
Andrew Neyer lavora come designer freelance, art director e illustratore a Cincinnati, in Ohio. Nel 2008 ha ricevuto il BFA in Printmaking dal Maryland Institute College of Art, e nel suo sito si possono trovare design, illustrazioni, pubblicazioni, nonché opere più pittoriche.
Per quel che riguarda la parte più illustrativa è ammirevole il suo stile estremamente asciutto e netto, senza in qualche caso far mancare apporti più pittorici, specialmente nei casi in cui utilizza il collage. Colori ben definiti, a volte più limpidi e lucenti, altre più tenui e opachi; ombre rese al tratteggio; linee semplici e definite, che non rendono pesanti i casi in cui si dedicano alla decorativismo.
Il papercraft è ormai una vera e propria tendenza, sculture tridimensionali realizzate con carta e cartoncino spiccano ormai spesso sulle copertine di libri e riviste. Poteva sottrarsi dall’ospitare un lavoro in papercraft sulla propria cover l’influente Icon Magazine?
Naturalmente no, e per farlo ha scelto l’eccellenza in questo campo, ovvero la coppia di designer francesi Zim & Zou che hanno realizzato, per il numero di Febbraio intitolato The Future of Food, un hamburger ostentatamente sintetico, dai colori neon e le forme poligonali, alimentato da una miriade di cavi colorati, come un novello Frankenstein.
Gluekit “How To Design A Product To Be Put on Display In An Art Exhibition” - Scion Video Art Series from Scion ART on Vimeo.
Il video che potete vedere qui sopra è stato prodotto da Gluekit in occasione della mostra “Un prodotto di design” durante la Scion Installation a Los Angeles. Si intitola “Come progettare un prodotto da esporre in una mostra d’arte”. Gli ingredienti non sono un mistero: intrigo, desiderio, forma, funzione, impulso, necessità, bellezza, fama.
Il risultato è un formidabile prontuario confezionato in un cofanetto nero, con all’interno decine di schede progettate e realizzate per una corretta esposizione. Anche la sola lettura dei titoli stimola e invoglia. Un vero e proprio kit di strumenti necessari per divenire un vero artist-designer di un magnifico prodotto. Tra i tanti: storia dell’arte, interazione delle forme, contrasti, teoria del colore, e molte altre utilità.
Quella del 2011 è la settima occasione in cui si costituisce una collezione di opere contemporanee, i cui ricavati sono destinati alla beneficenza delle organizzazioni no-profit, per supportare l’espressione artistica.
Gluekit è il nome utilizzato dai due designer americani Christopher Sleboda e Kathleen Sleboda per i loro progetti realizzati in collaborazione. Fin dal 2002 Gluekit si fa notare per i premi ricevuti e le centinaia di comparizioni su riviste e libri di grafica, tipografia e arte.
NEXT: The future of T-shirt graphics from T-world on Vimeo.
T-world è l’unica rivista che si occupa totalmente di T-shirt e del mondo legato a questo particolare tipo di indumento. Particolare perché, sebbene così comune, anzi proprio per la sua diffusione, la T-shirt è divenuta veicolo per eccellenza di comunicazione, soprattutto delle realtà più underground.
T-world è una rivista semestrale al cui centro pone i design dei vari artisti, writer, designer. Suo scopo è quello di promuovere etichette e autori in tutto il mondo. Si pensi che la T-world ha presentato 1000 T-shirt, 150 designer ed etichette, 40 esclusivi ritratti fotografici di Nicole Reed, e 15 T-shirt del futuro provenienti da importanti artisti e designer internazionali.
Con l’ultimo numero, T-world si propone con un nuovo formato e una nuova direzione. Il taglio sarà incentrato su New York, partendo dal famoso logo I love NY, che proprio grazie alle T-shirt ha viaggiato in tutto il mondo. Processo inevitabile se si tiene in considerazione che New York è la città in cui è nato l’hip-hop, i graffiti come arte, e artisti del calibro di Andy Warhol.
Proprio quest’ultimo, si legge nella rivista, è stato profetico nell’adoperare un solo e comune prodotto come la Campbell Soup, che esattamente come una T-shirt ha fatto dell’oggetto qualcosa di fortemente comunicativo e riconoscibile.
Paper Runway è un magazine australiano, arrivato in questi giorni al terzo numero, interamente dedicato alla carta e a tutte le attività creative che a questo miracoloso supporto sono legate: letterpress, illustrazione e papercut, prodotti di carta, collage e progetti fai-da-te, raccontati con grande attenzione alle immagini, al layout e naturalmente alla stampa e alla rilegatura.
Paper Runway infatti si può sfogliare online in versione Issuu, ma anche comprare in una versione cartacea stampata su carta riciclata al 100% e rilegata con cucitura a macchina. Sulla copertina di quest’ultimo numero, d’ispirazione festiva, i papercut dell’inglese Mr Yen.

Seth Smoot è un fotografo che vive a New York e pubblica per importanti riviste, oltre a fare reportage in terre straniere spesso poco battute. Forse da questo si può partire per capire molte sue foto.
A contrapporsi a un’immaginabile vita frenetica, confusa e logorante, ci sono alcune sue visioni che suggeriscono e vogliono portare agli occhi tutt’altro. Non sono immagini oniriche e incantate, eppure sanno rilassare e far riposare sulla contemplazione di scorci qualsiasi di quotidianità.
Seth riesce in questo tramite precise scelte di stile. Le stesse scelte che non solo un fotografo, ma anche un artista o un designer sono chiamati a fare. I soggetti -dicevamo- appartengono alla vita reale, e sono colti così come effettivamente si presentano, oppure ordinati, ma non per farli apparire falsamente più di quanto siano, ma semplicemente per mostrarne meglio la semplice bellezza.
Nozioni anatomiche, immagini che potrebbero anche impressionare, sono utilizzate per far risaltare una bellezza senza filtri, di pura estetica del corpo umano e dei suoi funzionamenti.
Pitture di modelle e pose probabilmente già viste, vengono rielaborate da un occhio demistificatore, dissacratore del quotidiano e del palese, fino anche a profanare quel bel vedere abituale, per indagarne la sacralità fin nel profondo, fino a un folle eccesso.
Come un bambino che smonta i propri giochi per conoscerne il funzionamento, come un uomo che prega per comprendere il mistero divino, Vicente gioca e riflette con l’immagine della donna, dai meccanismi insondabili, e dalle volontà inconoscibili.
Ecco un nuovo elemento a sostegno dell’ipotesi che l’iPad veda tra i suoi impieghi migliori quello di strumento didattico e d’intrattenimento per i più piccoli: il magazine per bambini Timbuktu infatti nasce proprio per integrare le due funzioni.
È un progetto tutto italiano, nato dalla collaborazione tra designer, illustratori, scrittori e fotografi con l’intento di raccontare storie ad alto tasso di interattività, attraverso i più innovativi metodi educativi e soprattutto di messa in scena di notizie e racconti.
Il primo numero, dedicato al mondo artico, è già in vendita nell’Apple Store. Su YouTube invece trovate un video in cui la direttrice Elena Favillo, la direttrice creativa Francesca Cavallo, l’art director Olimpia Zagnoli e l’interactive designer Julian Koschwitz raccontano la genesi del progetto.

L’inventore dei “Simpson” Matt Groening, il chitarrista dei Rolling Stones Keith Richards, il fotografo di moda Rankin, il creatore di “The Office” Ricky Gervais: sono solo alcuni degli artisti chiamati a festeggiare il ventesimo anniversario dell’edizione UK della rivista “Esquire”. Venti diverse copertine per altrettanti nomi celebri, che hanno interpretato - ognuno secondo il suo stile - lo spirito del magazine.
Tra i lavori più suggestivi del progetto “Take Cover”, quello consegnato dallo storico produttore di videogiochi “Rockstar Games” (”Grand Theft Auto” e “Red Dead Redemption” due dei suoi titoli più famosi) che ha contribuito con un illustrazione davvero efficace e straniante in cui alcuni elementi di una natura decadente vanno a comporre la lettera ‘R’.
“La nostra copertina, è stata disegnata per rispecchiare il decadimento che accompagna tutte le cose belle e merita uno sguardo attento: non solo è più inquietante di quanto non appaia a prima vista, ma potreste riconoscere dei dettagli che rimandano ai giochi che abbiamo prodotto negli anni”, spiegano. Volevano sorprenderci? Missione compiuta.
Stop Motion Digital Magazine Cover from Adam Voorhes on Vimeo.
Un magazine con una copertina animata? Nel web 2.0 si può e il fotografo americano Adam Voorhes in collaborazione con l’illustratore Will Bryant ne ha realizzata una per il trimestrale Signature, l’house organ di Bluetooth. Il risultato è una divertente stop motion che vede Bryant all’opera.
Voorhes infatti ha ripreso a passo uno l’illustratore mentre procedeva a riempire con i suoi disegni intricati una lavagna grande come un’intera parete. Il centro dell’illustrazione è anche il titolo del numero, “Theory of Connectivity” e sul sito di Bluetooth potete sfogliare la rivista che si aprirà proprio con la copertina animata.
Via | Poppytalk