Tradotto in italiano, il nome di questo esperimento suonerebbe come ‘tempesta di lettere’: “Buchstabengewitter” è infatti un progetto di tipografia generativa ideato e realizzato da Ingo Italic, già responsabile di “Letters Are My Friends“, il laboratorio gestito con il collega Bärbel Bold.
Ingo Italic spiega: “Ho sempre avuto una passione per la tipografia animata, di cui esistono un sacco di fantastici esempi. I moderni strumenti creativi di codifica, oggi ci permettono di animare i caratteri in modi sorprendenti. Ogni lettera di ‘Buchstabengewitter’ è generata con il linguaggio visuale di programmazione vvv e può essere trasformata in qualsiasi altro glifo. In questo modo, intere parole possono geometricamente fondersi l’una nell’altra”.
L’obiettivo di Ingo era ottenere un alfabeto generativo dinamico, più espressivo rispetto ai tradizionali caratteri animati. Un sistema che permettesse di modificare le lettere attraverso un morphing flessibile e facile. Due i font utilizzati inizialmente, per motivi di leggibilità: Helvetica e Arial. Il risultato - sorprendente - è nel video a inizio post.
Un nuovo set di francobolli è stato rilasciato dalle reali poste inglesi per omaggiare lo scrittore più immaginifico che la Gran Bretagna abbia mai avuto, Roald Dahl, la cui fantasia ha dato ala luce personaggi indimenticabili come Willy Wonka, Fantastic Mr. Fox, James e la Pesca Gigante, il Grande Gigante Gentile, Matilda e poi streghe, fantasmi e Oompa Loompa.
Le immagini scelte sono ovviamente quelle che da sempre accompagnano le storie di Dahl, ossia le illustrazioni del suo collaboratore abituale Quentin Blake. Sul sito della Royal Mail, oltre ai francobolli sarà possibile acquistare edizioni limitate di carta da lettere, buste, cartoline, spille e brochure commemorative.
Mohawk Fine Paper è un’azienda che è nella tipografia dal 1866, a guerra di secessione appena conclusa, fondata sulle rive del fiume Mohawk, sopravvissuta a tutti i cambiamenti avvenuti sino ad oggi, dove ancora guarda avanti verso l’innovazione.
MOO è la sezione su web, che appunto porta avanti l’aspetto più moderno, al quale sono giunti giusto qualche giorno fa con la loro ultima creazione: Luxe. Il progetto era di creare i più bei biglietti da visita che si potessero trovare sul web, e ci sono riusciti.
Si tratta di biglietti da 600 gsm per 32 pt di spessore, ottenuti tramite la sovrapposizione di tre strati di carta, avendo così la possibilità di avere un prodotto per veri intenditori: carta neutra su bianca e volta, ma un sottile strato colorato nel mezzo, a scelta tra nero, bianco, rosso o azzurro.
Ovviamente è loro preoccupazione anche la stampa del design, di cui fanno gran vanto per qualità e varietà di proposte che già offrono sul loro stesso sito. Indubbiamente messo a confronto con altri prodotti e servizi simili della rete, c’è ben poca gara; peccato per la distanza, dato che la sede più vicina è a Londra.

Presentiamo quattro poster che ritraggono altrettanti giocatori piuttosto datati, infatti risalgono tutti ai primi anni del secolo passato, tra il 1911 e il 1915: un battitore di baseball, due lanciatori, e un canottiere. Disegnati dalla Neuarmy, nota per la produzione di bellissimi poster, l’azienda dichiara l’intenzione di stamparne anche altri da rilegare in un libricino.
Particolarità del design è non solo la scelta del bianco e nero sapientemente virata in attualità, ma soprattutto l’utilizzo di vecchie foto e grafica pura, antiche stampe con pattern sgranato e forme nette e nitide. Vecchi e ormai antichi campioni dello sport, tornano come dei di un magico tempo passato da venerare.
I poster, di dimensioni 13″ x 19″, hanno un’eccellente qualità di stampa, su carta Matte Ultra Premium da 192 gsm. Vengono spediti in busta rigida protetta, e si acquistano per 20 dollari, più altri 12 per la spedizione in Italia.
È un typeface molto strutturato, ispirato all’elasticità delle molle, solido e squadrato pur nei suoi angoli arrotondati: progettato dal graphic designer greco Andreas Xenoulis, Elasma è un font d’ispirazione industriale, quasi decò nei suoi molti dettagli, e al tempo stesso vagamente elettronico.
Disegnato solo nelle sue maiuscole e in un solo peso, Elasma si presta bene ad essere utilizzato su grandi superfici, dando un’immediata connotazione ai progetti in cui viene utilizzato, che siano poster, loghi o t-shirt, destinati sicuramente a un target giovanile o a raccontare un contesto urbano, moderno e tecnologico. Nato come un esperimento, aspettiamo ora una sua release.
Sviluppato dallo studio di design londinese Johnson Banks in collaborazione con l’università dei media digitali Ravansbourne, il progetto “Arkitypo” è una sorta di ‘alfabeto di alfabeti’ modellato in tre dimensioni. Un set completo di immagini, una per ogni lettera, che mostra insieme il carattere tipografico e la sua storia.
La ‘J’ segue la forma di una mappa della metropolitana, perche il carattere ‘Johnston’ - appunto - è stato originariamente progettato per la Metropolitana di Londra. La ‘C’ è generata pensando al ‘Courier’, utilizzato negli anni 1950 per le macchine da scrivere ed è quindi composta da un
assemblaggio dei tasti in metallo. Il video del rendering a inizio post vi mostra efficacemente l’idea.
Upside Down, Left To Right: A Letterpress Film from Danny Cooke on Vimeo.
Upside Down, Left To Right: A Letterpress Film è un breve documentario scritto e diretto dal giovane filmaker inglese Danny Cooke che racconta con passione sincera il mondo della stampa letterpress attraverso immagini pulite ed eleganti e le parole di chi ha legato la propria vita a questo antico processo.
Paul Collier, tipografo e tecnico letterpress dell’Università di Plymouth racconta di una tecnica che richiede passione e che, in via d’estinzione fino a pochi anni fa, sta per fortuna vivendo un vero e prorpio revival nelle università e negli studi di tutta Europa (tranne forse nel nostro paese, che ne dite?).
Un vero e proprio elogio della lentezza e della ripetitività dolce di gesti manuali, ma anche di un tecnica che sa infondere alle parole sulla carta un’anima, attraverso quell’indicibile imperfezione che le stampe laser nella loro asetticità di sicuro non concedono.

Msced di Marius Roosendaal
La questione è semplice: Marius Roosendaal ha fatto più che un progetto un patto, una promessa con sé stesso. Per tutto il 2011 si è ripromesso di lavorare a un progetto di design che partisse da un argomento che suscitasse il suo interesse, o semplicemente partendo da una fotografia interessante. Ogni giorno è stato possibile vedere come avanzasse il suo fioretto, e oggi finalmente la collezione completa.
Scelte tipografiche eccezionali, sempre varie, sempre azzeccate e mai banali; utilizzate anche come pura decorazione estetica. Alla tipografia oltretutto è dedicato anche un tributo particolare per i poster in cui è protagonista (Futura, Culipa, ecc.). Forme e foto differenti nei progetti, ma coerenti nel complesso, con uno stile che ci riporta agli anni ‘60-’70 in cui si sognava il futuro. Sgranato, sporco, offuscato, trasparente, velato: questo lo stile che ha visto nascere Msced.

Come fare qualcosa che non vi va granché? Semplice: la unite a qualcosa che vi piace. È esattamente così che ha pensato Jim LePage quando si è trovato di fronte al desiderio di approfondire la Bibbia, dovendo però far fronte alla sua scarsa costanza. Ha deciso quindi di unire questa attività di arricchimento personale con ciò che più ama: il design.
Ciò che ne è uscito fuori è Word, un progetto che è una sorpresa dopo l’altra. Non solo si può fare dell’ottimo design attraverso testi antichi, ma ci si può anche imparare qualcosa, soprattutto se -a sorpresa- il pubblicare questa esperienza su un blog ti porta inaspettatamente a condividere con persone sconosciute esperienze e commenti tanto sul design quanto sulla Bibbia.
Dovendo realizzare un design per almeno ogni libro della Bibbia Jim si è messo con pazienza a studiare, ricercare, approfondire i vari passi, al fine di produrre 91 disegni, incentrati su una parola o un piccolo passo per lui rilevante. Sapeva fin dall’inizio che si sarebbe messo di fronte a un progetto impegnativo, ma con umiltà e apertura mentale ha anche ricevuto molto in cambio, tanto dalla Parola, quanto dalle persone.
Surreale (e surrealista) fin dal nome del marchio. Splendido ed elegante il lavoro svolto per l’identity di questa “Baker D. Chirico”, realizzato dallo studio di Fabio Ongarato. La panetteria australiana ha celebrato l’apertura del secondo negozio affidandosi anche al lavoro congiunto di FOD, lo studio di architettura March Studio, gli artisti e fashion designer PAM e lo stesso Daniel Chirico.
Il risultato è una identity fortemente retro, che gioca con il cognome dell’artigiano e quello del più famoso pittore: superfici a scacchi bianchi e neri, un lettering minimale che richiama spiccatamente quello degli anni ‘20 e ‘30 e una serie di immagini-collage molto ironiche, in bianco e nero.