
Slava, graphic designer, è uno dei rari creativi che sanno accostare magistralmente tanto la fotografia quanto la grafica e il lettering. Il suo genio non risiede nell’amalgamare questi elementi, il cui risultato sarebbe sporco o barocco, quanto nel saper cogliere le analogie tra immagine e forma, e farle convivere producendo valore aggiunto.
Il suo sito costituito praticamente solo di immagini, è agile e accattivante. Fotografia, lettering, identity, pittogrammi e illustrazioni sono tutte applicazioni concrete della sua poetica di sintesi e gusto per la meraviglia.
Non sarà un caso che sia del Kazakhstan: Slava ha infatti lo stile rigoroso e immaginifico dell’Europa, e quello essenziale e sospeso dell’Asia. Guardare i suoi lavori, curiosare nel suo sito, è una boccata d’aria fresca, di novità perfette nel loro equilibrio.
Scritto e riveduto dal graphic designer olandese Joep Pohlen a partire dal 2002, Letter Fountain si può considerare senza ombra di dubbio un classico della letteratura sulla tipografia, in cui ogni carattere dell’alfabeto viene analizzato nella sua anatomia e declinato in più di 150 font, indicizzati per funzione e per studi tipografici storici.
La storia dei caratteri stampati, l’avvento del digitale, l’eterno confronto tra serif e sans vengono raccontati nelle 640 pagine di questo sostanzioso volume, che da oggi, grazie a Taschen, diventa anche un sito, Letterfountain.com per svolgere un importante compito come strumento didattico. Insegnanti e studenti potranno infatti scaricare gratuitamente (non è neanche necessaria l’iscrizione) schemi, esempi, timeline, esercizi e addirittura l’intera bibliografia dell’opera.

Un sistema affascinante, creato per scoprire il colore di qualsiasi cosa, interrogando e aggregando i dati delle immagini presenti nel database di Flickr, la popolarissima comunità online per condividere le proprie foto. “The Color Of” è un tentativo di rispondere ad una domanda potenzialmente complessa e decisamente ‘astratta’ in modo obiettivo, utilizzando un semplice algoritmo e applicandolo a dei dati provenienti da percezioni soggettive.
Ideato da Fung Kwok Pan, l’algoritmo nello specifico, calcola la media dei valori del colore dei pixel contenuti nelle immagini legate alla parola di ricerca, visualizzando il risultato in modo incrementale, man mano che ogni immagine viene caricata. Le ulteriori interpretazioni sono poi lasciate completamente alle intuizioni dell’utente.

Mappare letteralmente la computer graphics intorno al mondo? Da pochi mesi a questa parte lo fa il sito CGStudioMap.com che con un’interfaccia semplice e chiara, evidenzia su un planisfero la collocazione geografica di studi e creativi del disegno e dell’animazione digitale.
Una sorta di censimento, ovviamente basato sull’immancabile Google Map, per monitorare le realtà esistenti e per metterle in contatto, ma anche per creare occasioni d’incontro, attraverso segnalazioni di eventi, conferenze, worskshop intorno al mondo.
Una community di professionisti che si va allargando, con la possibilità di auto-candidarsi per entrare a far parte della mappa, specificando non solo la provenienza geografica, ma anche il settore di interesse e addirittura i software che si utilizzano. Al momento le realtà italiane segnalate non sono molte, quindi se credete di poter rientrare nella categoria, perché non aggiungere anche il vostro nome?
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Le silhouette del dondolino Eames e del tavolino da caffè Noguchi, del Ball Clock di Nelson o del Marshmallow Sofa: in tutto ventiquattro icone mid-century modern da scaricare gratuitamente in versione pdf o in un file vettoriale per essere impiegate in ogni contesto che la vostra fantasia vi suggerisca.
Ventiquattro capolavori del design internazionale progettati dai più grandi maestri tra il 1929 e il 1962 sono riprodotti in questa piccola collezione di immagini assemblata dal sito americano dedicato al fai-da-te Curbly che festeggia in questi giorni il mese dedicato al modernismo. Per avere il set Icons of Modern Design seguite le istruzioni che trovate in questo articolo.

Meno di una settimana a San Valentino e siete ancora alla ricerca del regalo giusto da fare alla vostra dolce metà appassionata di design e di oggetti particolari? Lui (o lei) non si schioda da monitor e tastiera neanche con la forza? Siete fidanzati un un nerd impenitente e non sapete come stupirlo dimostrandogli il vostro affetto con un dono?
La soluzione (o almeno una di quelle possibili) può essere “Nerd Valentine“. Il nome dice tutto: un sito (sulla piattaforma di Tumblr) che vi propone una serie di oggetti da poter regalare a chi è appassionato di tecnologia, design, oggettistica. I consigli sono moltissimi e - ovviamente - validi tutto l’anno, nonostante siano principalmente selezionati per l’occasione. La gallery finisce inoltre per essere un buon compendio di alcuni dei prodotti più interessanti in circolazione.

Dopo avervi proposto gli otto ebook gratuiti sul design, vi segnaliamo un link dove poter scaricare gratuitamente sette testi in formato elettronico per orientarsi nel campo dei caratteri tipografici e del loro utilizzo più funzionale.
Pur concordando sul fatto che sia il contenuto l’aspetto più importante di qualsiasi realizzazione che coinvolge l’utilizzo di un testo, è bene sapere come renderlo visibile, integrarlo al resto del lavoro. Scegliere il font che valorizzi adeguatamente il messaggio. Dal web al graphic design, fino a un testo che ci illustra i più comuni errori tipografici, questi sette ebook sono una piccola ma preziosa risorsa.

D’accordo, non sarà come averlo in casa, tutto intero e comodo da consultare, ma questo “American Trademark Designs” di Barbara Baer Capitman, pubblicato per la prima volta nel 1976 negli Stati Uniti (e disponibile su Amazon a poco più di 10 dollari) è uno di quei volumi-guida imperdibili per gli appassionati di design grafico, quindi vale la pena di sfogliarlo anche solo in formato elettronico.
Sono 732 tra marchi, logo e simboli legati alla corporate-identity le immagini presenti nel testo, divise per categorie: ‘entertainment’, ‘heavy industry’, ‘food’ e ‘beverage’. L’originale è un libro di 160 pagine, su Google Books trovate una gustosa anteprima di sedici pagine che rendono molto bene l’idea dell’utilità (e del fascino) di questo compendio. Fatevi un regalo.

“Sharing, celebrating and enhancing the world’s visual language”: semplice e coinciso il messaggio di Edward Boatman, la mente dietro questo “The Noun Project“. L’idea con cui è partito era quella di raccogliere, organizzare e aggiungere tutti i simboli più facilmente riconoscibili tra quelli utilizzati quotidianamente nel fare ricorso al linguaggio visuale.
Un compendio utile e gratuito per favorire la comunicazione: ogni elemento può essere liberamente scaricato e utilizzato sotto licenza Creative Commons. Buona anche l’idea di dare la possibilità di iscriversi alla mailing list per rimanere aggiornati sui nuovi simboli disponibili.

Uno spazio comune, una risorsa per chi lavora in proprio e può contribuire con contatti, creatività individuale e suggerimenti. The Design Office (la sede è a Providence, nello stato di Rhode Island) somiglia moltissimo a una factory, in cui ognuno dei membri mette a disposizione spazi, materiali e competenze. Un luogo dove le persone lavorano e pensano insieme.
Ogni designer lavora sulle proprie commissioni (da solo o in collaborazione con gli altri) oppure sviluppa progetti ancora non commissionati, da proporre e distribuire su vari media. Oltre ai progetti, The Design Office nel tempo sta accumulando un insieme di risorse per soci e ospiti esterni. Nonostante siano chiuse (per il momento) le iscrizioni per le posizioni a tempo pieno, si possono presentare proposte per utilizzare lo spazio o le attrezzature. Una realtà da tenere decisamente sott’occhio.