Progetto ambizioso quello realizzato da Matthias Hollwich e Marc Kushner dello studio HWKN: a partire dal prossimo 28 giugno infatti sarà ‘attiva’ nello spazio antistante il PS1 del MoMA una struttura chiamata “Wendy” che i due hanno progettato per ripulire l’aria circostante.
L’effetto è ottenuto grazie a un rivestimento in nylon su cui sono stati spruzzate delle nanoparticelle in titanio che - nel corso dell’estate - tratterranno la polluzione atmosferica ambientale per l’equivalente del danno prodotto da 260 automobili. Con la collaborazione di Pureti e Big Ass Fans e di 2×4, Pentagram e Bruce Mau Design per il merchandise (tutto rigorosamente ricoperto con lo stesso spray e in vendita qui), “Wendy” è finalmente realtà.
Sarà esposto all’interno della rassegna “Art in the Park” nel corso delle prossime Olimpiadi di Londra 2012 questo monumentale - è il caso di dirlo - lavoro realizzato da Monica Bonvicini. Tre lettere alte nove metri ricoperte di una superficie a specchio che con la luce del giorno riflettono l’area circostante e di notte svelano un’anima di luci LED. Ispirata dalla passione della Bonvicini per la musica (in particolare dalle canzoni “Running dry2 di Neil Young e da “Run Run Run” dei Velvet Underground), l’opera è stata raccontata così dalla stessa artista:
È emozionante vedere finalmente il lavoro sul posto, dopo che mi è stato assegnato dalla commissione nell’estate del 2010. RUN si fonde già perfettamente col paesaggio, evitando la monumentalità nel suo riflettere il panorama circostante. Di notte i riflessi di luce psichedelici illumineranno il lavoro in un modo stimolante, elegante e spiritoso, che riflette la grande vivacità di Londra.
Foto | via
RUN è l’installazione scultura di Monica Bonvicini per Londra 2012









Ieri vi abbiamo parlato di come a Roma si presenti il problema della tangenziale, strada ingombrante e sempre meno funzionale. Vi abbiamo detto di come invece potrebbe essere una risorsa; così come per altre città italiane l’abbattimento di qualche eco mostro potrebbe non essere la soluzione, potendo ricorrere invece alla riqualificazione.
Parigi e New York avevano già adottato soluzioni di reintegro nel tessuto urbano di elementi architettonici desueti, e oggi vi mostreremo di cosa stavamo parlando, con gli architetti e designer James Corner, Diller Scofidio, Renfro, e Piet Oudolf.
Il progetto si estende attraverso 22 blocchi lungo il lato ovest di Manhattan, diviso in tre parti uguali. La prima sezione è stata completata nel 2009, mentre la seconda comprende un tratto di prato che porterebbe la lunghezza complessiva dell’ex ferrovia a un miglio.
Risultato: un parco costruito su una ferrovia abbandonata e sopraelevata, che si estende dal Meatpacking District per i cantieri ferroviari Hudson a Manhattan. Un incontro tra un’architettura post industriale, e la forza della natura che rimane sempre presente. Una lingua di verde si frappone come una pausa nel ritmo frenetico e costante di strade e palazzi, con le sue panchine e i suoi lampioni, le sue piante e i suoi alberi, lasciando il traffico soltanto alle biciclette e alle passeggiate. Se una bellezza è tale in mezzo ai grattacieli, figuriamoci nell’urbe capitolina.
Via | Dezeen
Tangenziale: chi è di Roma la conosce bene, e chi vi ha soggiornato anche per un breve periodo non può non averla notata. La tangenziale, specialmente nel tratto est, è una realtà ormai radicata nel territorio, che tuttavia ha fatto il suo tempo, comportando il massiccio transito di traffico proprio nel mezzo del centro abitato, a pochi metri dai palazzi.
Da anni si parla del suo abbattimento, e ormai già sono stati portati a termine alcuni lavori che sostituiscono dei tratti stradali, eppure c’è chi nonostante sia concorde con l’interruzione del traffico veicolare, non lo è con quello dell’abbattimento. Le ragioni sono semplici, ma comunque messe al vaglio di un nutrito gruppo di architetti.
Costoro si sono riuniti nel gruppo Amici del mostro, che da anni si battono per un ripensamento dei progetti, e a tal proposito ha una valida proposta alternativa: 1,2 chilometri, per un totale di 7 ettari, ricoperti di aiuole, alberi, viali, e piste ciclabili, che offrirebbero anche un’affascinante visuale della capitale, oltre che a mantenere un collegamento verde tra le diverse zone di Roma; il tutto a un costo infinitamente inferiore rispetto a quello dell’abbattimento.
La mobilitazione degli Amici del mostro è un esempio per tutti, di come i cittadini possano tornare parte attiva di quel territorio che vivono, riprogettandone assieme le funzioni e gli scopi. Sul loro sito, importanti informazioni sulla storia della tangenziale, l’identificazione del problema, e le soluzioni proposte come già è stato fatto per Parigi e New York.
Il Fuori Salone invade il cortile della “Statale” di Milano con “Interni Legacy“: una serie di installazioni disseminate nei vari cortili e loggiati dell’Università. L’idea di base è riflettere sulla progettazione e sull’eredità che lascia nel tempo, insistendo su tecnologie, materiali all’avanguardia (grazie alle aziende coinvolte) e sostenibilità.
Tra protagonisti affermati e proposte più recenti, la qualità è altalenante e spiccano per lo più i soliti nomi. Impossibile non menzionare il bellissimo lavoro di Odile Decq “3D X1 Multi Slice View”, così come il tributo a Meier di Italcementi i.lab o la seduta “Arrow” di Ora Ito. Di seguito, la gallery con le foto dei principali lavori.
Foto | via
La base di questo tavolino da esterno ricorda il famoso ‘panettone‘ milanese: il dissuasore da cento chili di cemento nato dalla matita di Enzo Mari che tiene ancorato il peso dell’intera struttura in alluminio, tutta costruita sull’elemento tubolare che sorregge la sottile lastra d’appoggio.
Realizzato dal milanese Miki Astori per l’italiana Driade, “Peanut” richiama proprio l’idea di cannuccia inserita nel bicchiere: uno sguardo diverso e un arredo ideale per essere integrato in qualsiasi spazio urbano. Disponibile in verde prato e grigio.
Peanut è il tavolino di Miki Astori per Driade ispirato ai ‘panettoni’ milanesi




Generalmente trovo che ogni iniziativa che porti un po di colore per le strade urbane sia encomiabile, soprattutto quando si basa su un’idea originale e divertente come questa, realizzata da un anonimo proprietario di cancello elettrico, da qualche parte, negli Stati Uniti.
La fotografia è stata pubblicata questa mattina sul sito del prestigioso street-art magazine Juxtapoz: si tratta di un intervento semplice ma d’effetto, su una proprietà privata, una cancellata i cui pali sono stati disegnati a forma di matite colorate, con tanto di punte affilate al taglierino, ognuna di un colore differente. Addirittura, per rimanere in tema, anche la colonna portante che separa il passo carrabile dal cancello pedonale è stata trasformata in un matitone.

Uno degli ultimi progetti dello Studio Segers è la realizzazione di M², una panchina particolare per diverse ragioni. Ne esistono differenti versioni, ognuna accomunata dal principio di avere lunghe sedute e piani d’appoggio tra loro ortogonali, raccordati da uno schienale. Sono diversamente accostabili tra di loro, creando nel complesso un ulteriore movimento tra le forme e la varietà. I materiali utilizzati sono per il telaio l’acciaio, e per i piani legno, alluminio, pietra, o materiali plastici.
La produzione è affidata sia a WoltersMABEG, che a Urbastyle, di cui vi consiglio di andare a sbirciare i rispettivi siti, pieni di design urbano e non solo.

Oggi vi parlo di un modo un po’ particolare di fare design, naturale quel tanto da far venire il dubbio se ci sia la mano dell’uomo o meno. Tutto ciò giusto perché questa materia non rimanga confinata a loft sofisticati, gallerie eccentriche, o -peggio- a poco utili oggetti d’arredamento.
Se nel leggere questo articolo vi siete chiesti come si faccia a far crescere del muschio a comando, con determinate forme e su precise superfici, eccovi di seguito le spiegazioni e il materiale necessario.
Prendete tre manciate di muschio e 700 ml di acqua calda, macinate in un frullatore (o a mano) il tutto, aggiungete un po’ di siero di latte (o yogurt, se non birra) e mescolate. Trasferite il composto in un secchio, e con un pennello intinto nello stesso dipingete su legno o pareti particolarmente porose. Ogni giorno spruzzate sulla parete dipinta un po’ d’acqua e ammirate crescere la vostra creazione.
L’augurio è che ognuno si sbizzarrisca dove e come voglia, così che giorno dopo giorno si possa vedere sempre più verde attorno a noi, specialmente in città. E poi -perché no- ognuno potrebbe condividere qui i link alle foto delle proprie creazioni, in una sempre crescente virtuosa condivisione.

Aquaria Grande sarà il nuovo complesso residenziale extra lusso di Mumbai. Si tratterà di due torri da 37 piani ciascuna, ma di certo non è l’altezza quello che lascerà impressionati. Quello che sarà sorprendente saranno le sue piscine: una per ogni piano, sul balcone dalla balaustra di vetro, ognuna sospesa nel vuoto.
James Law è l’architetto responsabile del progetto per conto della Wadhwa Group, che ha pensato l’intero complesso per la classe dirigente più sofisticata e pretenziosa, tanto da potersi permette di nuotare nel cielo, contornati da grandi vetrate e giardini pensili.
Come sempre il pubblico si divide: tra chi applaude la divertente e panoramica innovazione, e chi la boccia preoccupandosi del peso e della pressione dell’acqua. Un progetto ambizioso quanto oneroso, che per alcuni è garanzia di sicurezza, e per altri di esagerazione.