Chi usa quotidianamente la suite di Adobe nel tempo ha sviluppato una serie di sintomi che lo contraddistinguono come un vero e proprio designer, tanto da influenzare la sua vita quotidiana che solo gli stessi “malati” possono comprendere.
Per esempio quanti di voi di fronte a un errore -un bicchiere rotto, una frase di troppo, e tanti altri errori- non ha avuto l’istinto di digitare control+z così da correggere gli eventi e tornare indietro nel tempo come solo nel magico mondo Adobe si può?
Hyperakt, studio di design, ha osservato le stesse cose e ne ha realizzato un video, esaltando le qualità di Photoshop, che può farci tornare indietro nella nostra storia, ripulire il viso da imperfezioni, e tutto quel mondo che possiamo solo sognare a schermo.
L’idea è di una nostra vecchia conoscenza, l’agenzia Happiness Brussels, resa famosa dalla sua provocatoria applicazione Comic Sans Destroyer. Questo nuovo progetto, con la stessa ironia sopra le righe, risponde invece ad un’annosa e imprescindibile domanda: come mi vesto oggi?
Per farlo utilizza una soluzione da smanettoni: un software progettato e realizzato dal multimedia e interaction designer portoghese Pedro Miguel Cruz, che cattura le immagini piazzate in tre vie di tendenza di Parigi, Milano e Anversa e le trasforma in dati. I colori indossati dai passanti sono registrati e trasformati in una traccia misurabile.
Quali colori sono stati indossati ieri a Parigi? Quale tonalità va per la maggiore in questi giorni a Parigi? I dati sono raccolti e analizzati, con toni semiseri, sul sito Pimkie Color Forecast (sponsorizzato dalla boutique online francese Pimkie) dove trovate, sapientemente mescolati, infografiche e consigli di moda.

Difficile - se non impossibile - riassumere questa edizione 2012 del Fuorisalone. Relativamente semplice identificare invece quello che è stato il luogo dove scovare le proposte più interessanti. Il “Temporary Museum for New Design” ha largamente mantenuto la promessa di Gisella Borioli: quel “meno fiera e più museo” che ha unito per il quarto anno grandi nomi e nuove, valide proposte grazie alla direzione artistica di Giulio Cappellini.
Aggirarsi lungo la direttrice del tema (”Telling a Story”) ha significato scoprire grandi progetti come quelli ospitati dallo spazio di Canon (davvero suggestivo il reticolo di migliaia di corde di pianoforte di “Spring” all’interno dell’esposizione “Neoreal In the forest“) e realtà più giovani come quelle del Creative Space della Serbia, unite in un circuito virtuoso con le imprese locali che hanno messo in produzione i lavori scelti grazie a un concorso.
Natura e sostenibilità come linee guida costanti: sia nella imponente installazione “Inspire” di Foscarini con la scenografia curata da Vicente Garcia Jimenez e i video di Massimo Gardone, che negli allestimenti minimal ed essenziali dello spazio svedese. E ancora lavoro e ricerca sui materiali, ben sintetizzati dalla commistione di fibra di carbonio e rivestimento in alcantara della sedia di Toshiyuki Kita (che ha segnato un ritorno del Giappone insieme ai dieci anni celebrati da Nendo con Oki Sato e Akihiro Ito) o dalla collettiva del Danish Design Centre che ci ha traghettato negli spazi più vitali e vicini al mondo dell’arte dell’Extension al Superstudio 13 di via Forcella con lo urban living di Howe, ma - soprattutto - con il Dennis Pop-up Design Center: artigianato e sperimentazione all’aria aperta per seguire il processo di realizzazione dei prodotti on-demand.

Le lettrici che utilizzano Pinterest lo avranno notato: negli ultimi mesi sono arrivati i maschi. Improvvisamente, dopo quasi un anno di tentennamenti, il popolo maschile, un po’ per curiosità, un po’ per esigenza (e per non rimanere esclusi da un fenomeno in crescita costante) si è deciso a fare la sua discesa nel campo dell’ispirazione per immagini, del DIY e dell’handmade.
E se in molti lamentano la declinazione al femminile di social network come Pinterest e di giganti dell’handmade come Etsy, qualcuno ha cominciato a pensare che l’integrazione non sia auspicabile, complicata da un background incompatibile e diffidenze: cominciano così a spuntare qui e lì blog e iniziative a tema, destinati al finora poco considerato target maschile.
Ecco quindi pin-boards come Gentlemint (che ha nel logo un bel paio di baffi), Manteresting, che in puro stile Playboy alterna donnine nude a consigli di stile e cultura, Dartitup (come una serata tra amici, online)e il veterano ManMade DIY, crafty design ad alto tasso di testosterone. L’ultima novità? Questo mese Wired ha aperto un canale sul suo sito dedicato al Design: molto fai-da-te, il progetto di una community e neanche l’ombra di gufi, fiori e fiocchi rosa.
Foto | Jake Gilchrist

Sembra evidente questa mattina più che mai che il Doodle Team di Google è alla ricerca non tanto di personaggi influenti da omaggiare, quanto di soluzioni sorprendenti, interattive, ad alto tasso di spettacolarità per ravvivare la propria home page con Doodles sempre nuovi.
Così oggi, per l’anniversario della nascita dell’ingegnere svedese Gideon Sundback, inventore della cerniera lampo, l’home page di Google è divisa in due da una lunga cerniera. L’istinto ad aprirla è irresistibile, anche solo per capire cosa ci sia sotto. Naturalmente sotto, in un semplice gioco di scatole cinesi, molto metatestuale, c’è la pagina dei risultati per Gideon Sundback. Le zip potrebbero essere riciclate come un nuovo metodo di navigazione?

Modelle seminude sul più noto network conosciuto, si spogliano per un “mi piace”. Facebook torna all’attenzione per via delle opportunità che offre, specialmente nell’ambito del marketing alternativo, anche se le soluzioni trovate sono poco condivise dalla policy del suddetto sito, che non approva il nudo.
Chi si avvale della potente portata di Facebook è Stussy, casa d’abbigliamento olandese, che ha deciso di promuoversi con una campagna a colpi di clic e passaparola. Se cercherete Stussy su Facebook troverete parecchie pagine, ma è su questa che troverete una modella con indosso una quantità infinita di vestiti, tolti uno alla volta.
Al momento la pagina conta 18.361 “mi piace”, ovvero persone incuriosite dall’abbigliamento -o per i più maliziosi- da ciò che vi è sotto. Il numero, ne siamo certi, salirà ancora, ma se i commenti delusi si diffonderanno, non rimarranno che i vestiti. Ma la moda, potrebbe continuare a esistere e resistere senza modelle?

Gli sticker per molti sono una passione, e qualche anno fa sono stati una vera e propria mania, quando si vendevano intere valigette con adesivi di ogni tipo, specialmente puntando sul target femminile che più di tutti apprezzava e decorava.
Un filone molto in voga è quello che ha come supporto il retro dei Mac Book, con il noto sfondo grigio metallizzato, e la mela che campeggia al centro, che anziché essere d’impiccio è uno sprone a inventarsi il modo con cui interagirci.
Già vi parlammo di questo argomento con altri soggetti, ma oggi ve ne presentiamo qualcun altro. Semplice e dal geniale intuito è quello che rifà il verso ai quadri di Magritte, delicato e sempre apprezzato è quello con Snoopy e Woodstock, preciso e divertente è quello con Scrat che almeno un frutto riuscirà a tenerlo per sé, e ancora tanti altri.
Via | Ninjamarketing
Levato è un nuovo typeface disegnato dal giovane grafico tedesco Felix Bonge per lo store online Fonts.com di Monotype Imaging. Si tratta di un serif dalle grazie accentuate e sinuose pensato per titoli e loghi, ideale in grandi dimensioni e con una serie piuttosto numerosa di caratteri alternativi che contrastano con la classicità dello stile Roman.
Il brand di tatuaggi temporanei Tattly, fondato dalla SwissMiss Tina Roth Eisenberg, lo ha scelto per un nuovo set di tattoos, pensato appositamente per i feticisti della tipografia: una serie di scritte da utilizzare tutte insieme o singolarmente, definizioni e termini tecnici che, isolati dal contesto originario, creano effetti di senso ironici e divertenti.
Dopo aver ufficializzato - come consuetudine - “Tangerine Tango” il colore di questo 2012, Pantone continua ad avvicinarsi al mondo della moda: ecco la collaborazione con Sephora, l’azienda che realizza prodotti per il make-up. La brillante tonalità rosso-arancio sarà declinata così in varie forme: eyeliner, rossetti, smalto, blush, gloss labbra, ciglia finte e ombretto.
Ad accompagnare ogni oggetto dell’edizione limitata, una confezione che riporta l’intera gamma del “Tangerine Tango” e sul sito a questo indirizzo, un color-picker per abbinare la giusta gradazione tra colore degli occhi, dei capelli e della pelle.
Più vitale che mai, il design polacco di questi ultimi anni. Ne sono prova un festival in ascesa, quello di Lodz, la crescita di piccole design star locali, primo tra tutti l’ormai arcinoto Oskar Zieta, e la rilevanza crescente delle sue collettive, che ad esempio quest’anno vedremo negli spazi di Superstudio Più.
Una freschezza che ritroviamo anche in questo piccolo e fantasioso oggetto, il Rattan Stool di Wiktoria Szawiel. Come il nome stesso suggerisce, questo materiale (privilegiato per i suoi impieghi in outdoor) viene qui assemblato in maniera decisamente inedita, senza l’effetto telaio con cui siamo soliti vederlo. Il risultato, formalmente innovativo, è anche un po’ bizzarro: non sembra anche a voi che la ragazza sia seduta su delle fruste da cucina? La designer giura che sia anche molto confortevole, e riassicura anche sul fattore peso: solo 1 kg per l’intero sgabello.
Via | Contemporist
Rattan Stool, lo sgabello della designer polacca Wiktoria Szawiel



