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martedì 09 marzo 2010

"Home Sweet (Bus Stop) Home": le fermate dell'autobus arredate da Mark A. Reigelman

pubblicato da intweetion in: Accessori Interior design Designer Installazioni Interaction design Social Design Arredamento

Mark A. Reigelman

Le sue posate mangiucchiate “Bite”, hanno fatto il giro del web la scorsa settimana, complice anche il tema denunciato della fame nel mondo. L’interesse per Mark A. Reigelman II è comunque del tutto giustificato, visto che realizza da tempo prodotti di design e installazioni davvero valide, con un approccio obliquo e innovativo.

In collaborazione con lo studio che porta il suo nome, sfida continuamente i luoghi comuni con oggetti molto semplici e funzionali (molto belli i suoi “Stair Squares” e la sua sedia “Duct Tape”) oppure divertendosi a modificare con degli interventi spiazzanti i luoghi della nostra quotidianità.

E’ il caso di questa installazione denominata “Home Sweet (Bus Stop) Home” in cui modifica le pensiline utilizzate per attendere gli autobus in vere e proprie stanze. Piccoli ambienti eleganti, ricchissimi di dettagli, dove (nel caso specifico) prendere un tè alla luce di una lampada da tavolo. La provocazione è evidente e riguarda -con intelligente ironia- tutte le persone meno fortunate per cui certi spazi urbani diventano una risorsa. Un ottimo modo per ricordarcene.

The 1 Hour Design Challenge "Emergency Shelter": i vincitori

pubblicato da intweetion in: Designer Concorsi Young designer Interaction design Video Social Design Design sostenibile

Ispirati dalle tristi vicende di Haiti, gli organizzatori di “The 1 Hour Design Challenge” hanno deciso di darsi come tema gli “Emergency Shelter”: i rifugi di emergenza. Sessanta minuti concessi ai partecipanti per ideare una struttura robusta, leggera, pratica da trasportare e innovativa nella realizzazione.

I dieci vincitori sono stati proclamati dalla giuria e Core77, uno dei promotori, ha donato 500 dollari a Architecture For Humanity il progetto per aiutare l’Haiti Earthquake Support Program. Ad aggiudicarsi il primo premio (e la possibilità di vedere l’idea costruita nel concreto), è stato il l’industrial e interaction designer Dan Ostrowski con la sua “Life Tent”: una tenda gonfiabile munita di un sistema di localizzazione GPS e costruita in materiale repellente per gli insetti così da evitare il rischio di malaria.

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giovedì 18 febbraio 2010

UFOs una nuova campagna virale per Greenpeace

pubblicato da Cut-tv*e in: Social Design Advertising

Piacerà agli appassionati di Voyager questo breve virale ideato dall’agenzia romana The Name per Greenpeace. Sfruttando l’alto potenziale virale delle immagini che riprendono avvistamenti di dischi volanti, Greenpeace solleva una questione paradossale.

Gli esperti di ufologia lo sanno bene, il volo delle navicelle è caratterizzato da improvvisi scarti verso l’alto: dopo aver osservato l’ambiente terrestre, i dischi volanti si allontanano con movimenti repentini. Allora si domanda l’organizzazione ambientalista, Vi siete mai chiesti perché se ne vanno sempre?

Questa volta la risposta è retorica, con buona pace del caro Giacobbo almeno in questo caso non c’è nessun mistero, solo l’amara consapevolezza dell’invivibilità del nostro pianeta. E la capacità, ancora una volta, delle campagne sociali, di farci riflettere cogliendoci alla sprovvista, mentre sorridiamo.

Via | Ibelieveinadv.com

giovedì 11 febbraio 2010

Design per Haiti: the Haiti Poster Project

pubblicato da Giulia in: Social Design Graphic Design

haiti poster project

“As designers, we have the collective ability to do what we love, AND to create a difference”. Con questo spirito, The Haiti Poster Project lancia una richiesta di aiuto alla community internazionale dei graphic designer per sostenere la popolazione di Haiti attraverso la realizzazione di un poster dedicato all’isola caraibica.

Il termine ultimo per progettare, stampare e spedire gli artwork è fissato al 15 marzo, dopo di chè tutti i contributi pervenuti, firmati da ogni artista e in tiratura massima di 100 esemplari, verranno messi in vendita. Ambizioso l’obiettivo degli organizzatori, Leif Steiner e Joshs Higgins, che puntano a raccogliere 1 milione di dollari da donare a Medici Senza Frontiere.

L’iniziativa ripropone una formula già utilizzata con successo in due precedenti occasioni: nel 2005 con l’Hurricane Poster Project, dedicato alla popolazione di New Orleans colpita da Katrina, e nel 2007 con il So-Cal Fire Poster Project, per sostenere le vittime degli incendi che devastarono la California del Sud.

Via | The Daily Heller

lunedì 08 febbraio 2010

Active Design Guidelines, linee guida contro l'obesità

pubblicato da Giulia in: Libri Social Design Graphic Design

active design guidelines

In una società affetta dall’obesità, anche i progettisti sono chiamati in causa per favorire, attraverso i loro lavori, uno stile di vita più attivo. Almeno, questo è quanto succede negli Stati Uniti, dove il Comune di New York ha appena rilasciato una pubblicazione che promuove la diffusione di strategie destinate allo sviluppo di edifici, strade e luoghi di aggregazione più salutari.

Ma, in pratica, in cosa si traducono le linee guida di Active Design Guidelines? Tra i moltissimi spunti, che si possono liberamente scaricare dal sito, troviamo ad esempio indicazioni su come progettare scale, parchi e aree pedonali, ma anche panorami urbani (alias “streetscapes”) che incoraggino la voglia di farsi una bella passeggiata in città. Un esempio da importare anche in Italia per incoraggiare gli investimenti a favore di spazi pubblici più consapevoli, vivibili e, scusate se è poco, più belli.

Via | Personal Report

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venerdì 05 febbraio 2010

A Bassa Risoluzione, l'archivio barese degli spazi residui

pubblicato da Giulia in: Archivi online Social Design

archivio della bassa risoluzione

L’Archivio della Bassa Risoluzione è il progetto lanciato dal collettivo Radice Quadrata per catalogare gli spazi dismessi o in degrado della città di Bari. L’attività di rilevamento -ogni area viene infatti fotografata, descritta e archiviata per quartiere- è pensata come modalità di generazione di una nuova cartografia in grado di aprirsi ad interventi di rifunzionalizzazione e riappropriazione artistica.

Un modo, insomma, per riconsegnare questi spazi a progetti temporanei di artisti e creativi, ma anche, più semplicemente, una possibilità per interrogarsi sulla valorizzazione di tutte le aree urbane residue (o terzi paesaggi, per dirla come Gilles Clement, tra gli ispiratori riconosciuti del lavoro).

Via | Esterni

Rétrofuturs: "Software owner's manual"

pubblicato da intweetion in: Designer Social Design Modernariato Illustrazione Graphic Design

Rétrofutur-Software owner's manual

Occhei, confesso: ho usato un altro dei moniker del nostro amato Stéphane Massa-Bidal nel titolo per non ripetermi. Detto questo, siamo davanti alla nuova, ennesima ideona di uno dei nostri graphic designer preferiti. Il talentaccio francese anche conosciuto come Hulk4598 non sbaglia nel mettere a segno neanche un colpo.

Dopo aver preso in giro i social network con la serie Web Services Covers Therapy e aver analizzato i limiti dell’attaccamento alle innovazioni tecnologiche con la sua Sociology of Objects, indirizza la sua dissacrante creatività verso i manuali dei software più noti di casa Adobe.

L’approccio è il solito: eleganza retro, caratteri da tipografia vecchio stampo e poche, incisive frasi ben piazzate nel montaggio della pagina a farci riflettere su quanti troppo spesso si credono partecipi del processo creativo solo perché padroneggiano i mezzi per realizzare le proprie idee. Fare qualcosa di buono va ben oltre un’immagine da decine di mega o la maestria con le curve di Bezier. D’altronde, come stigmatizza lui stesso: “To draw you must close your eyes and sing“. Impagabile.
Dopo il salto, la gallery dei poster. Potete informarvi per l’acquisto a questo indirizzo.

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giovedì 28 gennaio 2010

Portable Light, la lampada in tessuto solare che promuove lo sviluppo

pubblicato da Giulia in: Illuminazione Designer Concorsi Eco design Social Design

portable light

Sono due miliardi, nel mondo, le persone che non hanno accesso diretto all’elettricità. A loro - una quasi maggioranza esclusa dagli interessi della progettazione- guarda la Portable Light, una lampada ricaricabile ad energia solare nata da un’idea della ricercatrice Sheila Kennedy.

Il progetto pilota, sviluppato al Mit e quindi ingegnerizzato dallo studio Kva mat in un’ottica non profit, integra pannelli solari flessibili all’interno di stoffe e tendaggi. Stiamo parlando di quello che, in gergo, prende il nome di tessuto solare, un materiale in grado di accumulare energia durante il giorno per reimpiegarla nello stesso oggetto durante la notte. In questo caso, poi, la tecnologia di Portable Lights si può anche applicare ai tessuti di borse e oggetti domestici, facilitando l’impiego e la diffusione di questo device nella cultura locale.

Inizialmente realizzata per una comunità dell’area messicana della Sierra Madre, Portable Light è stata sperimentata anche in altre realtà dell’America Latina, dal Nicaragua al Brasile. Un impegno che ha ora trovato un riconoscimento nel prestigioso premio Index, dove la lampada è tra i finalisti.

Via | Elle Decor

martedì 19 gennaio 2010

Buchstabenmuseum, il museo delle lettere di Berlino

pubblicato da Cut-tv in: Mostre Tipografia Social Design

Buchstabenmuseum, il  museo delle lettere di Berlino

Per tutti voi graphic designer e maniaci del lettering, dopo la segnalazione del Neon Museum di Las Vegas, ecco un’altra meta di pellegrinaggio, questa volta un po’ più raggiungibile. Si tratta del Buchstabenmuseum, il Museo delle Lettere di Berlino.

Un piccolo museo che dal 2005 raccoglie insegne, caratteri tridimensionali, frammenti di scritte, oggetti tipografici che negli anni, nei decenni passati, hanno fatto parte del panorama di una delle città più interessanti della vecchia Europa. Se doveste decidere di visitarlo, qui trovate indicazioni per raggiungerlo e gli orari per visitarlo.

Via | Core77.com

Buchstabenmuseum, il museo delle lettere di Berlino
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sabato 09 gennaio 2010

The Wheely, il rifugio per gli homeless

pubblicato da olivia in: Curiosità Social Design Design sostenibile

The Wheely è una creazione che tenta di mettere il design al servizio del sociale: si tratta di un rifugio per senzatetto, impermeabile, resistente e mobile.

Come suggerisce il nome infatti, Wheely è estremamente facile da trasportare, come se si trattasse davvero di una ruota; una volta fermo e aperto, offre un riparo al suo possessore.

Wheely è realizzato con materiali completamente riciclati dallo studio Zo-Loft Architecture and Design.

Via | DesignTalk

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