
I concetti di “ecologico” e “sostenibilità” sono spesso associati all’idea di prodotti poveri e brutti. Al contrario la sostenibilità deve (ri)diventare un elemento da considerare in fase di progettazione, sia in termini di economia (riduzione dei costi e quindi profittabilità), sia in termini creativi (utilizzo di nuove tecnologie e nuovi materiali), senza tralasciare e anzi contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo della qualità totale.
Nella conferenza sono stati illustrati alcune approcci che i designer “nel loro piccolo” possono tenere in considerazione quando progettano, permettono un approccio più sostenibile dei prodotti.
Nello specifico si è identificato questo approccio nella definizione dei seguenti termini:
Reduce
Riduzione dell’uso di materie prime
Riduzione del consumo di energia
Riduzione delle emissioni inquinanti
Recycle
Riciclo di materiali puri per preservarne la qualità – up cycle
Riciclo di materiali misti in cicli limitati – down cycle
Reuse
Riutilizzo oggetti esistenti
Riutilizzo delle energie naturali fornite dalle risorse
Riutilizzo dei materiali di un oggetto per trasformarne la funzione
Regulate
Regolamenti dal governo
Regolamenti delle industrie
Auto-regolamento
Treviso, 3 dicembre ore 15.00/18.00, interventi di:
Marco Zito, designer e docente Università Iuav di Venezia (moderatore)
Bruce Fifield, Studio FiField
Salvatore Indriolo, designer
Giuseppe Avesani, elogico.net
Matteo Zamboni, Sustainable Design Week
Lucio Stramare, Stile Italiano – Punti di Vista
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Playing the Sustainability è la collezione di accessori trasformabili realizzata da di Irene Capra (studentessa del claTEM - IUAV). In natura, i rifiuti derivanti da sistemi biologici diventano utili per la crescita di altri sistemi biologici; in Playing the Sustainability il design e le proprietà specifiche dei quattro accessori di partenza forniscono gli elementi necessari per generare ulteriori accessori.
La borsa in mostra si trasforma in scarpa. Le altre due borse della collezione diventano rispettivamente abito, pochette e scarpa oppure cappello con frontino, cappello a zuccotto e cintura, mentre la cintura diventa sandalo.
Borsa/scarpe: seguendo le istruzioni dalla borsa si ottiene un paio di scarpe. Il passaggio al secondo accessorio è irreversibile: la morte del primo oggetto consente la vita di un nuovo e diverso oggetto.
1_ Trattare i due pezzi separatamente per creare un paio di scarpe. La parte più chiara è quella a contatto con il piede, che verrà infilato nella fessura che è il manico della borsa.
2_ Sfilare il laccio nero dalla forma rettangolare, avendo cura di non tagliare il filo, che servirà per realizzare le scarpe.
3_ Unire le estremità della parte con i fori in linea retta.
4_ Cucire le due parti assieme inserendo i fili negli appositi fori.
5_ Infilare il laccio nei buchi e arricciare dove necessario.
6_ Ripetere le operazioni da 2 a 5 per la seconda scarpa.
Upptagen Vinter è la collezione di accessori in pelle e fili colorati progettata da Denise Petenò (studente del claTEM - IUAV). Le borse, le cinture, e i cappelli di questa liena sono caratterizzati dai fili che alludono al tema del recupero di materiali elettronici, estremamente difficili da smaltire.
Upptagen Vinter si promone di sensibilizzare gli utenti sul tema del e-waste che è oggi al centro dell’interesse di aziende e ricercatori. Lavorando sull’idea di riciclo, il materiale di scarto diventa in questi prodotti elemento decorativo e strutturale di questi accessori.

Reverse è un veicolo anfibio a propulsione ibrida (oleodinamica a “step”), in grado di muoversi agilmente sia sul terreno che in acqua. Un mezzo biposto non inquinante, semplice ed essenziale, caratterizzato da un telaio simmetrico che ne permette la bidirezionalità e un’ottimale distribuzione delle masse.
La superficie trasparente ruotabile sul telaio può assumere due posizioni: quella superiore ha funzione di cupolino, utile nell’uso terrestre per ripararsi dagli agenti atmosferici, mentre quella inferiore permette la galleggiabilità e la navigazione acquatica, garantita dallo sterzo anteriore con funzione di timone e dalle ruote motrici equipaggiate da cerchioni “palettati”.
Il progetto è stato ideato da Manuel Mingardo, studente del clasDIP.

Arianna coniuga innovazione ed originalità per creare oggetti d’arredo economici ed eco-compatibili, attraverso la valorizzazione di un materiale nobile e naturale come la carta.
Progettati da Francesca Busato, Gilberto Carnielli e Federica Menani (studenti clasDIP - IUAV) le lampade, le sedute e i complementi sono tutti lavorati artigianalmente utilizzando un filato di carta: oltre a salvaguardare l’ambiente, perché riclati e riciclabili.
Winding Volutes è la collezione di accessori ispirata alle forme organiche di un’idea stilizzata di natura, intesa come codice visivo e costruttivo per progettare forme belle e funzionali.
L’intera collezione, progettata da Susanna Battistutto (studentessa del claTEM - IUAV), si basa sull’utilizzo di materiali come la pelle naturale, caratterizzate da un trattamento chimico estremamente ridotto e dall’utilizzo di un metodo di tintura manuale basato su colori ad acqua rendono minimo l’impatto ambientale e permettono il totale riciclo dei materiali componenti.

Progettati da Cristian Tittoto (studente del clasDIP - IUAV), Pallet sono tre complementi di arredo modulari realizzati con il legno dei bancali.
Appendiabiti, libreria e sgabello sono caratterizzati da un semplice sistema di giunti mobili che facilitano le operazioni di montaggio e smontaggio senza la necessità di dover utilizzare alcun utensile.

Jugglin è la sedia home/office che pernette di mantienere dinamica la posizione della seduta durante le ore di lavoro, trasformando la tensione normalmente accumulata in un possibile movimento di sfogo circoscritto nello spazio.
Jugglin è costituita da una nuova tipologia di multistrato che alterna ai comuni fogli di legno, impiegati nella normale produzione dei compensati, strati o pannelli derivati dalla lavorazione di polpa di carta e legno di secondo uso. I fogli, incollati con una resina di origine naturale, possono essere lavorati come un normale multistrato conservando le medesime proprietà del legno.
Jugglin è stato progettato da Eleonora Castellarin studentessa del clasDIP - IUAV.

Puzzlock è la rivisitazione del pedale delle tradizionali biciclette da città progettato in modo da poter essere utilizzato sia come pedale che come luccetto.
Il progetto è formato da tre parti: la pedivella, che si allunga verso la ruota; il pedale, che si apre per poter essere agganciato alla ruota; e un guscio, senza il quale non è possibile bloccare la pedivella e quindi pedalare.
Puzzlock è ideato da Filippo Andriolo (studente del claDIS - IUAV) è stato pensato per risolvere il problema dei furti delle biciclette nelle città permettendo agli utenti di avere il lucchetto sempre integrato nella bici.

Nel primo incontro di Sustain/ability si è trattato il tema della moda e della sostenibilità. I due termini che, a detta degli stessi relatori, presentano apparentemente delle grosse contraddizioni sono invece sempre più accostati al panorama internazionale della modae del fashion.
Favorita anche la recente crisi economica il binomio sostenibilità/moda sta permettendo uno sviluppo che, oltre all’aspetto etico della produzione, ha permesso anche delle nuove e interessanti riflessioni sulle modalità di utilizzo dei materiali e della stessa produzione dei capi.
Seguendo questa linea guida sono state esposte delle riflessioni sul fatto che la sostenibilità dell’uomo dipende dalla sostenibilità del pianeta e quindi risulta fondamentale per la Moda avviare un processo di “Redefinition of Luxury”, vale a dire di un lusso che diventi il “Bello ed Etico”. Si è inoltre ribadita l’importanza degli standard di Responsabilità Sociale d’Impresa per i marchi della moda, cosa che sino ad ora non si è ancora fatto a livello universale, ma che ha visto solo l’impegno di alcune aziende che in modo autonomo hanno fondato delle certificazioni che attestano le loro responsabilità sociali.
Infine sono stati presentati alcuni dei più interessanti casi italiani in cui i rapporti tra moda, designer, materiali e sostenibilità si sono rivelati come soluzioni vincenti. Tra questi Ethical Fashion, un progetto che mira a sviluppare creatività di giovani designer europei e la forza della grande distribuzione per aiutare le comunità svantaggiate dei paesi dell’ Africa; Cittadellarte Fashion B.E.S.T., un laboratorio di ricerca, distribuzione e comunicazione in cui interagiscono la creatività dei designer di moda con la responsabilità eco, etica e sostenibile della produzione tessile e dell’abbigliamento dalle materie prime al prodotto finito; e Sustainability-lab, un portale dei professionisti della moda ecosostenibile.
Treviso, 2 dicembre ore 11.00/13.00, interventi di:
Maria Luisa Frisa, Università Iuav di Venezia (moderatrice)
Anna Zegna, Camera Nazionale della Moda
Adriano Franchi, Alta Roma
Federica Ricci, Fondazione Pistoletto
Marco Ricchetti, Centro di Firenze per la Moda Italiana
Foto | Silvia Boschiero