Nick Gentry è un artista, ma è indubbio che abbia un occhio di riguardo verso quel design che trova la sua migliore espressione nel modernariato. Infatti Nick è uno di quei pochi e rari artisti che rischia di passare alla storia più per il supporto delle proprie opere, che per ciò che vi produce.
Non tele, non cartoni, non fogli, ma sempre più preziosi floppy disk. Preziosi perché stanno scomparendo dalla circolazione, con tutto che molte persone e uffici se ne vorrebbero disfare gettandoli. Nick invece no, Nick realizza i proprio dipinti con l’intenzione di recuperare questi oggetti del recente passato, e ridargli vita.
Gli artisti ancora una volta danno una grande mano a vedere la realtà da un altro punto di vista, e quel che sarebbe stato rifiuto, ora sono quadri ricercatissimi della scena artistica della Londra urbana, la social art from the obsolete. Più che altro i floppy disk, da supporti per immagini quali erano, non sono cambiati poi di molto.
Verrà presentata il prossimo 17 aprile in occasione dell’edizione 2012 del Salone Internazionale del Mobile e si potrà scaricare a partire dallo stesso giorno la prima app della serie “Minimum Design”, realizzata dal gruppo 24 ORE Cultura a partire dai volumi monografici della collana già uscita in libreria. Ogni app (disponibile in versione Apple e Android, per cellulari e tablet, in italiano e in lingua inglese) sarà dedicata alla carriera di un designer, percorsa tramite una mappa visiva sulla quale saranno presentati in ordine cronologico gli oggetti più famosi.
Selezionando alcune fotografie, l’utente potrà accedere a tutta una serie di approfondimenti che uniscono divulgazione e ricerca, editoria specialistica e generalista, introduzioni e riflessioni critiche anche attraverso un’intervista. La prima uscita è gratuita e dedicata a Giò Ponti, il geniale architetto e designer milanese. Le successive, approfondiranno il lavoro di nomi come Franco Albini, Tom Dixon, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Alessandro Mendini, Eero Saarinen, Stefano Giovannoni, Ettore Sottsass e molti altri. Ogni aggiornamento successivo sarà in vendita a 3 euro e 99 centesimi.
Minimum Design è l’app di 24 ORE Cultura che ci racconta grandi maestri del design





Che la mappatura e il rendering di spazi e oggetti sia spesso un lavoro che richiede tempo e modalità complesse non è una novità. Arriva però in soccorso “Matterport“: un nuovo sistema che svolge lo stesso tipo di lavoro promettendo di farlo in pochi minuti, rendendolo semplice quasi come maneggiare una fotocamera. Il device è basato sul Kinect dell’Xbox (utilizzato proprio come prototipo) e sfrutta delle lenti gemelle su una unità portatile, connessa direttamente al computer.
Semplicemente camminando all’interno dello spazio (o attorno a un oggetto) e ‘dipingendolo’ come si potrebbe fare per verniciare una stanza, vengono raccolte le informazioni su dimensioni, profondità e colore, interpretate dal software in un ambiente 3D. Come è facile immaginare, le applicazioni di questa tecnologia sono molteplici e possono dar vita a un nuovo modo di ricostruire e mappare in tre dimensioni. Il video a inizio post ci spiega meglio il funzionamento.
Imperdibile per gli appassionati di caratteri tipografici questa “Fontli“: app gratuita per iPhone e iPad che ci permette di scoprire i font che spesso vediamo in giro, ma non abbiamo modo di condividere o non riusciamo a riconoscere all’istante. L’idea è quella di un Instagram per la tipografia: un social network su dispositivi mobile dove i nostri scatti vengono accolti, commentati e combinati.
Possiamo chiedere informazioni o darne, mostrare come certi font sono stati utilizzati, collezionarli: tutto in tempo reale e con un’interfaccia rapida e gradevole. “Fontli” si scarica a questo indirizzo sull’AppStore. Qui invece trovate il Tumblr degli sviluppatori.

Quante volte ci si è rotta una lampadina per la poca accortezza nel trasporto dal negozio a casa, o semplicemente tentando di avvitarne una? È facile che succeda se si adoperano quelle dette a bulbo, ma si può sempre rimediare. Ci ha pensato un designer, ovviamente.
Prendete una normale lampadina e schiacciatela. Mentre a chiunque si rompe, a Joonhuyn Kim si deforma, fino a prendere le fattezze della lampadina compatta e piatta, più resistente, più facilmente impilabile, trasportabile con sicurezza, e dal design accattivante.
Joonhuyn Kim, designer coreano, ha avuto una vera e propria illuminazione. Senza nulla togliere al buon vecchio Edison a cui si deve una delle invenzioni più importanti degli ultimi mille anni, Joonhuyn Kim ha fatto quel che compete a ogni buon designer, che spesso è migliorare le forme delle cose, e con queste le prestazioni dalla produzione al consumo.
Quanto può essere piccolo il design? Se pensiamo a una sedia siamo lontanissimi, e lo stesso si dica per chi pensa a un’immagine coordinata. Il più piccolo design si annida lì dove l’occhio nudo non può arrivare, il che crea un bel paradosso che ci lascia interessanti interrogativi, ma soprattutto stupefacenti lavori.
Willard Wigan è il fautore di queste produzioni, grandi quanto la cruna di un ago, dove se non entrano cammelli o ricchi, di sicuro entrano capolavori tanto microscopici quanto sbalorditivi, di una precisione unica e impressionante.
Se un tempo si diceva per i più minuziosi pittori che dipingessero in punta di pennello, oggi dobbiamo dire che la creazione avviene in punta di spillo, grazie a un microscopio e a tanta mano ferma.
Tutto nacque in maniera estremamente poetica: quando Williard aveva solo cinque anni e voleva dare una casa alle formiche, che pensava non l’avessero. Da qui il passo è stato breve a volergli costruire scarpe e vestiti.
Probabilmente sarà un ricordo perso nel tempo, ma quanti di voi in tenera età, giocando con le costruzioni, si sono trovati alle prese con la frustrazione di non riuscire a unire tipologie diverse di pezzi e mattoncini? Perché frustrare la creatività dei più piccoli in nome di marchi e brevetti? Deve averlo pensato Jamie Zigelbuam prima di realizzare il “Free Universal Construction Kit”: 80 adattatori universali per i più famosi giochi da montare.
Non è ancora prevista una reale distribuzione, anche se il progetto è allo studio della Free Art and Technology Lab e della Sy-Lab. Per il momento infatti, il “Free Universal Construction Kit” è un foglio in formato .STL pronto da scaricare gratuitamente, personalizzare a piacimento e realizzare con una stampante 3D. A questo indirizzo, l’elenco dei pezzi compatibili.
Piccolo the tiny CNC-bot from diatom studio on Vimeo.
È un plotter tascabile, che si può costruire autonomamente, semplicemente assemblando i pezzi e seguendo le istruzioni. Per ora è solo un prototipo, ma per meno di 70 dollari la tentazione di comprarlo e giocarci un po’, o sperimentarci qualche progetto programmandolo, c’è.
Dello Studio Diatomea, Piccolo, questo il nome del plotter portatile, essendo di ridotte dimensioni, anche i disegni che è in grado di fare sono modesti, ma il fatto di avere una piccola stampante collegabile con i più comuni software lo rende un piccolo-grande passo avanti verso la stampa pratica e autonoma.
Il funzionamento è piuttosto intuitivo, si muove sui tre assi, e riconosce la pressione che esercita, a seconda del materiale da disegno che gli si fa “impugnare”. Guardandolo funzionare la sensazione è di star ad assistere a un oggetto di modernariato, un po’ come una Lomo o una macchina stenopeica, con quelle imprecisioni che rendono la tecnologia tanto affascinante.

Lineær è il progetto di Audun Ask Blaker, dell’Università norvegese della scienza e della tecnologia. Si tratta di un orologio che misura il tempo con un nastro che si srotola e riarrotola, senza lancette, e senza quadrante rotondo.
Sicuramente avrete visto una moltitudine di orologi differenti, ma come questo sicuramente non ce ne sono altri. Dai quadranti analogici a quelli digitali di innovazioni ne sono state fatte parecchie, senza però cambiare granché nella sostanza.
L’innovazione di Lineær non è tanto nella forma, quanto nel concetto contenuto nella forma. Solitamente abituati a visualizzare l’incedere dei minuti all’interno di un cerchio, senza inizio e senza fine, continuo ed eterno, Lineær invece mostra un andamento -giustappunto- lineare, che si consuma millimetro dopo millimetro. Una visione orientale contro una occidentale, ma chissà se ci sarà un modo per sprecare meno tempo.

Il sito www.color.method.ac è un gioco, è un esperimento, è un esercizio, è un divertimento. Quanto ne sapete di colori, e quanto sapete utilizzarli? Per testarvi andate al suddetto sito e lasciatevi guidare dalle semplici istruzioni per giocare tutte le vostre manche.
Avendo a che fare con i colori e con il loro mondo, inizialmente è necessario settare il proprio monitor, per cui con adjust your brightness potrete regolare la luminosità del monitor, nonché orientare in maniera eccellente il vostro laptop in caso possediate un portatile.
Se inoltre avrete delle carenze percettive dei colori, è stata attribuita una forma ad ogni colore primario, e i passaggi tra questi ultimi sono visualizzati con una metamorfosi tra una forma e l’altra.
Infine cliccate e iniziate a giocare, passando per tutte le caratteristiche dello spettro: tonalità; saturazione; colori complementari; colori analogici, dove tre colori sullo spettro cromatico compaiono equidistanti e accordati tra loro; triade e tetrade, dove tre o quattro colori sono diametralmente opposti.
Scopo del gioco è accordare ogni colore a quello indicato al centro, prima che il tempo scada. Al finire di questo un giudizio verrà data alla singola performance, e alla fine per ogni sezione, viene dato un punteggio. Creatori di questo esperimento sono gli stessi di cui vi avevamo parlato per ciò che riguarda il mondo delle font.