgabello della designer polacca Wiktoria Szawiel




Lapo Germasi ha 24 anni, studia design industriale e ha ideato questa “Inspiration chair” pensando a “Un solido vuoto, ma pieno d’aria, con gli elementi all’interno che lo riempiono solo in parte. Immaginaria, semplice ma in divenire: una forma senza forma”. Il cubo in PVC contenente delle palline in poliuretano a bassa densità, con una valvola per estrarre l’aria e permettere all’utente di decidere l’aspetto e la funzione.
Si sceglie la quantità d’aria da sottrarre in base al livello di comfort da ottenere, dando forma alla propria seduta con il corpo. La parentela con la più famosa “Bean Bag” è solo accennata: l’ispirazione dichiarata (e raggiunta nella funzione d’uso) arriva dai materassi che memorizzano la forma del corpo e dalla tecnologia dei sacchi salvaspazio.
Inspiration chair è la poltrona da modellare sottovuoto di Lapo Germasi




Dopo la collezione Tafelstukken, prodotta da Cappellini nella serie Progetto Oggetto, il duo dietro a Daphna Laurens, alias Daphna Isaacs Burggraaf e Laurens Manders, presenta una nuova linea di mobili ispirata al fascino formale del cerchio e alla più sobria estetica Midcentury.
Cirkel, una serie di lampade da parete, da tavolo a cui si aggiungono un tavolino basso e una linea di tre specchi, si caratterizza per la tensione scultorea e l’alta cura artigianale dei prodotti. Non manca neanche l’ispirazione scaturita dalla lettura di Pirandello, come il duo rivela sul proprio sito: “La fantasia abbellisce l’oggetto cingendolo e quasi irraggiandolo d’immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano.”
Via | Medesignmag
Specializzati nel dare spazio e risalto al lavoro dei giovani designer, quelli del marchio catalano Quattria hanno scelto di affidarsi a Jaime Zuñiga e Emmanuel Gonzalez di Elemento Diseño per produrre questo “Vic”: un tavolino da caffè semplice, facilissimo da assemblare e realizzato con un dispendio di materiale ridotto al minimo.
I tre pezzi di “Vic” infatti, sono ritagliati da un unico quadrato di compensato laccato in bianco. Si montano (senza bisogno di strumenti aggiuntivi) unendo le due ‘V’ delle gambe nel foro praticato al centro del ripiano e danno vita a un tavolo che misura 1150 x 700 x 402 mm. Pratico, funzionale e con un design sobrio ma accattivante, è in vendita sul sito di Quattria a 440 euro.
Tre pezzi identici di legno di quercia massello prendono vita e si differenziano attraverso una distinta operazione di intaglio. L’idea è venuta a Mathieu Guyaux, giovane designer belga con il pallino per le forme pure, le soluzioni modulari e un debole per l’autoproduzione.
Il risultato, la Cut Collection che vedete sopra, può essere utilizzata a piacimento a seconda delle necessità dell’utente finale, che può optare per un coffe table, un porta ombrelli o un piedistallo. Oppure per qualsiasi altro mobile riesca ad intravedere, seguendo gli spunti della propria fantasia.
Via | Not Cot

Se volete organizzare una serata davvero speciale non fatevi mancare questi suggerimenti. Per chi ha intenzione di invitare qualche amico a cena, di organizzare qualcosa di originale e sofisticato, divertente e di classe, qui ci sono gli spunti adatti.
Kathleen, graphic designer specializzata nella stampa e nel packaging, sul suo sito ci fa dono di tutto il necessario che potremo stampare a casa, scaricandolo, per avere un set per la tavola, ma molto altro ancora.
Palette d’obbligo per una serata elegante all’insegna del cinema: bianco, nero, e oro. Con questi colori sono pensati gli inviti, che nell’intestazione ammiccano alla celeberrima frase che si dice prima della consegna dell’Oscar, a cui segue l’indirizzo dell’invitato.
Segnaposto allegati ai bicchieri; piccole confezioni di cartoncino con i pop-corn decorate da un nastrino; taccuino con frontespizio in coordinato con tutto il resto al cui interno ci sono i voti da inserire; scheda per la proclamazione del vincitore; infine, immancabile, l’Oscar di cartone, ma in 3D.
Matteo Vilardo, Luke Hornung, e Caterina Gobbi sono tre ragazzi che hanno realizzato un progetto che dagli studi li ha portati fino a mettersi in proprio aprendo uno studio a Milano. Nel video è presentata questa loro idea, di cui si riconosce l’accademismo, ma solo per scrupolo e precisione, mentre sostanzialmente arriva al dunque: un nuovo packaging per il cibo.
Partendo dalla conoscenza della TVS, azienda che produce design per la cucina e loro possibile cliente, sono partiti con l’ideare qualcosa di funzionale per il consumo dei pasti, in linea con i nostri tempi. Gli ambiti osservati sono lo stile di vita, il packaging, gli strumenti normalmente usati per la cottura, e l’usa e getta (e ricicla, loro valore assoluto).
Dalle condizioni riscontrate in cui si mangia, perfettamente aderenti alle nostre vite frenetiche e disordinate, che però non si fanno mancare il gusto per la buona cucina, sono arrivati alla loro soluzione “per rendere più coinvolgenti, pratici e divertenti i nostri pasti”.
Tre le loro soluzioni al mangiare fuori, velocemente, e magari volersi anche cucinare da sé. Heat & Eat: contenitore monoporzione di pasto autoriscaldante da cui consumare direttamente. Sotto & Sopra: contenitore monoporzione di pasto, da poter utilizzare sia come padella per riscaldare direttamente sul fuoco, sia come piatto dal quale poter consumare. Pop up pan: confezione da 25 scatole in alluminio piegato che senza ingombro diventano strumenti per la cottura. Tutte le confezioni infine sono scomponibili e facilmente riciclabili nelle loro componenti.

Tommaso Guerra, classe 1978, nato a Roma, è un designer, con tutte le declinazioni possibili che tale parola possa contenere. È un art director, un copywriter, un grafico, un amante del lettering, un arredatore e un artista, con ovviamente parecchi lavori alle spalle.
Quelle che mostriamo qui sono solo alcune delle sue molte produzioni: si tratta di oggetti dal design ridefinito e reinventato. Tratto comune delle sue creazioni è l’utilizzo di forme dall’uso quotidiano, dai tratti classici e conosciuti, con una netta nota di artigianalità che ne aumenta il valore e il gradimento.
Tommaso ha ingegno e manualità, che a quanto pare necessitano trovare più espressioni possibili nei già sopra elencati settori: il risultato sono contaminazioni inevitabili che portano a stimolanti creazioni, moderne e attuali.
Jacob Gilbreath // Reel 2011 from Jacob Gilbreath on Vimeo.
Mi sforzo di espandere la mia base di conoscenze personali attraverso l’esperienza e l’esplorazione, sia nel design che nella vita. Mi spingo oltre finché non supero i miei
obiettivi, e sfido me stesso ignorando i miei limiti. Sono molto motivato da una passione per un problem solving creativo, alimentato dalle idee e da innovative soluzioni progettuali specifiche per ciascun progetto. Adoro questa roba.
Jacob Gilbreath è impressionante come si presenti, così determinato e con le idee tanto chiare, ma d’altronde anche i suoi lavori e il suo curriculum non sono da meno e gli permettono di apparire finanche sfrontato. Le sue capacità sono espresse nella motion graphics, nel graphic design, nella fotografia, nei multimedia, e come tecnico di computer.
Subito dopo gli studi lavora per nomi come History Channel, Red Bull, American Express, e altre aziende che lo assumono, intromettendosi nella serie di premi che prendono una buona pagina del suo curriculum. Di fronte a questo giovanissimo designer, gli altri impallidiscono.