Proprio ieri vi abbiamo parlato dell’evoluzione di moda, balli e musica in cento anni di storia, e oggi torniamo a parlare di evoluzioni, anche se in un tempo minimo rispetto al secolo breve: si tratta infatti di una dozzina di passaggi per altrettante famose cantanti.
Tramite l’ormai nota tecnica del morfing, la Garnier, casa francese nota per i prodotti di cosmesi, passa da una cantante all’altra mostrandone le differenti capigliature, oltre a vestiti e stili di ballo. Morale pubblicitaria: qualsiasi sia la tua natura, interpretala e acconciati con Fructis Style.
Quello dell’articolo è il video al femminile, ma non manca ovviamente anche la versione al maschile con una ventina di noti personaggi della musica che si alternano tra capigliature tenute in piedi da dosi massicce di gel, altre cotonate, alcune passate alla piastra, o altre semplicemente ben pettinate.
Nel video maschile si riconoscono Elvys Presley, John Travolta, Kiss, Michel Polnareff, David Bowie, Marylin Manson, Bono, Mickael Jackson, Eminem, Daft Punk, Julien Dore, Tokyo Hotel, Mondotek, Mika, David Guetta, William dei Black eyed peas, Craig David, Plan B, BB Brune 20 e Justin Bieber. Invece nel video al femminile chi riconoscete?

I supereroi stanno sempre più tornando di moda, ovviamente rivisti e corretti alla luce dei tempi moderni, tanto che proprio di recente lo abbiamo detto menzionando le pitture di Andreas Englund. Ma dalle pitture passiamo alle foto, quelle di Sacha Goldberger, che dietro la loro dolce ironia nascondono una storia dentro la Storia: quella di una nonna depressa, che però al tempo della Seconda Guerra Mondiale è stata una vera eroina.
Ieri era il Giorno della Memoria, ma ricorrenze a parte, non si può mai smettere di ricordare, e non c’è un giorno o un’età in cui si possa smettere di rammentare certe atrocità, proprio come è successo a Frederika, nonna ultra novantenne di Sacha.
Sacha Goldberger, fotografo e nipote della signora Frederika, si è trovato indirettamente a che fare con gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, e con un’altra bruttezza: la depressione di sua nonna. La allora giovane donna, una ragazzina ungherese di origine poi trasferitasi in Francia, è scampata alla macchina del nazismo, salvando oltretutto diverse vite di ebrei, nascondendoli di volta in volta in luoghi diversi.
Continua a leggere: Sacha Goldberger: le foto della nonna eroina ai tempi del nazismo
Continua la ’saga’ che vede il celebre taccuino nero associato ai principali simboli pop del secolo appena trascorso. Dopo Pac-Man, i Peanuts e “Guerre stellari”, arriva quello che era forse il connubio assolutamente inevitabile: la “Lego Moleskine Notebooks Collection”. Il prossimo primo marzo infatti, sbarcherà nello store questa nuova edizione limitata ispirata al celebre gioco di costruzioni.
Quattro versioni disponibili (due con i fogli a righe e altrettante con i fogli a quadretti), ciascuna con un risguardo stampato a tema, la classica tasca interna, segnalibro colorato coordinato con la fascetta e dieci fascette adesive per personalizzare le proprie annotazioni con i mattoncini e i personaggi Lego.
Lego Moleskine: la nuova collezione ispirata ai mattoncini più famosi del mondo



Da lunedì scorso su Rai5 sono iniziate le sei puntate dedicate a un reality d’eccezione: Design for life - Sognando Philippe Starck. I protagonisti sono dodici designer -o meglio- aspiranti tali, che avranno l’opportunità di entrare nella nuova scuola di design a Parigi, e poter essere selezionati come miglior creativo che potrà lavorare per sei mesi gomito a gomito con Starck, emblema dell’architettura e del design.
In realtà Design for life è un format datato, essendo uscito già nel 2009 con la BBC. Ve ne parlammo in quell’occasione, ma oggi finalmente arriva anche in Italia una programma indubbiamente diverso dai soliti, anche se la formula del reality non cambia. La sfida è quella che ogni designer affronta tutti i giorni: trovare ottime idee, e saperle trasformare in veri prodotti. Si passerà dall’idea al modello, dai test dei prototipi ai lanci pubblicitari.
Nella prima puntata i dodici partecipanti sono andati in un supermercato, e hanno individuato esempi di buono o cattivo design, dovendone poi dare spiegazioni. A fine puntata, come ogni reality che si rispetti, due aspiranti vengono eliminati.
È finalmente giunto il momento in cui si togliessero di torno ballerini, cuochi, cantanti e isolani per dare spazio a una categoria poco conosciuta come i designer? Oppure è l’ennesimo tentativo della TV di spettacolarizzare e ridurre a gara un ambito che è già fin troppo colmo di competitività? Voi che ne pensate?

Partiamo dalla fine: la t-shirt in questione è sold-out. Ora facciamo un passo indietro. Uno dei topic della giornata di ieri è stata la commercializzazione di una maglietta raffigurante la silhouette del topo più famoso al mondo. Motivo? L’immagine faceva emergere il celebre contorno orecchiuto da una delle copertine di dischi più noti.
Mettere insieme Mickey Mouse e la cover di Peter Saville realizzata per “Unknown Pleasure” dei Joy Division? Eresia per molti, trovata geniale per alcuni. Si è passati dall’indignazione dei fan oltranzisti a una presunta violazione di diritti d’autore (nonostante la stessa - splendida - cover venga dalla rappresentazione grafica di questa cosa). C’è chi ha anche insistito sulla presunta illegittimità di associare un nome che rimanda al nazismo con quello del mondo Disney.
Conclusione? La “Waves Mickey Mouse Tee for Adults” non è - al momento - disponibile. Le polemiche stanno lentamente scemando. Rimane un lavoro ‘pop’ divertente e che - solo per citare un nome - probabilmente Andy Warhol avrebbe apprezzato. Voi cosa ne pensate?
HARD. The interactive Bookazine. from Ruben Scupin on Vimeo.
Si chiama Hard ed è il progetto di diploma del giovane graphic designer tedesco Ruben Scupin, questa “bookazine” che presenta soluzioni davvero interessanti per “navigare” una rivista, in grado di solleticare e incuriosire qualsiasi feticista della carta.
Molti meccanismi sono in realtà presi a prestito da quei volumi dedicati ai più piccoli, che servono a scoprire il mondo in maniera giocosa: pop-up, finestrelle a scomparsa, pagine ritagliate con immagini che si ineriscono nel quadro delle precedenti, immagini lenticolari, illustrazioni cucite sulla carta, luminescenti al buio.
Gli stessi meccanismi però, una volta applicati al mondo glamour della moda, perdono ogni riferimento infantile per diventare puro piacere interattivo e donare al magazine un’allure preziosa da pubblicazione in tiratura limitata, in grado di diventare una sorta di alternativa retrò, sui generis e paradossale, ad un qualsiasi periodico per iPad…

L’ultimo progetto di Andreas Englund consta di una serie di quadri di un supereroe un po’ particolare. Recentemente i supereroi nei fumetti stanno tornando alla ribalta, dover aver avuto un particolare boom negli anni ‘60, e poi un calo negli ultimi anni. Andreas riprende il tema, ma in chiave decisamente moderna
I fumetti ormai sono sempre più venerati con feticismo, ma nel caso di particolari protagonisti anche con familiare ironia, di quella che ci si permette con chi è di famiglia. Andreas fa leva proprio su questo, sul concetto e sulle conoscenze ormai da tutti assunte dei supereroi: palestrati, eleganti, vincenti, protagonisti assoluti al centro dell’ammirazione del grande pubblico.
Nel caso di Andreas, nei suoi quadri non c’è niente di tutto ciò, e con ironia descrive le vicende di uno di questi impavidi che ormai è invecchiato, ma non si rassegna e continua a vivere le proprie straordinarie imprese, al fianco delle proprie ordinarie attività.
Continua a leggere: L'umoristica decadenza dei supereroi moderni di Andreas Englund
Resolutions For Good from TBD on Vimeo.
Siamo all’inizio dell’anno e molti di noi sono ancora alle prese con i buoni propositi che ci siamo ripromessi di mettere in pratica nei mesi a venire. Ma come far sì che il tenere fede alle nostre intenzioni non sia, come spesso accade, soltamente una chimera?
Ad aiutarci ci pensa un sito, Resolutions For Good, pensato per mettere nero su bianco gli impegni che ci siamo presi ma soprattutto per ribaltare la prospettiva più usuale con cui siamo soliti prenderli: non qualcosa che facciamo per noi, ma una buona azione che indirizziamo agli altri.
In un form dedicato, è infatti possibile indicare la persona a cui dedichiamo il nostro proposito, la sua mail, e il messaggio con cui specifichiamo cosa ci ripromettiamo di fare per lui/lei. Tutti i messaggi postati, poi, restano sulla bacheca pubblica del sito, permettendo a tutti gli utenti di leggere tutte le buone azioni che la community ha deciso di scambiarsi.
Via | Swiss Miss
Non è forse una novità, e già la stilista Stella McCartney ha scelto una soluzione simile per dare continuità ai suoi flagship store in giro per il mondo: eppure il parquet multicolor è una scelta di grande effetto, soprattutto quando, come nel caso dell’Humlegården Apartment progettato dallo studio svedese Tham & Videgård Arkitekter, si scelgono listoni in versione maxi che si arrampicano anche sulle pareti.
I colori utilizzati richiamano l’alternarsi delle stagioni, una stanza per ogni sfumatura: i rossi accesi dell’autunno, le gradazioni di verde della primavera, i gialli e i rosa dei fiori d’estate, traggono ispirazione e allo stesso tempo suggeriscono continuità con la vegetazione dell’Humlegården Park su cui si affacciano le grandi finestre dell’appartamento.
THE THING Quarterly è un periodico in forma di oggetto. I suoi fondatori ed editori Jonn Herschend e Will Rogan, scelgono ogni anno quattro artisti, tra differenti discipline, e affidano loro la concezione di un oggetto letterario un prodotto funzionante che porti con sé delle parole, dei pensieri e idee.
I prodotti vengono confezionati e spediti uno per uno agli abbonati. Solamente infatti chi ha effettuato una sottoscrizione può ricevere gli oggetti, in questa sorta di progetto carbonaro e letterario. Il prossimo manufatto è una tenda per doccia con sopra stampato un monologo raccontato a Dave Eggers dalla sua stessa tenda per la doccia. Per la prossima estate è invece previsto un intervento del regista e videomaker Mike Mills.