Quelli dello staff di Punga mi hanno invitato a dirigere questo spot per Fox Retro concedendomi assoluta libertà e la loro squadra di stelle come Maud Beckers, Juan Casal, Franco Vecchi, Ago Carrera, Santiago Solaidez, Ceson Pelizer e il mio animatore preferito Leo Campasso oltre al genio di Daniele Carmosino per la sonorizzazione. Spero vi piaccia.
Commenta così Gabriel Fermanelli, l’opportunità di lavorare a questo video promo per il canale italiano. Tanti titoli del passato, che il brillante regista ha interpretato secondo lo stile della grafica che caratterizzava i vecchi computer a 8-bit. Risultato eccellente per quaranta secondi divertentissimi che uniscono televisione e videogames. Dopo il salto, il video dello storyboard animato.
Continua a leggere: Il video promo a 8-bit di Gabriel Fermanelli per Fox Retro

L’Angry Birds Addiction Syndrome, ovvero l’impulso compulsivo e irrefrenabile a lanciare pennuti e uccidere maiali è ormai una vera e propria malattia sociale. Una pandemia, come andava di moda dire qualche stagione fa, una vera e propria dipendenza.
AYTM (Ask Your Target Market), specializzata in ricerche di mercato, ha realizzato un’inchiesta per delineare i profili dei giocatori e degli appassionati del gioco creato dai finlandesi Rovio e per provare a dare un’interpretazione psico-sociologica al suo incredibile successo.
I risultati sono stati presentati con una brillante infografica, tra il serio e l’ironico, e commentati dagli stessi autori della ricerca: qual è alla fine il segreto della sua contagiosità?
Continua a leggere: Angry Birds Addiction Syndrome, voi ce l'avete?
Arrivano (ma solo per il mercato statunitense e canadese - al momento) finalmente gli “Sifteo Cubes“: oggetti interattivi che uniscono la ‘filosofia’ dei Lego, l’interazione dei videogame e il fascino dei giochi da tavola. I cubi dispongono ognuno di uno schermo, vanno collegati via wireless a un computer e le loro combinazioni generano sia i giochi con cui cimentarsi che le possibili interazioni all’interno di uno schema definito dal software.
Altro aspetto importante è il design dell’interfaccia: generalmente lo scopo di ogni User Interface Design è quello di rendere più semplice l’utilizzo di un oggetto, proprio per nasconderne la logica dei meccanismi ne permettono il funzionamento. L’interfaccia utente degli Sifteo procede esattamente al contrario, esternando il processo generativo. Il tutto è in vendita a 150 dollari per la confezione da tre cubi. Dopo il salto, il video di una delle possibili applicazioni musicali.
Continua a leggere: "Sifteo Cubes": ecco il gioco-puzzle interattivo via wireless
Come diceva un mio caro amico: quando qualcosa aveva statura sopra la media, diventava un Capilastro. No, non un pilastro, qualcosa di meglio, il Capilastro.
E così oggi festeggiamo i 36 anni della versione console di Pong, vero Capilastro del design minimale oltre che del gioco elettronico vintage.
Gabriele ha ricordato su Artsblog qui tanti progetti artistici ispirati al gioco di Pong: un altro esempio molto minimal e divertente è Pongdrian di ispirazione nord europea.
Su Gamesblog qui invece trovate qualche pagina e pdf utile per ripercorrere la storia di Pong nei dettagli.
Qui su Designer, facendo le ricerche per gli altri due post, ci è saltata fuori la collezione di decalcomanie da muro per decorare le pareti di casa con una enorme partita di Pong: fantastiche! Sempre sul sito What is Blik trovate anche le serie vintage per Centipede, Super Mario Bros e Donkey Kong, oltre che quelle semplicemente sublimi di Asteroid.
La “Scotland International Image” voleva produrre una chiavetta di memoria che racchiudesse contenuti interattivi da distribuire in occasione di eventi, conferenze e festival. L’obiettivo era contribuire a promuovere la Scozia a livello internazionale come nazione indipendente, responsabile e creativa, meta di studio, turismo e di investimenti aziendali a lungo termine.
Si è affidata alla Leith, agenzia scozzese di design e comunicazione che ha ideato queste quattro immagini, inserendole nella chiavetta USB che a sua volta era contenuta in un mini-tubo di quelli utilizzati per ospitare le bottiglie di whisky. La collaborazione tra la SII e Leith in realtà prosegue già da tre anni. Guardate il video realizzato per la “Burns Night” a inizio post.

Grafica 8 bit fine anni ‘70, gioco di ruolo a risposte multiple: è questa l’idea di chi affigge manifestini agli angoli delle strade. Il tormentone è Oregon Trail, storico videogame nato nel lontano, anzi lontanissimo 1971 ed arrivato nelle varie versioni fino al 2011.
Il mezzo informatico è sostituito dal bigliettino da staccare, come nel più classico manifestino compra vendi. Nel caso visto su PlatedJeans la location è Los Angeles, ed il gioco vuole essere vagamente educativo, se non mezzo di denuncia.

Con tutto questo proliferare di locandine minimali, che con pochi simboli e icone raccontano un film, prima o poi era prevedibile che qualcuno, dopo il video che nascondeva 35 titoli di film, inventasse anche un qualche tipo di esperienza interattiva. Probabilmente ce ne saranno stati altri prima, ma questo progetto sta raggiungendo una rapidissima (e probabilmente altrettanto effimera) popolarità online.
Si chiama Famous Objects from Classic Movies, un semplicissimo gioco online che consiste nell’indovinare titoli di film avendo come unici indizi una locandina che ritrae un oggetto che nel film ha una particolare rilevanza, e le caselle vuote che devono contenere le lettere del titolo.
Ideato da tre graphic designer newyorkesi, Ji Lee, Daniele Codega e Cory Forsyth, Famous Objects è un giochino ad alto tasso di socialità, con la possibilità di lasciare commenti su ogni titolo indovinato, vedere il trailer e la scheda IMDB di ogni film, suggerire agli autori altri film da inserire e naturalmente condividere gioco e commenti su Twitter e Facebook.
Tanti effetti speciali e post-produzione per questo studio di animazione digitale di Los Angeles. I ragazzi di Corridor Digital sono fissati con l’interazione improbabile tra uomo e ambiente urbano, ma non aspettatevi nulla di serioso o legato strettamente a qualche riflessione architettonica.
Piuttosto i loro sono spesso sani e divertenti tributi a certi vecchi videogiochi in cui lo scopo era radere al suolo intere metropoli come Godzilla o aggirarsi tra i palazzi armati fino ai denti. Questo “Graphic Violence” non è da meno: una sfida sulla facciata di un magazzino, con armi disegnate e un making-of che ci spiega come è stato realizzato.
Lo stesso potere ipnotico che venti anni fa avevano videogiochi come Worms o Lemmings, con la loro semplice grafica 8-bit e un altissimo livello di giocabilità, lo ha oggi un piccolo game per iPhone e Android, Angry Birds dello studio indipendente Rovio Mobile Ltd.
Lo studio inglese Penney Design, che già avevamo visto impegnato su progetti simili con le locandine di film in stile Commodore e con l’adventure game di Lost, presenta ora le divertenti illustrazioni di Angry Birds rivisitato secondo l’estetica pixellata dei videogiochi dei primi anni ‘90 in stile Super Nintendo. Curate in ogni dettaglio, anche queste immagini, come le precedenti sono capaci di strappare un sorriso.
Daniel Larsson e Tomas Redigh, i due nomi dietro il moniker Ninja Moped (ma a volte si fanno chiamare Rymdreglage, così, tanto per confondere le idee) erano in classe insieme al liceo. L’informazione potrà sembrarvi superflua, invece dice molto del video che stiamo per presentarvi.
“Insert Coin” è una fantastica animazione ispirata al mondo dei videogiochi anni ‘80 ed è visibile come sia nata da un’amicizia di lunga data e un pomeriggio con abbastanza tempo libero da dedicarsi a un progetto in stop-motion. Non vi sveliamo come è stata realizzata - in coda al video c’è anche un brevissimo making-of - perché scoprirlo è un divertimento pari quasi a quello di vedere scorrere le immagini (dopo il salto trovate un altro loro - incredibile - video).
Continua a leggere: "Insert Coin": l'animazione a 8-bit in stop-motion di Ninja Moped