Amo le vecchie foto. Ammetto di essere una fotografa ficcanaso. Appena metto piede in case altrui, comincio a fiutarle. Molti di noi sono affascinati dal loro look retrò, ma per me è molto più interessante immaginare come starebbe la gente se le ricostruissero oggi… Qualche mese fa ho deciso di fare davvero così. Allora, con la mia macchina fotografica, ho iniziato a invitare le persone a tornare al loro futuro.
Probabilmente vi sarà capitato in giro di vedere qualche esempio di foto accoppiate, apparentemente simili, ma con la sostanziale differenza che i soggetti a sinistra siano più giovani di circa una ventina d’anni, pur tuttavia conservando forti somiglianze con quelli di destra.
La creatrice di questo progetto, chiamato giustamente Back to the Future, è Irina Wening, fotografa di Buenos Aires, che come lei stessa dice ha voluto ricreare gli stessi contesti degli anni passati, con gli stessi soggetti, solo un po’ più cresciuti. È anche possibile andare su questo sito e provvedere da sé a caricare le foto.
Gli effetti che si hanno dei lavori di Irina sono tutti molto delicati e simpatici, perché è impossibile non provare tenerezza e simpatia vedendo dei bambini a sinistra, e gli stessi a destra, ma in pose ormai assurde e improbabili. Particolarmente toccante è la foto di quel bambino che a sinistra piccona un famoso muro, e a destra si ritrova una ventina di anni più tardi solo di fronte alla targa di quel muro.
Raramente inizio con una storia specifica in mente, se prima non mi si assegna qualcosa. Una storia si sviluppa mentre lavoro, o si rivela quando un pezzo è finito. Le figure e le immagini possono provenire da storie, di solito autobiografiche, ma poi assumono una vita propria. Alcune immagini possono anche ripetersi, a causa della mia vita.
Il premiato pittore e illustratore Bill Carman, coreano, vive e lavora negli Stati Uniti. Dopo il successo del suo ultimo libro per bambini ‘What’s that noise?’ l’artista ha tra le mani ancora altri progetti.
L’amore di Carman per i dettagli nei disegni fa si che di solito questi contengano un elemento che dia alle immagini qualcosa di divertente. Nel suo mondo ci sono trote con maschere da orso, oppure orsi con un minuscolo naso da maiale, il che fa sempre passare indisturbati i soggetti.

Limitato a sole 200 copie numerate, “Hadid, Complete Works 1979–2009, Art Edition” è un prezioso volume che ripercorre le tappe più importanti del lavoro della grande Zaha Hadid, uno degli architetti più apprezzati e controversi del contemporaneo.
Questa lussuosa Art Edition, venduta in una scatola progettata dalla stessa Hadid e ispirata alle fattezze del suo MAXXI di Roma, propone bellissimi progetti che in questi anni si sono distinti in tutto il mondo vincendo numerosi premi.
Anche se qualche anno addietro qualcuno criticava il lavoro della Hadid sostenendo che molti dei suoi edifici fossero di fatto irrealizzabili, l’architetto ha portato a termine molti di essi realizzando strutture incredibili come il Rosenthal Center for Contemporary Art a Cincinnati, il Phaeno Science Center a Wolfsburg, Germania, e il Central Building of the new BMW Assembly Plant a Leipzig.
Continua a leggere: Hadid, Complete Works 1979–2009, Art Edition

Dal talento e la creatività senza limiti di Gemma Correll, una nuova idea che unisce illustrazione e lifestyle. What I Wore Today (…in drawings) è -come suggerisce il titolo- un gruppo in cui disegnatori e designers sono invitati a pubblicare un autoritratto che illustri il loro abbigliamento dopo aver perlustrato l’armadio. Una selezione delle immagini, viene inserita poi dalla stessa Correll sul blog omonimo.
Il risultato è una galleria che racconta l’umore di certe giornate e insoliti accenni biografici, regala ottime illustrazioni e suggerisce -perché no?- anche dei possibili outfit.
(immagine è di Alma Rosa)

Un diamante è per sempre! Questa pietra preziosa che da sempre rappresenta il desiderio proibito di molte donne tanto che è arrivata ad essere eletta come simbolo dell’amore eterno, oggi può essere resa ancora più speciale grazie ad un processo di nanofotografia.
La procedura, nota come DiamondPure, permette di incastonare in modo permanente le proprie foto ad alta definizione su diamanti di ogni dimensione.
L’inserimento delle foto non influenza minimamente la purezza e la brillantezza del diamante, ma esse sono invisibili ad occhio nudo; per poter apprezzare gli inserimenti è indispensabile utilizzare il dispositivo portatile GemmaView.
In questo modo i diamanti, nella versione personalizzata con foto, sono ancor di più il regalo perfetto per festeggiare ogni occasione.
Via | Bornrich.org
Italia: Design_kit è un’iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenera ogni volta che un intervistato suggerisce il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è l’illustratice Valentina Sedda di Blackpio, da Oristano a Milano, da Milano a noi.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Mi chiamo Valentina e sono un cartone animato. Invento il mondo nel quale vivo e i personaggi dai quali mi piace farmi circondare, riempio spazi vuoti e creo spazi nuovi con campiture di colore rassicuranti e profonde.
Scilla Mantovani ha una vasta esperienza come Set Stylist, si occupa di tutto quello che concerne il backstage di un catalogo di design, dalla ricerca di location a quella di uno stile particolare, con un approccio innovativo e una passione per le vecchie icone anni 50.
Collabora con molte riviste e progetti di design, insieme a fotografi, grafici e architetti come Sergio Chimenti, Marco Covi, Beatrice Santiccioli, Tullia Pavesan, Moreno Di Giorgio, Alberto Moreu, Federico Ferrari, Artemio Croatto, e tanti altri…
… Nel tentativo di approfondire la conoscenza con il suo stile, gli abbiamo rivolto una serie di domande che in genere riserviamo a giovani designer o aspiranti tali, perché la sua esperienza è tanta ma il suo spirito e la voglia di crescere è quella di una giovanissima.
Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è il Graphic designer Paolo Palma, art director di HEADS Collective di Treviso, invitato da Marco Zavagno e Enrica Cavarzan dello Studio Zaven.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
“I personally asked Paolo to include these words in his book because even though I know that seeing his work is enough, I wanted to tell you his secret … 14 hour a day dedication mixed whith a true and honest passion for graphic design. All that cooked with the heart of a farmer and the soul of an enginner”. Queste sono le parole di Carlos Casas, collega e amico per l’introduzione di un libro sul mio lavoro. In sintesi, mi occupo di graphic design con particolare interesse per la tipografia.
Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
Gli ospiti di oggi sono Marco Zavagno ed Enrica Cavarzan dello Studio Zaven di Venezia, invitati da Alessandra Pasetti.
Chi siete, cosa fate e come vi piace farlo.
Siamo Marco Zavagno ed Enrica Cavarzan, abbiamo fondato Zaven nel 2004. Lo studio è una piattaforma multidisciplinare, nel quale seguiamo progetti di design di prodotto, di interni, di grafica e di comunicazione, a volte realizziamo idee che sconfinano nel mondo dell’arte. Lavorare e ricercare in diverse discipline ci permette di metterci sempre in discussione e ci fornisce molti spunti di contaminazione sempre utili a migliorarci e a migliorare i nostri progetti.
Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è l’Industrial, Interior e Graphic designer Monica Graffeo di Cordenons in provincia di Pordenone, invitata da Luca Nichetto.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Sono appassionata del mio lavoro, anche se fino ad ora non sono riuscita a fare quello che veramente avrei voluto, ma prima o poi ci riuscirò! Uscita di scuola, ormai 12 anni fa!, vedevo il design come una missione, un modo per migliorare il mondo, ripensare agli oggetti, soprattutto quelli legati alla disabilità, alla sanità, alla povertà nel mondo. Poi l’impatto con il mondo reale mi ha reso consapevole che l’utopia era fuori moda anche tra gli addetti ai lavori di questi settori, quindi ho deciso che per arrivare a dare un buon contributo, avrei dovuto diventare una progettista professionista e solo allora ( forse ) ce l’avrei fatta. In realtà oggi, grazie a designer più coraggiosi di me, questi settori sono già stati toccati dal design con esiti splendidi, anche se solo in parte. Insomma, prima o poi, spero di riuscire a lavorare in uno di questi settori legati al sociale, con un occhio più consapevole, speranzoso ma meno utopico. Nel frattempo mi occupo d’arredamento un po’ per caso, anche se ormai mi diverte. Quando sviluppo un progetto, mi piace individuarne quella che potremmo definire la forte anima concettuale, che può essere l’uso di un materiale, nuovo o antico, il senso d’uso di un oggetto, la sua immagine iconografica… L’idea che mi piace inseguire è quella di oggetti che abbiano una loro identità, personaggi attivi nel creare il carattere dell’ambiente in cui viviamo.