
Generation, di Frauke Theilking
La fotografa tedesca Frauke Theilking ha concluso il suo progetto dal titolo “Generation”, dove ha voluto indagare le differenze e le somiglianze esistenti tra madri e figlie, e tra padri e figli, con risultati apparentemente ovvi, e invece nient’affatto scontati.
Le foto sono ridotte al mero soggetto, non essendoci alcuno sfondo particolare, giusto un fondale grigio, e non avendo le suddette coppie alcun vestito che potrebbe distrarre e rendere melensa e artefatta una somiglianza che invece è prettamente biologica.
L’effetto che ne deriva è che ci si trova davanti a due soggetti, non che si somiglino, ma che siano la stessa persona, tanto sono profonde le similitudini dei tratti somatici. Sembra che si sia davanti ad uno di quei filmati in cui le persone si fanno migliaia di foto nella medesima posa, ogni giorno, per anni, e lentamente si vede come cambiano.
C’è una differenza sostanziale però, perché nel caso dei filmati il soggetto è lo stesso, e si vede che cresce, matura, invecchia. Nelle foto di Frauke invece i soggetti sono due, e uno è canuto e rugoso, mentre l’altro, così tanto simile a lui, è giovane. Allo spettatore a ben vedere parrà che il tempo vada al contrario, oppure, più semplicemente e verosimilmente, si percepisce il tempo andare nel verso giusto, verso una nuova vita.
Via | My modern met

Le foto di Valentina Vannicola
Alla natura ho assegnato un ruolo da protagonista nei miei lavori; è indispensabile per garantire quell’aurea di sospensione che ho cercato di ricreare nelle immagini. Una natura invernale, cupa, piovosa, spesso deserta e infinita, che sviluppa un rapporto empatico con i personaggi che la popolano.
La mia terra di per se è già una perfetta scenografia, con le sue colline brulle, la desolata nebbia mattutina, i lividi corsi d’acqua. Questi luoghi sono fissati indelebilmente nella mia memoria, sono le mie radici e ogni volta che affronto un progetto mi scorrono davanti come messe in visione da un vecchio proiettore di diapositive.
Valentina Vannicola, fotografa, scenografa, costumista, quel che davvero fa è rendere reali le sue fantasie, i suoi sogni, che poi spesso coincidono con le fiabe, ma riviste e corrette attraverso la sua particolare visione, per questo il paesaggio è così importante, per lei proveniente dalla Maremma laziale vicino Tolfa. E la stessa importanza ce l’hanno i personaggi che popolano le sue foto, anch’essi così intimi e originari delle sue terre.
Continua a leggere: Valentina Vannicola ci porta con le foto nel suo onirico mondo di fiabe

Seth Smoot è un fotografo che vive a New York e pubblica per importanti riviste, oltre a fare reportage in terre straniere spesso poco battute. Forse da questo si può partire per capire molte sue foto.
A contrapporsi a un’immaginabile vita frenetica, confusa e logorante, ci sono alcune sue visioni che suggeriscono e vogliono portare agli occhi tutt’altro. Non sono immagini oniriche e incantate, eppure sanno rilassare e far riposare sulla contemplazione di scorci qualsiasi di quotidianità.
Seth riesce in questo tramite precise scelte di stile. Le stesse scelte che non solo un fotografo, ma anche un artista o un designer sono chiamati a fare. I soggetti -dicevamo- appartengono alla vita reale, e sono colti così come effettivamente si presentano, oppure ordinati, ma non per farli apparire falsamente più di quanto siano, ma semplicemente per mostrarne meglio la semplice bellezza.

Chiunque lavori con la comunicazione visuale conosce bene Getty Images: uno dei nomi leader nella vendita di foto. Un enorme database di immagini che, nella preview sono ‘bollate’ da un pesante watermark semitrasparente con il logo dell’azienda. La sensazione di fastidio nell’imbatterci in delle foto che non possiamo utilizzare gratuitamente è altrettanto nota.
Ora la Getty ha deciso di farne un punto di forza nella sua nuova campagna pubblicitaria in Germania. Uno stand che sostiene un grande logo, piazzato davanti alcuni dei monumenti più famosi di Berlino. La tentazione è appunto quella di rimuoverlo (’acquistando’ le immagini, al momento in senso metaforico), avvicinandosi alla base leggiamo: “All images you can imagine. www.gettyimages.com”. Un’ottima idea che il video di Paper-Plane dopo il salto ci spiega ancora più nel dettaglio.
Continua a leggere: La campagna pubblicitaria di Getty Images
Uno straordinario archivio su Flickr. E’ quello realizzato con grande cura da American Vintage Home, che ha organizzato in set le architetture e gli interni americani dalla fine dell’800 agli anni ‘60. Alcune immagini sono da archivio, altre sono scattate tra le città e la provincia americana. Un riferimento da tenere d’occhio anche per le prioprie ispirazioni grafiche.
Via | Madame Hervé
Continua a leggere: Interni Americani: American Vintage Home

Una risorsa incredibile questo Display: Graphic Design Collection. Una raccolta accurata e selezionatissima dei più importanti libri, riviste, pubblicità e materiale riguardante il design. Dallo scorso anno, lo staff di Display propone il meglio per chi vuole interessarsi al graphic design del 20esimo secolo, con tanto di storia e testimonianze dei suoi ‘pionieri’.
Display è gestito e organizzato dallo staff della Kind Company, un ufficio di design indipendente di Brooklyn che si occupa di web e stampa. Già responsabile, tra l’altro, dell’Alvin Lustig Archive: un progetto-fondazione che diffonde l’opera del grande art director degli anni ‘30 e ‘40.
Tutto il materiale viene da collezioni originali: scansionato e fotografato con la massima attenzione. I contribuiti arrivano da privati, semplici entusiasti del progetto e dalla stessa Kind Company che mette a disposizione il tutto per scopi educativi, personali e -ovviamente- non commerciali. Un’iniziativa splendida, un lavoro di catalogazione impeccabile che si traduce in un luogo virtuale dove studiare, appassionarsi, scoprire nuovi nomi o approfondire quelli già noti. Non perdetevelo.
Le ragazze sanno quello che fanno? La promessa che hanno stretto con il pubblico del loro Trust Me Magazine, un progetto esordito sei mesi fa in rete, è chiara e vincolante: pubblicare sulla piattaforma del blog ogni contributo, visivo (foto, illustrazioni, grafica) o testuale (racconti, copy etc.), ricevuto dalla propria community di lettori.
Le cose, però, cambiano nel passaggio su carta: le due curatrici, Susanna Luna Bellandi e Gloria Giangrande, selezionano dalla rete i contributi più efficaci per dare vita ad un inedito visual magazine monografico. Al primo numero, un’indagine sul tema del mattino disponibile anche online dallo scorso dicembre, ne seguirà presto un secondo, legato al tema del “2″ o, se preferite, del “doppio”.
Lo stile, che non nasconde ad un occhio più attento chiari riferimenti ad alcuni recenti format di successo - da Vice a The Sartorialist a Rojo -, sembra già sufficientemente personale ed iconico per far presto parlare di sé. Attenzione! La deadline per l’invio di contenuti per il prossimo numero è fissata al 16 febbraio!
Via | Frizzifrizzi
Alcune immagini dal I numero di TrustMeMag



Continua a leggere: Trust Me Mag, il visual magazine che dà voce alla community dei propri lettori
Su Flickr, il gruppo Autografik raccoglie immagini relative alla grafica di vecchie automobili e furgoni aziendali. I veicoli, prevalentemente americani, inglesi e tedeschi, offrono uno sguardo molto interessante su questa declinazione così specifica della grafica modernista, per un bellissimo effetto vintage. Inserito anche del materiale d’archivio relativo a vecchie pagine pubblicitarie o supporti diversi relativi a libretti delle istruzioni, manifesti e schede tecniche.
Via | Swiss Miss
Autofrafik, l’archivio vintage della grafica automobilistica


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Una luce bianca e rarefatta attraversa le ambientazioni d’interno di Magnus Marding, fotografo svedese attivo sulla scena internazionale nei settori interiors, lifestyle e moda. I suoi scatti alle bellissime residenze che vedete nella gallery ci restituiscono l’atmosfera sofisticata e allo stesso tempo intimamente quotidiana tipica di un certo “nordic touch”, sempre attento a individuare soluzioni di stile molto curate e allo stesso tempo a misura d’uomo. Lo styling, non a caso, convince per il tocco eclettico capace di mescolare grandi classici del design del Novecento, antiquariato svedese con oggetti d’uso quotidiano disposti in un caos creativo controllato e solo apparente.
Via | Reflexdeco
Continua a leggere: Svezia interno giorno negli scatti di Magnus Marding

Dopo la notizia della possibile riapertura del Luneur, storico lunapark romano, si è rivelato ancora più interessante imbattersi in questo gruppo di Flickr dedicato alle attrezzature dei vecchi parchi giochi.
L’occhio cade sull’influenza dei temi dell’epoca, come i viaggi spaziali o la natura antropomorfizzata alla Disney. Il gusto nostalgico della patina di abbandono, causa una partecipazione ancora maggiore. Quanto al design, l’evoluzione è palese. Si inizia con elementi semplicissimi e l’utilizzo del legno, si passa al metallo, poi alla plastica. Le forme sono prima squadratissime e ‘povere’, poi sempre più morbide, esagerate, con il telaio delle strutture sovrastato da elementi giganteschi e vuoti.
E’ a suo modo affascinante osservare anche come le questioni legate alla sicurezza fossero decisamente minori. E’ molto probabile che un qualsiasi genitore di oggi, si rifiuterebbe di far salire il proprio figlio su dei giochi pieni di spigoli, parti in ferro a vista, scale prive di qualsiasi elemento di salvataggio. Rimane comunque un mondo da osservare. Una testimonianza di come anche il modo di giocare all’aperto ha saputo interpretare le richieste della società.

via Divine Caroline
Foto: George Campbell