Le istruzioni per i mobili fai da te di Recession Design? Le scaricate qui. Dopodiché, non vi resta che recarvi da un ferramenta o un negozio di bricolage per reperire il materiale e darvi alla costruzione dei pezzi.
La collezione, sostengono a ragione gli organizatori, è importante e controcorrente: in tempi di crisi economica e design modaiolo, è giusto tornare un po’ alla radice dei bisogni progettando soluzioni semplici ma belle e alla portata di tutti. E con un grande valore democratico, aggiungeremmo noi: quando mai nell’arredamento vige un sistema di Creative Commons trasparente come questo? Da imitare, anche prima che diventi di moda.
Via | Ramonjohnspideretnina
La collezione Recession Design
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Direttamente da un futuro che potrebbe non essere lontano. Il professor Babak Amir Parviz, docente di bionanotecnologie all’Università di Washington, ha lavorato insieme ai suoi studenti alla realizzazione di una lente a contatto con circuiti integrati tale da aprire le porte ad una visione in augmented reality.
Il concetto non si discosta molto, del resto, da quello che già Arnold Schwarzenegger vedeva in Terminator, solo che, in questo caso, l’applicazione si confronta realmente con un orizzonte del possibile. Per trasformare le lenti in un sistema funzionale, infatti, Parviz ha integrato circuiti di comunicazione e controllo insieme ad antenne miniaturizzate. Il passo successivo sarebbe poi quello di includere nei circuiti centinaia di LED, in grado di formare di fronte all’occhio immagini quali parole, diagrammi, fotografie. Le informazioni, comunque, dovrebbero essere gestite da un device esterno portatile con una memoria e dei software dedicati.
Le applicazioni principali? Sicuramente il campo militare e quello medicale. Per i comuni mortali, invece, le implicazioni e le opportunità rimangono ancora tutte da studiare… Dopo il salto, un’immagine esplicativa della lente.
Via | JoshSpear
Continua a leggere: Come Terminator: le lenti a contatto Augmented Reality

Il copywriter inglese Ed Hamilton ha deciso di dimostrare la sua creatività a partire dal suo curriculum vitae e sembra che al momento il web gli stia dando ragione, visto che questa notizia sta rimbalzando da un sito all’altro: il suo CV è infatti disponibile per tutti su Google Maps.
La sua fortuna probabilmente è stata quella di aver lavorato in posti geograficamente molto distanti tra loro, il che, ben distribuito e illustrato su una mappa, fa il suo effetto. Pochi testi brillanti e la tecnologia messa a disposizione di tutti da Google hanno fatto il resto. Diventerà un’abitudine diffusa?
Via | Design-fetish

La scorsa notte sono stati consegnati gli Oscar, i più prestigiosi premi cinematografici al mondo che, come si sa, non accontentano mai nessuno. Il dibattito questa mattina è principalmente incentrato sulla débacle di Avatar, a cui l’Academy ha assegnato “solo” i cosiddetti premi tecnici, Miglior Fotografia, Miglior Scenografia e Migliori Effetti Speciali.
E se non c’è molto da dire sui meriti di Cameron per quanto riguarda la sperimentazione tecnologica ed espressiva, possiamo invece sottolineare la vittoria del poetico Up (Pixar) contro due avversari degni di rispetto come gli splendidi Coraline di Henry Selik e Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson.
Ma la notizia che forse interesserà di più voi lettori di un blog di design è la vittoria, nella categoria dei Corti d’Animazione, del mondo interamente fatto di brand e loghi del francese Logorama che si è dovuto battere con colleghi di tutto rispetto, tra cui gli ormai pluriblasonati Wallace and Gromit della AArdman.
Foto | Oscar.go.com

In un punto indefinito tra il reale e il virtuale, tra la seconda e la terza dimensione, esiste l’universo dei Gorillaz. Un mondo in cui non importa definire chi è in carne e ossa e chi o cosa è fatto di soli pixel, in cui tutto può succedere, e non c’è bisogno di distinguere tra umani, androidi o cartoon.
Nel nuovo video, Stylo, Murdoc, 2D Noodle, in una nuova incredibile veste 3D, e (ebbene sì) Bruce Willis si inseguono in quello che potrebbe essere il deserto del Mojave, mentre i riferimenti alle puntate precedenti della saga (vedi la presunta morte di Noodle e l’isola fluttuante che finisce sott’acqua sepolta da una bomba nel video di El Manana) fanno sembrare la band virtuale degna erede di Lost.
Il video, il cui incorporamento è stato disabilitato, potete vederlo, integrale e in Hd, su YouTube o sul sito ufficiale della band. Se invece volete approfondire l’intera storia di questa incredibile band vi consiglio uno speciale piuttosto sul sito del quotidiano inglese Guardian.
Heart of the Home è l’ultimo progetto di ricerca del marchio Electrolux ad indagare gli scenari del futuro nello spazio cucina. Una stanza che non perde il privilegio di rappresentare il cuore della casa, ma che con l’innovazione tecnologica si appresta ad accogliere, ben più di altri spazi domestici, una revisione totale nelle sue modalità d’uso.
Nel video, il piano di lavoro accoglie il cibo facendosi tridimensionale e integrando uno screen digitale per la visualizzazione delle ricette e delle informazioni sugli alimenti. Roba da fantascienza, insomma, che resta per il momento un concept di cui saremmo felici di conoscere gli sviluppi applicativi previsti. Il lavoro è stato presentato all’ultimo Design Boost dal vicepresidente del gruppo Henrik Otto.
Via | David Report
Il diavolo veste ancora Prada. Sono due, infatti, i credits sotto i riflettori per la prima dell’Attila di Verdi tenutasi ieri al Metropolitan di NY: Herzog & De Meuron, per le scenografie, e Miuccia Prada, per i costumi.
Ed è stata proprio quest’ultima, in particolare, a catturare l’attenzione dei media. Merito della sua visione sexy dei personaggi, Attila e Odabella, e soprattutto degli abiti presi in prestito dalle sue collezioni Prada e Miu Miu, a cui si aggiungono gli accessori studiati ad hoc per l’occasione, come spade kalashnikov ed elmi-corone con luci a Led.
Particolarmente innovativa, per la scena della lirica, anche la scelta dei materiali per i costumi, come pellicce, denim e tessuti metallici. Tra le ispirazioni dichiarate dalla stilista, anche il cult “Attila Flagello di Dio” con l’intramontabile Diego Abatantuono.
Via | Dazed Digital
I costumi di Miuccia Prada per l’Attila di Verdi



Continua a leggere: Prada all'Opera: al Metropolitan l'Attila in versione Miuccia
Mentre aspettiamo che con l’arrivo della primavera il cielo si adegui e assuma la tonalità dell’anno, il turchese, diamo un’occhiata, grazie a questo video alle gamme Pantone per la stagione calda, alle otto palette che fanno parte della PANTONEVIEW home + interiors 2010.
I nomi sono suggestivi: Greenmarket, Resourceful, Transformations, Ambiance, Gatherings, Galaxy, High Definition e Pastiche. A queste si accompagna una tavola che declina esclusivamente le tonalità neutre. Ora però ci interessa conoscere la vostra esperienza professionale: queste indicazioni influenzano davvero le scelte dei designer? Raccontatecelo nei commenti!

L’illustratore californiano Anthony Ausgang, uno dei maggiori esponenti della cosiddetta corrente Lowbrow, che mescola cultura pop e movimenti underground, pop-surrealism e street art, l’amore per i vecchi cartoon e per il surf, per la psichedelia e per il fumetto, i graffiti e l’illustrazione anni ‘50, ha disegnato la copertina di un album musicale.
Si tratta del nuovo attesissimo album del talentuoso duo newyorkese MGMT, in uscita il prossimo aprile. L’immagine scelta ritrae un gatto in stile cartoon pre-disney che fa il surf inghiottito da un’onda che ha le sue stesse sembianze: psichedelico davvero. Per approfondire, qui trovate un’intervista ad Ausgang che parla del suo stile, dell’incontro con i due musicisti e della sua esperienza con la street art a Roma.
Via | NME.com

Che vi piacciano così come sono, che amiate personalizzarle con cover apposite o addirittura modificandole radicalmente, le Moleskine sono diventate ormai molto più di un ’semplice’ sketchbook o un’agenda per prendere appunti. ‘Colpa’ della storica casa produttrice che, dalla rinascita del marchio, ha introdotto una serie di varianti sempre più ‘targettizzate’.
Guide delle città , formati non troppo convenzionali, persino sostituendo a righe e quadretti i fogli pentagrammati. Fino all’ ‘affronto’ definitivo: il nero della copertina in alcuni modelli non è neanche più disponibile. Scelta di marketing che non sta a noi giudicare. Oggi infatti vi proponiamo l’ennesima variante: le Moleskine Passion.
Come suggerisce il nome, sei agende diverse, ognuna dedicata a una passione. Libri, film, dischi, ricette, vino e benessere: ciascuna realizzata per annotare idee e appuntamenti riguardo lo specifico argomento. Sia l’impaginazione che le cover, sono altrettanto personalizzate. Saranno nei negozi a partire da marzo, intanto potete ordinarle per 19 euro su Unilibro.