Che fortuna aver sposato un motion designer! Katie Scott, una giovane donna di Seattle, la cui vera professione ci è sconosciuta, ha fondato da poche settimane A Dash Of That, un blog culinario su cui condividere le sue ricette e il suo talento come cuoca e pasticcera, un’esperienza fin qui comune a molte persone.
La particolarità di questo caso sta però nel fatto che il, marito di Katie, Jordan Scott, è un motion designer che, oltre a disegnare il simpatico logo del nuovo blog, ha realizzato anche un promo di 30 secondi con lo stile proprio dell’infografica, con icone stilizzate e una palette di colori pastello che ben si addicono ad introdurre ai nuovi lettori quello che davvero si può definire un lavoro di squadra.
Mentre guardiamo ancora esterrefatti lo spot per la nuova Chevrolet ‘Sonic’ andato in onda durante il Superbowl, scopriamo un nuovo video in cui gli Ok Go collaborano con il noto programma Sesame Street. Per spiegare ai più piccoli come funzionano i colori primari, la band ha cantato e recitato in questo lavoro in stop-motion realizzato da Al Jarnow, già creatore della celebre serie delle “Celestial Navigations“.
Tralasciando per un attimo i meriti strettamente musicali del gruppo (ormai lanciatissimo più per i video che per gli album registrati), questo breve filmato è un esempio intelligente e godibilissimo di come si possa insegnare e fare educazione all’immagine in modo divertente.
Loveworks Overview from Nate Salciccioli on Vimeo.
Help. Create. Change. è una breve animazione che racconta le iniziative dell’organizzazione no-profit Loveworks e invita a a partecipare ai suoi programmi di raccolta fondi. Il concept del video è: raccogliere fondi attraverso l’allestimento di iniziative creative e artistiche è un modo per donare migliori condizioni di vita a persone che vivono in aree svantaggiate del mondo.
L’animatore dell’Oregon Nate Salciccioli ha reso visivamente l’appello di Loveworks attraverso una serie ben fatta di icone stilizzate: il cuore inscritto in un cerchio (che è anche il logo dell’organizzazione), una ragazza, degli ingranaggi, il mondo. La palette di colori vivaci ma non aggressivi vira in tonalità positive, ed è arricchita da texture tattili, ottenute semplicemente dalle imperfezioni di una fotocopiatrice.
Infine un buon lavoro di transizioni, effetti di zoom e spostamenti fluidi e veloci di camera sul lettering fanno di Help. Create. Change. un video promozionale piuttosto riuscito, un’infografica piacevole da seguire dall’inizio alla fine.
Buone nuove dalla ‘premiata ditta’ Tom Haugomat e Bruno Mangyoku, già responsabili del tributo al film “Drive” che vi avevamo segnalato e di quel piccolo capolavoro (premiato ad Annecy due anni fa) intitolato “Jean-François” - se non lo avete ancora visto, lo trovate dopo il salto. I due infatti, comunicano di essere al lavoro su un nuovo cortometraggio.
Si chiamerà “Le Meurtre”, sarà realizzato e prodotto in collaborazione con Cube - Creative con l’aiuto per musica e sound design di Edouard Charrey e Sylvain Legeai. I due ci regalano poco più di un minuto di anteprima: stile minimale ormai consolidato, quadricromia esasperata (ottima la scelta dei colori) e grandissima atmosfera. Non vediamo l’ora di gustarci l’opera completa.
Sviluppato dallo studio di design londinese Johnson Banks in collaborazione con l’università dei media digitali Ravansbourne, il progetto “Arkitypo” è una sorta di ‘alfabeto di alfabeti’ modellato in tre dimensioni. Un set completo di immagini, una per ogni lettera, che mostra insieme il carattere tipografico e la sua storia.
La ‘J’ segue la forma di una mappa della metropolitana, perche il carattere ‘Johnston’ - appunto - è stato originariamente progettato per la Metropolitana di Londra. La ‘C’ è generata pensando al ‘Courier’, utilizzato negli anni 1950 per le macchine da scrivere ed è quindi composta da un
assemblaggio dei tasti in metallo. Il video del rendering a inizio post vi mostra efficacemente l’idea.
Negli Stati Uniti uscirà il prossimo 20 luglio 2012 (il 29 agosto in Italia), ma c’è - comprensibilmente - già una grandissima attesa per “The Dark Knight Rises“: il prossimo capitolo della saga di Batman, diretto da Christopher Nolan. Mentre arrivano anticipazioni e foto rubate dal set, il turco Doğan Can Gündoğdu, un giovane studente di Communication Design, ha deciso di provare a immaginare la sequenza dei titoli di testa.
In collaborazione con Günışığı Cihangir, che si è occupato dell’animazione e della modellazione, ha realizzato questo incredibile video di due minuti che non faticheremmo a vedere in apertura della pellicola. Atmosfera perfetta grazie ai toni e al montaggio, ottima l’idea dello sviluppo fotografico: un lavoro che introduce un potenziale, grande talento.
Scarlet Diva from Paola Rocchetti on Vimeo.
Marnie Scarlet è una diva del fetish burlesque, testimonial di un erotismo spiazzante, fuori dai canoni, estremo e bizzarro nelle suggestioni e nelle atmosfere ricreate in ogni esibizione, anche grazie ai suoi caratteristici costumi in latex.
La motion designer di origini italiane Paola Rocchetti ha immaginato per lei, in questo breve ma incisivo promo, un universo geometrico che dà risalto alle superfici levigate delle maschere e delle tute, utilizzando il colore rosso come filo conduttore tra suggestioni decò nel lettering e passaggi da videogame.
In un fruttuoso gioco di rimandi, il rigore delle linee e dei pois scelti dall’animatrice per il background e le transizioni contrastano infatti con i richiami alla tradizione inglese nelle mise della performer, la bombetta, il collare pieghettato d’epoca elisabettiana, la divisa da guardia reali e e il doppio petto, tutti naturalmente rivisitati in chiave fetish.
Anche se stiamo ormai vivendo nel 2012 da poco meno di un mese, dare uno sguardo all’anno appena trascorso potrebbe rivelarsi interessante e insospettatamente utile. Lo facciamo con un’animazione che dura due minuti, interamente realizzata in stop-motion.
È opera di Mac Premo e Oliver Jeffers (i nomi in questione non dovrebbero necessitare presentazioni), è stata commissionata dal “The Daily” e sottolinea in modo divertente e creativo dodici avvenimenti per altrettanti mesi. Unico, trascurabile difetto - com’era immaginabile - la scelta degli eventi rilevanti tra quelli che hanno coinvolto gli Stati Uniti.
El Mapa del Cielo from Aleix Abellanet on Vimeo.
Il booktrailer spagnolo del romanzo El mapa del cielo di Félix J. Palma è un’animazione realizzata da Aleix Abellanet con la tecnica del cut-out, in cui le figure, illustrazioni che sembrano uscire da vecchie litografie o dalle pagine di antichi volumi, prendono vita in una sorta di viaggio all’indietro nel tempo.
Le immagini vengono disposte su più layer per ottenere profondità tridimensionale, in un sapiente gioco di luci e ombre, nuvole e vapori, mappe astrali e onde del mare che nel complesso raccontano un’atmosfera, evocano i misteri di una Londra vittoriana, senza svelare troppo della trama e soprattutto senza sovrapporsi all’immaginazione del lettore con tentativi i ricostruzioni realistiche.
To RP Salazar, with Love from StoryCorps on Vimeo.
StoryCorps è un’organizzazione no-profit americana che si occupa di raccogliere tutte le storie personali e familiari che i singoli cittadini vogliono condividere e preservare. Le registrazioni vengono poi conservate presso l’American Folklife Center della Library of Congress.
Alcune delle storie più belle, più romanzesche vengono trasformate in animazioni, grazie ai finanziamenti della CPB, Corporation for Public Broadcasting e del programma governativo Art Works, e alla collaborazione con il programma televisivo POV, Documentaries with a point of view.
Le brevi animazioni, realizzate da Rauch Brothers Animation, hanno uno stile tra l’illustrativo e il fumettistico e con semplicità lasciano che ad essere protagoniste siano le voci (le registrazioni autentiche) e le vicende narrate. L’ultima in ordine di tempo è quella che vedete qui sopra, To RP Salazar, with Love, la storia di un amore telematico nato da un fortuito caso di omonimia tra un ragazzo e una ragazza nati in due parti opposte del globo.