Oggi vi presentiamo tre segnalazioni al prezzo (?) di una per fontmaniaci (e non). La prima è questo Dogs as Typefaces dello studio Grafisches Buro di Vienna. Se i cani fossero font, a quali somiglierebbero (e viceversa)? Il dalmata-Curier è un abbinamento perfetto.
Continuiamo con un poster semplice, minimale che riesce ad essere evocativo con il minor numero di elementi possibile. London Bus Print non è altro che la scritta “London” -appunto- ripetuta due volte. Bicromia attenta e un diverso allineamento della lettera ‘O’. Eccovi il vostro double-decker in formato A2 per sole 25 sterline.
Il terzo inno alla tipografia intelligente non poteva non essere l’ennesimo attacco ad “Arial”. La lotta dei fan di Helvetica è senza quartiere, ma uno arrabbiato come Marc Fennell per HungryBeast ancora non l’avevamo visto. Trovate il video dopo il salto.
Continua a leggere: Fontmania: cani, autobus a due piani e l'ennesimo spot anti-Arial
Tipografia “sporca”, scolorita, spiegazzata. Un classico degli ultimi decenni oggi tornato nuovamente in auge, come ci racconta Designm.ag attraverso la nutrita gallery pubblicata sul sito, di cui vi proponiamo una selezione. L’effetto è sicuramente già visto, ma la pertinenza con il tema dell’artwork può rendere la grafica particolarmente efficace.
Via | Designm.ag
Tipografia grungy








Designer italiano responsabile della grafica web di MTV Italia, Alberto Antoniazzi è palesemente appassionato di infographic e ossessionato dall’illustrazione vettoriale. Unendo le sue principali influenze, nasce come sintesi intelligente e divertita questa “Rock N’ Roll Metro Map”.
Il nome dice già molto: una immaginaria rete metropolitana in cui le stazioni sono le varie band che hanno fatto la storia della musica e dove ogni linea corrisponde a un genere. L’intersezione genera ovviamente le influenze: chi si è ispirato a chi o attraverso quali artisti mondi vicini ma diversi sono venuti in contatto.
Graficamente, come dicevamo, siamo dalle parti dei lavori di infographic che tanto successo riscuotono ultimamente. Per cogliere meglio i riferimenti di Antoniazzi e dare un’occhiata agli altri lavori, vi rimandiamo ai suoi account su Tumblr e Flickr. Qui, invece, potete ’studiarvi’ la “Rock N’ Roll Metro Map” in grandi dimensioni.

C’è tutta la storia del cinema, ma non solo. Movie Title Stills Collection è la prodigiosa raccolta di screenshots di titoli di testa che testimonia l’evoluzione della grafica cinematografica, della sua ricerca tipografica e della tecnologia che ne ha determinato l’evoluzione.
Da Méliès a Up, si passano in rassegna le pellicole più gloriose del cinema americano ed europeo, scoprendo tracce di spunti innovativi ben prima delle pietre miliari di Saul Bass. Tra il materiale archiviato, anche trailer e, in qualche caso, titoli di coda. Il paziente lavoro di archiviazione è stato effettuato dal graphic designer Chistian Annayas.
Via | Cool Hunting
Visto il numero crescente di mazzi di carte da gioco disegnati espressamente da esperti graphic designer, sembra quasi che declinare la propria esperienza tipografica sulle 52 carte sia diventata una prova d’abilità irresistibile per ogni studio che si rispetti.
Gli inglesi di Hat Trick hanno scelto di rivisitare numeri e simboli, il seme rappresentato ogni volta dalle linee che formano il numero. Il russo Art Lebedev Studio ha scelto invece, in stile minimale, di scrivere semplicemente il valore della carta, niente simboli, niente figure. Per concludere, i thailandesi Goody Grams hanno scelto il total black per un mazzo il cui stile va decisamente a scapito della leggibilità .
Via | Design-fetish
Helvetica. Ormai si è detto di tutto sul carattere più famoso e discusso del mondo. Gli sono stati dedicati film, libri, mostre, lo trovate ovunque intorno a voi, sui prodotti che comprate, su libri e giornali, potete addirittura testare la vostra capacità di riconoscerlo con un quiz.
Il designer finlandese Ossi Gustafsson ne ha realizzata una versione “schizzata”, Sketchetica, una riproduzione più che fedele, ma “a mano libera”. Un simpatico diversivo che probabilmente troverà più di un’applicazione. Mentre la versione Light è rilasciata gratuitamente, Regular Bold e Black possono essere acquistate da qui.
Via | Inkiostrando
Parliamo spesso di biglietti da visita su Designerblog, specialmente per segnalare le forme più innovative e originali di questo strumento necessario in qualsiasi professione. Quelli che segnaliamo oggi sono card prodotte in Giappone dallo studio Winged Wheel.
Si tratta di biglietti personalizzabili decorati con disegni ricavati da antichi woodblock dell’era Meiji (1868-1912). Camelie, glicini e perfino grandi gufi sono stampati a rilievo su carta di cotone artigianale secondo un antico metodo giapponese. Una scelta raffinata, dal sapore un po’ vintage, che non passerebbe inosservata, i cui costi, stranamente non sembrano proibitivi.
Via | Designspongeonline.com

Da non confondere con il noto, omonimo studio del danese Jack Dahl, l’Homework di cui vi parliamo fa capo invece ai polacchi Joanna Górska e Jerzy Skakun che lo gestiscono insieme dal 2003.
Consapevoli dell’enorme e ingombrante tradizione del loro paese, i due realizzano poster per eventi culturali, che prendono le distanze dai graphic designer e gli illustratori più lontani nel tempo e fanno riferimento piuttosto all’essenzialità formale di Wasilewski e Gorka.
I risultati sono davvero notevoli. L’eredità è pesante e certo non passa inosservata. Eppure con grande fatica e una continua ricerca (date un’occhiata ai lavori nell’arco di tempo dei sette anni trascorsi), Górska e Skakun sono riusciti a sviluppare un loro linguaggio: forte della tradizione e perfettamente calato nelle nuove tendenze (che comunque ‘riscoprono’ anche i loro stessi numi tutelari). Dopo il salto, come di consueto, la gallery.
Continua a leggere: I poster dello studio Homework di Varsavia
Non so voi, ma quando mi trovo per qualche giorno in una nuova città odio dover avere sempre con me una di quelle scomodissime cartine pieghevoli che una volta aperte non ne vogliono sapere di tornare alla forma originaria, soprattutto se si è sul punto di salire al volo su un autobus affollato.
Il designer Emanuele Pizzolorusso evidentemente deve aver pensato a tutti quelli che come me si ritrovano a fine viaggio con una mappa disarticolata, spiegazzata, strappata, inutilizzabile, nel progettare Crumpled City; si tratta di una piantina stampata su un unico foglio di tyvek.
Materiale estremamente resistente e al tempo stesso morbido, il tyvek permette di appallottolare la mappa, per poterla infilare in una tasca o in borsa senza troppo preoccuparsi di piegarla e di renderla illeggibile soprattutto lungo le piegature. Pizzolorusso ha per ora progettato le mappe di Londra, Parigi, New York, Tokyo e Berlino. Le mappe sono in fase di produzione, speriamo di vederle distribuite presto!
Via | Coolhunting.com
Da piccoli rimaniamo incantati davanti a questa piccola meraviglia della visione, magari senza riuscirne a capire il trucco da prestigiatore d’altri tempi. Poi, con il passare degli anni il caleidoscopio diventa un oggetto nostalgico, relegato tra le bizzarrie da bancarella.
La giovane designer ceca Katerina Orlikova lo ha scelto per rappresentare durante un seminario intitolato Light and Typography, proprio il legame tra la luce e la tipografia. Ne sono nati cinque Caleidoscopi Tipografici che, al posto delle stelline e perle colorate, hanno all’interno lettere semitrasparenti.
Ognuno dei cinque è dedicato ad una tipologia di caratteri: serif, sans serif, slab serif, ornamentali e calligrafici. Le lettere si confondono, sovrappongono, riflettono in un gioco di specchi e creano figure astratte. Un gioco per feticisti della tipografia che speriamo possa trovare una sua commercializzazione.