
Versatilità, traformabilità, informalità. Pause, la poltrona letto progettata dalla giovane designer tedesca Meike Langer e appena presentata all’ultimo IMM Cologne, sembra rispondere in pieno a queste caratteristiche.
Sulla struttura, in legno di frassino, sono assemblati quattro cuscini tenuti insieme da una barra metallica; sollevandola i cuscini (in schiuma di poliuretano differenziata, per garantire comfort di seduta) possono essere disposti a terra, dando vita ad un letto improvvisato. Ma anche, aggiungiamo noi, ad una postazione imprevista per lavorare al computer o leggere un libro. Bella la cartella colori, perfettamente animata dal tocco di giallo dei bottoni.
Via | Domus

Chimere semantiche è uno dei progetti realizzati da Alessio Sabbadini, giovane designer. Si tratta di una serie di illustrazioni che gioca tanto con le forme quanto con le parole, inventando divertenti e delicate creature, vere e proprie fusioni dell’immaginario collettivo che danno vita a ogni sorta di personaggi.
Tutto parte dai modi di dire, come “qui gatta ci cova”, che diviene “qui gatta cicogna”, presentando un gatto con becco e lunghe zampe; o da nomi che ben si prestano a metamorfosi, come la crasi tra coccodrillo e grillo, che dà vita al coccogrillo, un essere pronto a saltare e a sbranare.
Un po’ Calvino, un po’ Rodari, le intuizioni linguistiche di Alessio lo rendono un grafico anche un po’ Munari e un po’ Komagata, dimostrazione ultima ma non finale del carattere profondamente ludico a cui la grafica si presta, avvalendosi volentieri della sorella linguistica.
Alessio Sabbadini è un designer di 27 anni dedito alla progettazione grafica. Laureato in Communication Design al Politecnico di Milano ha avuto modo di sperimentare molte espressioni del design, come ogni buon grafico, giostrandosi tra marchi aziendali, manifesti, libri, siti web, spot e campagne sociali. Nota di merito alla sua disponibilità per fare due chiacchiere con lui: per un confronto, per crescere, e se ci scappa anche per un lavoro.

Shake è uno dei diversi progetti fotografici di Carli Davidson: una serie di scatti che sanno davvero immortalare l’attimo, esattamente quello divertente e sconcertante in cui cani o gatti si scuotono per scrollarsi di dosso un po’ d’acqua, un insetto o anche solo dell’aria. I musi immortalati sono strepitosi, in un contorcersi e arricciarsi di pelle, labbra e orecchie che li fa assomigliare a mostri, più che a teneri cuccioli quali sono.
Un risultato come Shake, originale e ben fatto, può avvenire solo dall’unione di due passioni: la fotografia e gli animali. Infatti Carli non solo è una fotografa riconosciuta a livello internazionale, ma è anche una domatrice esperta e custode. Non a caso è fotografa freelance per lo zoo dell’Oregon.
Carli spiega che molti dei suoi scatti sono ottenuti giocando con i suoi soggetti, rotolandosi a terra, facendoli divertire di fronte alla macchina fotografica. Chissà che non siano più obbedienti ed espressivi di tanti altri modelli.
Le sue passioni le sono valse parecchie pubblicazioni nazionali e internazionali su riviste di settore e siti: Vanity Fair, The New York Times, Bbc, Huffington Post, The Daily Beast, Photo District News e ABC World News, nonché l’insegnamento in diverse scuole.
Presentati all’ultima edizione di Maison&Objet, questi divertenti specchi progettati dalla giovane Jennifer Rabatel sono ispirati ad oggetti di uso comune che non mancano mai in qualsiasi corner di bricolage o ambiente in ristrutturazione: una vasta famiglia di spatole. Che Jennifer ha rivisto preservando, a modo suo, la funzionalità: da muro o da appoggio, questi complementi si adattano con versatilità agli spazi a disposizione, regalandoci un inaspettato tocco di humor domestico. Disponibile anche in versione tascabile, la linea è stata prodotta dalla Edition Sous Etiquette.
Via | Muuuz
Diego e Salvador, gli specchi di Jennifer Rabatel ispirati agli oggetti da lavoro

L’ultimo progetto di Andreas Englund consta di una serie di quadri di un supereroe un po’ particolare. Recentemente i supereroi nei fumetti stanno tornando alla ribalta, dover aver avuto un particolare boom negli anni ‘60, e poi un calo negli ultimi anni. Andreas riprende il tema, ma in chiave decisamente moderna
I fumetti ormai sono sempre più venerati con feticismo, ma nel caso di particolari protagonisti anche con familiare ironia, di quella che ci si permette con chi è di famiglia. Andreas fa leva proprio su questo, sul concetto e sulle conoscenze ormai da tutti assunte dei supereroi: palestrati, eleganti, vincenti, protagonisti assoluti al centro dell’ammirazione del grande pubblico.
Nel caso di Andreas, nei suoi quadri non c’è niente di tutto ciò, e con ironia descrive le vicende di uno di questi impavidi che ormai è invecchiato, ma non si rassegna e continua a vivere le proprie straordinarie imprese, al fianco delle proprie ordinarie attività.
Continua a leggere: L'umoristica decadenza dei supereroi moderni di Andreas Englund

Dave Rapoza si definisce un artista freelance, ma noi possiamo considerarlo anche come designer e illustratore quale obiettivamente è. Nel suo repertorio è facile trovare grandi quantità di creature fantasy, spesso e volentieri mostruose, o anche ispirate a fumetti e cartoni animati, come He-Man, o le Tartarughe Ninja (al secolo Teenage Mutant Ninja Turtles).
L’ultimo dei suoi progetti riguarda proprio le famose testuggini esperte di arti marziali, nonché gli annessi personaggi secondari: Dave ne ha riproposta una versione molto più dettagliata e moderna rispetto ai primi fumetti della Mirage Studios del 1984. Chissà i due primi disegnatori, Kevin Eastman e Peter Laird, cosa ne penseranno.
A vedere il realismo con cui tornano a conquistarci i ninja squamosi è facile comprendere perché si vorrebbe tornare a giocare con questa nuova versione così dark, vissuta, quasi steampunk. Da notare come infatti quasi tutti pare che accusino gli anni passati a combattere, tranne ovviamente la bella April O’Neil, di cui è lecito innamorarsi oggi più di ieri.
Via | Abduzeedo
La superficie della seduta sembra quella di un satellite e, proprio come una parabola, questa “EKSTramus” della designer lituana Beata Patasiute può essere orientata in tre differenti direzioni, sia prima di sedersi che quando si trova posto all’interno esag0nale dei suoi pannelli. Merito di una serie di gambe che permettono di trovare diversi punti d’appoggio.
La giovane studentessa all’Accademia delle Arti di Vilnius, ha presentato il progetto spiegando come può facilmente trovare collocazione ovunque: la facilità di orientamento e le varie posizioni che il corpo può assumere con una semplice rotazione, rendono la sua EKSTramus adatta sia alle abitazioni private che agli spazi di un ufficio.

Designer in cerca di un produttore? Saprete benissimo quanto possano essere numerosi, e quanto possa essere difficile trovare nell’industria un interlocutore con cui dialogare. Allora ben vengano le iniziative, anche editoriali, che cercano di costruire un ponte tra le voci e le necessità di questi due insopprimibili attori della filiera produttiva. Dall’esperienza di Promote Design, piattaforma online lanciata da Enzo Carbone per offrire ai designer una vetrina dove mostrare i loro prototipi alle aziende, è appena nato Design For, costola cartacea che, oltre ad offrire un proprio punto di vista sull’evoluzione del mondo della progettazione, si propone soprattutto come raccolta di idee e prototipi destinati ad essere qualcosa di più che un semplice rendering. Non a caso, il libro (ed. Lupetti, prefazione di Valia Barriello) verrà inviato a 100 aziende italiane con l’obiettivo di costruire nuovi rapporti produttivi con designer per lo più alle prime armi: saprà dimostrarsi un buon volano per nuovi, importanti sodalizi? Ce lo auguriamo proprio.
(nell’immagine, un progetto di Anzalone Bistacchi)

Kyle Bean scenografo
Kyle Bean è un giovane designer inglese, di Brighton, specializzato in modelli fatti a mano, scenografie e direzione artistica. Dopo la laurea nel 2009, ha lavorato su differenti tipi di piattaforme tra cui installazioni, allestimenti di vetrine, editoria e pubblicità, progettando e realizzando di tutto. Già ve ne parlammo, ma oggi torniamo con alcune novità e aggiornamenti sulle ultime realizzazioni.
I suoi lavori prevedono prevalentemente l’utilizzo della cartotecnica, ma non mancano composizioni ottenute con l’utilizzo di qualsiasi altro mezzo e strumento: famoso è quello delle uova di gallina per rappresentarne una, e poi ancora matite, libri, scarti di tempere, legno e cartone. Gli ultimi prevedono l’uso di cannucce, pericolose piume e budini, saponi rivoluzionari, violente fette di pane, ed esplosivi gelati.
Il suo sito è piacevole da navigare, e offre una buona galleria con i lavori fatti per conto proprio, o per conto di importanti aziende come Financial Times, Diesel, Wired, New York Times, Rizzoli/Universe, BBC e molte altre. Nella sezione about c’è anche la lista delle proprie esposizioni, pubblicazioni, eventi e premi a cui ha partecipato, oltre al percorso formativo di questo giovane e precoce designer.

Agustìn Esteso work
Esteso è lo studio indipendente di Agustìn Esteso, classe 1984, di Valencia, un graphic designer illustratore autodidatta, specializzato nella pubblicità, con un “Bachelor of Creativity”. Detto tra noi, Laurea in Creatività, che bello! Ma abbiamo qualcosa del genere in Italia?
Agustìn da buon designer e artista moderno, mischia ogni strumento e tecnica per estendere il più possibile il suo linguaggio, che pur nella sua poliedricità, lascia riconoscibile il suo stile.
Si avvale di tutto: fotografia, tipografia, pubblicità, computer, colori, figure umane, animali, musica, città e natura. Ogni cosa per Agustìn è ispirazione e -dichiara lui- è aperto a nuovi progetti e sfide. Sul suo sito potete trovare i sui lavori, per lo più stampe, nonché interessanti foto della preparazione della mostra “Uncertain Future”.