Arriva dal Giappone questo videoclip girato, o meglio disegnato, dallo studio di Kyoto Onionskin per la band Lai Lai Lai Team. Ogni frame, tratto da frammenti di un’esibizione della band ripresa dal vero, è stato ridipinto su uno sfondo monocromatico.
Su ogni fotogramma i volti dei musicisti sono stati ridisegnati, a volte in maniera fedele, a volte scarabocchiati, a volte trasfigurati in stile manga. La linea è spesso doppia a simulare un effetto di off-set e doppie sono in molti momenti le immagini stesse in una simmetria specchiata. Il risultato è un video tanto complesso e stratificato nella resa visiva, quanto semplice e low budget nella realizzazione.
L’animatrice londinese Alice Dupré ha realizzato per la band australiana Big Scary il videoclip del brano Mix Tape, combinando animazione 2 e 3D per evocare le magie di una meravigliosa macchina pre-cinema come lo zootropio.
All’interno delle strutture circolari prendono vita brevi animazione a loop, scenette surreali, che per stile e situazioni ricordano i cartoon delle origini, precedenti all’era Disney, per intenderci: ciambelle che saltano la cavallina, orecchie con la porta, cupcakes che ballano, fiumi di coccodrilli e cosciotti di prosciutto che saltano sono i protagonisti di un carillon turbinante in toni pastello, che gioca a rimbalzare dentro e fuori del fantastico e meccanico mondo dell’animazione.
La prima animazione pensata per Twitter e realizzata esclusivamente con brevi tweet è stata realizzata da Smart Argentina per pubblicizzare la city car più famosa del mondo. Quella che vedete qui sopra è la simulazione di una serie di tweet che, se visti in veloce sequenza, premendo il tasto J per scorrerli, si animano allegramente.
Lo stile è quello delle vecchie animazioni in codice ASCII, una prime forme di web art e si combina qui con uno dei media più veloci e potenti del momento: caratteri alfanumerici e punteggiatura servono a raccontare la piccola automobile mentre si aggira agile per la città e a raggiungere un numero potenzialmente infinito di consumatori.
Per promuovere la nuova serie DC Universe Super Heroes Collection, ispirata ai supereroi della DC Comics, la Lego ha ideato un’applicazione che consente di girare e montare piccoli filmati in stop-motion con i pupazzi e i mattoncini.
La Lego sembra così fare propria la dalla tendenza esplosa in rete a omaggiare pellicole (e in particolare proprio quelle dedicate ai supereroi come per esempio The Dark Knight) attraverso remake fatti con i propri prodotti, e facilita il compito ai registi amatoriali che negli ultimi anni si sono cimentati nell’impresa.
Non solo lancia una serie di personaggi che ben si prestano a diventare i protagonisti della prossima stagione di Lego remake, ma offre con LEGO DC Super Heroes Movie Maker un piccolo software di editing per iPhone utilizzabile anche dai più piccoli che consente di catturare le immagini frame-by-frame, di selezionarle e cancellarle, di aggiungere filtri, musica e titoli da una piccola library.
“Never confuse a single defeat with a final defeat” (Non confondere mai una singola sconfitta con la sconfitta finale): con questa frase di F. Scott Fitzgerald, la graphic designer Sara Shin introduce “Fail Again, Fail Better”, la sua animazione realizzata con l’aiuto di David Bauer e Michael Ko e prodotta per BL:ND durante un tirocinio estivo.
Frustrazione, clienti incontentabili, stress, deadline impossibili e lavoro senza pause: questo e altro riassunto in una ironica animazione che si conclude con un tocco di speranza e di sarcasmo insieme. Da vedere per rincuorarsi un po’.
Da dove nascono le cose? Ce lo racconta con questa animazione divertente e minimale il graphic designer tedesco Hardy Seiler che ha realizzato il video come trailer di una serie televisiva per Nowadays.
Il testo, scritto in collaborazione con Daniel Nauck, parte dalla conoscenza dell’origine di quello che ci circonda così come erano abituati a concepirla i nostri nonni, per arrivare alla produzione industriale e alla mole di informazioni ospitata oggi dai server. Con uno stile che somiglia a quello delle infografiche, ma riportato in tre dimensioni, Seiler costruisce un gradevole ed efficace compendio di un minuto e mezzo.
Per lanciare la sua nuova collana di classici della letteratura inglese, Penguin English Library, la casa editrice più popolare e illustre d’oltremanica ha scelto di ricorrere all’animazione, nel contesto di una strategia di comunicazione robusta, che non fa a meno naturalmente di Facebook e Twitter.
Negli anni scorsi la Penguin ha dimostrato d’essere un editore particolarmente interessato a nuove forme di marketing, declinando, sempre in maniera eccellente, tattiche e strategie, dall’utilizzo di booktrailer, all’ingaggio di illustratori di fama internazionale per il lancio di volumi e collane, a concorsi, forme di scrittura creativa e perfino una linea di merchandising.
Ora si affida alla creatività del noto e pluripremiato regista di videoclip Woof Wan-Bau, che per l’occasione firma un’animazione classica, con un tratto che ricorda quello delle illustrazioni vittoriane di Arthur Rackham. Lo stile ben si accorda ai capolavori raccolti nella collana e racconta del viaggio onirico e stupefacente intrapreso dal pinguino in una sorta di paese delle meraviglie, tra echi di Carroll e Verne, Swift e perché no, George Méliès.
MAHAHULA: THE GIANT RODENT OF HAPPINESS from NOMINT on Vimeo.
Il sofisticato studio greco d’animazione Nomint, dopo la fortunata serie The Greek Crisis (ahimé ancora così attuale) e l’inquietante e surreale Holy Chicken tornano ora con un nuovo e altrettanto spiazzante personaggio, una vera e prorpia divinità del loro personale pantheon.
Si chiama Mahahula, un gigantesco cucciolo di roditore alieno, sceso sulla Terra con il solo scopo di spargere sul pianeta un assoluto, ancestrale, primordiale senso di felicità. Realizzato su commissione del Motionographer F5 Festival, Mahahula racconta un mondo ancora informe e avvolto nell’oscurità che contrasta con un essere gigante, poligonale, coloratissimo: un totemo moderno e irresistibile che sta già mietendo successi per festival (e in rete).
‘Speaking of…’ from Phinehas Hodges on Vimeo.
Speaking of Pittsburgh è un “caleidoscopio trimestrale”, un appuntamento a scadenza periodica, con l’arte, la poesia, le performance, l’avanguardia dello scenario della città statunitense di Pittsburgh, votata di recente come uno dei posti più vivibili degli Stati Uniti.
Per veicolare l’appuntamento la società di produzione Animal ha realizzato un breve video, quasi una sigla in cui oggetti ad alto tasso simbolico sono disegnati in 3D e assemblati in scenari monocromatici a due dimensioni. A contrastare con l’apparenza enigmatica di certi oggetti, è stata scelta una rassicurante palette di tinte pastello, in un gioco di accostamenti che finisce per ricordare lo stile inquietante di David Lynch.
L’interazione tra i mezzi e i contenuti dell’industria musicale con quelli dell’intrattenimento videoludico non sembra conoscere sosta. Il caso in questione segna però una nuova piccola svolta nel legame: l’app video della console Nintendo 3Ds ospita infatti in esclusiva il nuovo video dei The Shins, realizzato dall’animatore Jamie Caliri (già noto per il suo lavoro sul film “Lemony Snicket’s: a Series of Unfortunate Events”).
Sfruttando la tecnologia della visualizzazione in tre dimensioni, i possessori del 3Ds potranno infatti ammirare le immagini di “The Rifle’s Spiral”, singolo della band di James Mercer, costruito con un mix di stop-motion e computer graphic. Trovate un’anteprima del risultato a inizio post, in attesa del rilascio sui principali canali.