Ecco un nuovo elemento a sostegno dell’ipotesi che l’iPad veda tra i suoi impieghi migliori quello di strumento didattico e d’intrattenimento per i più piccoli: il magazine per bambini Timbuktu infatti nasce proprio per integrare le due funzioni.
È un progetto tutto italiano, nato dalla collaborazione tra designer, illustratori, scrittori e fotografi con l’intento di raccontare storie ad alto tasso di interattività, attraverso i più innovativi metodi educativi e soprattutto di messa in scena di notizie e racconti.
Il primo numero, dedicato al mondo artico, è già in vendita nell’Apple Store. Su YouTube invece trovate un video in cui la direttrice Elena Favillo, la direttrice creativa Francesca Cavallo, l’art director Olimpia Zagnoli e l’interactive designer Julian Koschwitz raccontano la genesi del progetto.

L’inventore dei “Simpson” Matt Groening, il chitarrista dei Rolling Stones Keith Richards, il fotografo di moda Rankin, il creatore di “The Office” Ricky Gervais: sono solo alcuni degli artisti chiamati a festeggiare il ventesimo anniversario dell’edizione UK della rivista “Esquire”. Venti diverse copertine per altrettanti nomi celebri, che hanno interpretato - ognuno secondo il suo stile - lo spirito del magazine.
Tra i lavori più suggestivi del progetto “Take Cover”, quello consegnato dallo storico produttore di videogiochi “Rockstar Games” (”Grand Theft Auto” e “Red Dead Redemption” due dei suoi titoli più famosi) che ha contribuito con un illustrazione davvero efficace e straniante in cui alcuni elementi di una natura decadente vanno a comporre la lettera ‘R’.
“La nostra copertina, è stata disegnata per rispecchiare il decadimento che accompagna tutte le cose belle e merita uno sguardo attento: non solo è più inquietante di quanto non appaia a prima vista, ma potreste riconoscere dei dettagli che rimandano ai giochi che abbiamo prodotto negli anni”, spiegano. Volevano sorprenderci? Missione compiuta.
Stop Motion Digital Magazine Cover from Adam Voorhes on Vimeo.
Un magazine con una copertina animata? Nel web 2.0 si può e il fotografo americano Adam Voorhes in collaborazione con l’illustratore Will Bryant ne ha realizzata una per il trimestrale Signature, l’house organ di Bluetooth. Il risultato è una divertente stop motion che vede Bryant all’opera.
Voorhes infatti ha ripreso a passo uno l’illustratore mentre procedeva a riempire con i suoi disegni intricati una lavagna grande come un’intera parete. Il centro dell’illustrazione è anche il titolo del numero, “Theory of Connectivity” e sul sito di Bluetooth potete sfogliare la rivista che si aprirà proprio con la copertina animata.
Via | Poppytalk
Che noia tutte queste mode nel design. Le ritroviamo ovunque. E’ giunto il tempo di dire basta. In che modo?
Con una nuova rivista, dicono Elliott Scott and Christopher Doyle, che documenti le cose che abbiamo visto e stravisto e che proprio non digeriamo più. Per non diventare noi stessi preda di soluzioni oramai abusate. Ad esempio? Scatti a portfolio iperstitlizzati, shopper personalizzati con l’ennesimo logo, immagini su internet dei nostri appartamenti eclettici e ritoccati.
Disponibile in un’edizione limitata di 1000 copie, This year I will try not to è acquistabile online. Un’ispirazione possibile per aprirsi con più libertà a qualcosa di nuovo, sempre utile nei momenti di ripresa scolastica o lavorativa.
Via | Swiss Miss
Print Is Not Dead from Anthology Magazine on Vimeo.
Anthology è una neonata rivista statunitense di lifestyle, che si propone di raccontare con approccio narrativo il mondo del design, dei viaggi, dell’ home décor e della cultura in generale. Con lo slogan Prin is not Dead, il magazine uscirà coraggiosamente nelle edicole di tutta America.
Per pubblicizzare l’uscita del primo numero, previsto il prossimo ottobre, la fotografa Thayer Allyson Gowdy ha realizzato un trailer in stop-motion
utilizzando una modella in carne e ossa attorno a cui ruota un mondo di cartone, proprio a sottolineare la fisicità e l’importanza della carta per questa nuova operazione editoriale. Simpatico lancio per una pubblicazione che promette d’essere una collezione di storie.

Klat è un magazine italiano che pur occupandosi di cultura visiva, arte, architettura, design, lo fa ripartendo dalle parole e lo dichiara fin dal nome (Klat è la parola talk al contrario). Klat infatti è un magazine basato interamente su una serie di interviste.
Il trimestrale, arrivato ora al terzo numero, ospita pensieri, domande e risposte di personaggi come Maarten Baas a Giulio Iachetti, gli architetti Florian Idenburg e Markus Miessen, l’interactive designer John Maeda, l’artista Walter Niedermayr, il collettivo Richard Sympson e infine Oliviero Toscani.
Sia in versione cartacea, sia in pdf, per PC, Mac e iPad, lo si può acquistare direttamente dal sito, ma Klaps, che è pubblicato in doppia lingua, italiano/inglese, è distribuito anche in edicole, librerie, concept store, in Italia e all’estero. La copertina di questo numero è della disegnatrice argentina Ana Carucci.

Impressionante (è il caso di dirlo) lavoro di alcune delle menti più talentuose e capaci in circolazione. “If I were president” è il ‘gioco’ di un appassionato di videogame, il delirio di onnipotenza di un gamer incallito. L’architettura come sarebbe se a decidere le sorti dell’urbanistica fossero dei fulminati che trascorrono il giorno con un pad in mano.
Ci si sono messi in tre: Joseph Ford, geniale fotografo che ha recentemente realizzato una splendida campagna per HP. Antoine Mairot, grafico specializzato in render e 3D e Mohamed Bareche che ha curato la direzione artistica. Tutto per un articolo sul nuovo numero di Amusement.
Tre immagini di altrettanti edifici immaginari. Uno che richiama lo storico NES della Nintendo, il secondo che trasforma la PS3 in un grattacielo e il terzo che ritrae una DS in cantiere come un possibile spazio museale con tanto di pannelli solari al posto dello schermo. Dopo il salto, le immagini ad alta risoluzione (via).
Continua a leggere: "If I were president": l'architettura ispirata alle console

Siete curiosi di scoprire quali sono gli psicofarmaci più prescitti dai nostri dottori? Ci pensa un’infografica della rivista Good, di cui vi abbiamo già parlato in precedenza, a fornirvi la risposta. Che ci permette di scoprire molte cose: lo Xanax guida la partita, il Prozac lo segue a metà batteria mentre il Valium perde colpi piazzandosi ultimo in classifica.
Peccato, però che il dato valga solo per gli USA. Cosa scopriremmo se il dato riguardasse l’Italia?
Via | Cool Hunting
E poi di parla della velocità dei blog. Per non parlare di strumenti ben più rapidi e istantanei, vedi Twitter. Dagli Stati Uniti, c’è chi ha provato a forzare i vincoli della carta stampata con un prodotto fatto letteralmente a tempo di record: solo 48 ore, infatti, sono state impiegate per raccogliere, scrivere, fotografare ed impaginare tutti i contenuti pubblicati nelle 60 pagine di una nuova rivista appena lanciata sul mercato editoriale.
Il giornale, che di questa rapidità ha fatto un emblema già a partire dal titolo, 48 Hour Magazine, un piccolo aiutino per la sua composizione ce l’ha però avuto. Molti contenuti, infatti, sono stati raccolti attraverso la selezione dei contributi inviati alla rivista da scrittori e creativi, circa 1500 da tutto il mondo.
Il primo numero, confezionato tra il 7 e l’8 maggio, è stato dedicato al tema dell’attività incessante (”hustle” in inglese, qualcosa a cavallo tra trambusto e fretta). Per una preview di tutta la rivista, potete consultare l’apposita pagina di MagCloud. Su Flickr, invece, il making off della rivista, tanto per non pensare che si tratti di una bufala.
Via | Swiss Miss

Food design, ricette, tablewear, design per la tavola, indicazioni su come come presentare i cibi, su servizi da tavola e pezzi vintage riciclati, consigli per allestimenti fai-da-te e soprattutto molte, splendide fotografie: il tutto in una nuova rivista da sfogliare, gratuitamente, sul web.
S’intitola Sweet Paul, dal nome del suo fondatore, il food e prop stylist, norvegese d’origine e newyorkese d’adozione, Paul Lowe. Già da qualche anno presente in rete con l’omonimo blog, Paul ha deciso ora di fare il salto e fondare una rivista per condividere e dare risalto al bagaglio di esperienze e contatti accumulati durante la sua intera carriera.
La convivialità e il gusto per il bello sembrano essere i valori principali su cui è costruito questo magazine che si ripromette di dare visibilità a designer e creativi, con link diretti ai prodotti presentati e interviste ai protagonisti. Sarebbe bello se in Italia, visto che quanto a cucina e stile non vogliamo farci dare lezioni da nessuno, nascessero iniziative simili.