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mercoledì 10 marzo 2010

"Casa Lever" di Marc Newson

pubblicato da intweetion in: Interior design Designer Complementi d'arredo Arredamento Modernariato

CasaLever

Casa Lever è una struttura nata nei primi anni ‘50 per ospitare gli uffici della Lever Brothers: un’azienda inglese che produceva saponi. Oltre mezzo secolo dopo, in seguito a un periodo di chiusura è stata riportata in vita dal genio di Marc Newson, l’arcinoto designer australiano, che ha lavorato accanto a quella che ora è la sede della “Lever House Art Collection”.

Il risultato è uno dei più prestigiosi ristoranti di New York: cucina italiana (milanese, nello specifico) e un ambiente che è praticamente l’essenza dello stile retro. Osservando le foto sembra di essere sul set di Mad Men: parati, mobili e dettagli completamente recuperati e imitati dagli anni gloriosi in cui il locale è nato.

Gli arredi sono opera dell’interior decorator americano William Georgis. Il concept è dei fondatori Gherardo Guarducci e Dimitri Pauli, proprietari della catena statunitense dei ristoranti “Sant Ambroeus”. I quadri che vedete alle pareti sono invece di ‘un certo’ Andy Warhol. Sono diciannove, per l’esattezza. Originali. Dopo il salto, l’immancabile gallery (via).

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venerdì 26 febbraio 2010

Let's Stick Together: il paradiso del Dottor House

pubblicato da intweetion in: Mostre Accessori Designer Abbigliamento Modernariato

Let'sStickTogether

Il personaggio del Dottor Gregory House sarebbe stato un testimonial perfetto per questa folle ma affascinante mostra presentata in questi giorni a Bruxelles dal titolo “Let’s stick together” (intraducibile gioco di parole in cui la frase significa “Restiamo uniti”, ma ’stick’ è anche il bastone). L’intento è di restituire al bastone da passeggio il suo antico immaginario di status symbol, tradito nel tempo da il suo utilizzo più essenziale.

Come invece il celeberrimo dottore della serie televisiva, i designer di Het Labo insieme a quelli di Design Vlaaderen, vogliono proporre l’eleganza e la distinzione connaturate all’oggetto. Hanno invitato così 80 tra artisti e designer da tutto il mondo, per realizzare più di cento diverse versioni del bastone: da quelle tradizionali a quelle funzionali fino a quelle più concettuali.

Il risultato è un’esposizione affascinante e divertente. Quasi dadaista, nel suo stravolgere le convenzioni estetiche e d’uso. Il Dottor House probabilmente già si aggira per i corridoi della mostra. Dopo il salto, una gallery (via) con i modelli più particolari.

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mercoledì 17 febbraio 2010

Adidas ZX Collection: i videogiochi nelle scarpe

pubblicato da intweetion in: Accessori Sport Designer Comunicazione Abbigliamento Motion graphics Video Edizione limitata Modernariato Graphic Design

AdidasZX

Se da un lato il marchio delle tre strisce guarda al futuro con la collaborazione con Porsche Design per la prossima estate 2010, dall’altro Adidas non ha mai smentito il suo talento nel reinterpretare il meglio del design e dell’immaginario del passato. Archiviato il capitolo “Star Wars”, parliamo ora della linea ZX, dichiaratamente ispirata al mondo dei videogiochi anni ‘80.

La sigla è presa in prestito da uno degli home computer più famosi di quel decennio: il Sinclair ZX (appunto) Spectrum. Lo stesso vale per i colori (nero e grigio: case e tasti) e per gli elementi colorati. Poche tinte, molto elettriche, come fossero emesse da un tv-color con il tubo catodico.

L’idea che fa la differenza è nella confezione delle “ZX 500 running shoes”. Una chiavetta USB in cui trovate “ZX Runner”: un platform game da completare in cinque minuti, in cui dovete fare in modo che il protagonista, DJ Zed, si precipiti per la città per arrivare in tempo per il suo DJ set. Dopo il salto, il video trailer del gioco.

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venerdì 12 febbraio 2010

Ennis House: una fortezza in vendita all'asta

pubblicato da intweetion in: Interior design Designer Arredamento Modernariato

EnnisHouse

L’avete riconosciuta? No? Un ultimo sforzo ancora. Niente? La risposta è dopo il salto. Intanto vi diciamo che questo inquietante, assoluto capolavoro dell’architettura moderna è la Ennis House e si trova nei paraggi di Los Angeles, in California. E’ stata progettata da Frank Lloyd Wright per Charles e Mabel Ennis nel 1923 e completata da Frank Lloyd Wright Jr. nel 1924 sotto la supervisione del padre.

Basata su un antico tempio Maya e su due lavori precedenti del geniale architetto (la A. D. German Warehouse in Wisconsin e la Hollyhock House di Hollywood), dopo una ristrutturazione imponente, viste anche le dimensioni, è stata messa all’asta per la -preparate le carte per il muto- modica cifra di 15 milioni di dollari.

Al di là della grandezza e dell’importanza per la storia delle abitazioni private, gli 850 metri quadri della Ennis House hanno fatto perdere la testa a più di un acquirente. 45.000 blocchi di calcestruzzo prefabbricati proteggono e dividono giardini, terrazze e ambienti di questa specie di roccaforte, che si sviluppa tutta attorno a una gigantesca sala da pranzo centrale.

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mercoledì 10 febbraio 2010

Torna l' "Abitacolo" di Munari

pubblicato da intweetion in: Accessori Designer Made in Italy Complementi d'arredo Edizione limitata Arredamento Modernariato

BrunoMunari

E’ un abitacolo, appunto, costituito da un telaio in acciaio elettrosaldato, corredato da un letto e accessori vari in materiali diversi. E’ un posto dei giochi, del sonno, di studio e di svago, un ‘hortus conclusus’ infantile, trasformabile a piacere […] E poiché è una struttura, è pure facilmente smontabile, pronta ad assumere una nuova veste, correndo dietro alla fantasia…

E’ una struttura ridotta all’essenziale, uno spazio delimitato e allo stesso tempo aperto… E’ un modulo abitativo, un habitat, contiene tutti gli oggetti personali… Uno spazio nascosto in cui la presenza del bambino rende superflui i mobili, su cui la polvere non sa dove posarsi. E’ il minimo ma da il massimo. Numerato ma illimitato. L’habitat diventa l’ambiente adattabile alla personalità dell’abitante. Pesa 51 chili e può portare anche venti persone.

Bruno Munari presentava così il suo “Abitacolo” nel lontano 1971. Realizzato con l’idea di disegnare un nuovo spazio per i ragazzi, prodotto da Robots, raggiunse l’intento di permettere ai più giovani di lasciare tutto in uno stato di ‘ordinato disordine’ per sentirsi protetti dai giochi, dai libri, dagli oggetti familiari durante il sonno.

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martedì 09 febbraio 2010

Display: Graphic Design Collection

pubblicato da intweetion in: Designer Libri Tipografia Riviste Photo archive Modernariato Advertising Illustrazione Graphic Design

Display:BobNorda

Una risorsa incredibile questo Display: Graphic Design Collection. Una raccolta accurata e selezionatissima dei più importanti libri, riviste, pubblicità e materiale riguardante il design. Dallo scorso anno, lo staff di Display propone il meglio per chi vuole interessarsi al graphic design del 20esimo secolo, con tanto di storia e testimonianze dei suoi ‘pionieri’.

Display è gestito e organizzato dallo staff della Kind Company, un ufficio di design indipendente di Brooklyn che si occupa di web e stampa. Già responsabile, tra l’altro, dell’Alvin Lustig Archive: un progetto-fondazione che diffonde l’opera del grande art director degli anni ‘30 e ‘40.

Tutto il materiale viene da collezioni originali: scansionato e fotografato con la massima attenzione. I contribuiti arrivano da privati, semplici entusiasti del progetto e dalla stessa Kind Company che mette a disposizione il tutto per scopi educativi, personali e -ovviamente- non commerciali. Un’iniziativa splendida, un lavoro di catalogazione impeccabile che si traduce in un luogo virtuale dove studiare, appassionarsi, scoprire nuovi nomi o approfondire quelli già noti. Non perdetevelo.

Dyna Moe: Mad Men Illustrated

pubblicato da intweetion in: Designer Modernariato Illustrazione Graphic Design

DynaMoeMadMen

Mad Men è una di quelle serie che rappresentano già in sé quanto di meglio si può fare con uno studio approfondito del design di un’epoca e delle icone di quei tempi. Eccellente ricostruzione del mondo degli anni ‘60, ha avuto anche il merito di riportare in auge lo stile e l’estetica del periodo.

Dyna Moe è una illustratrice, animatrice e graphic designer freelance di base a New York. Visto il suo stile pieno di rimandi alla golden age degli illustratori classici, ha deciso di cimentarsi in una serie di lavori ispirati alla serie ideata da Matthew Weiner. Alcune delle tavole sono screenshot rielaborati, altre invece sono immagini che la Moe ha realizzato prendendo spunto dai vari personaggi.

Disponibili anche come sfondo per l’iPhone, i suoi “Mad Men Illustrated” stanno riscuotendo successo ovunque. Non dimenticate di dare un’occhiata anche alle due illustrazioni che elencano tutti i cocktail proposti durante le tre serie della stagione (con tanto di istruzioni per prepararli). Dopo il salto, la gallery con alcuni dei lavori. Qui, invece, i set completi.

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lunedì 08 febbraio 2010

Back from the Future: Sportpong

pubblicato da intweetion in: Designer Installazioni Interaction design Video Video game Modernariato

SportPong

Pong è stato il primo videogioco a larga diffusione della storia. Nato nel 1966, commercializzato per la prima volta nel 1971 e portato nelle case l’anno successivo dalla Magnavox con il nome di Odyssey (poi in versione digitale dalla Atari nel 1975), era un simulatore di ping pong (da qui, ovviamente il nome). Due manopole per controllare i movimenti, grafica spartana e rudimentali effetti sonori.

L’antenato dei moderni videogames, torna ora in versione street. Sportpong altro non è infatti che il classico Pong proiettato su qualsiasi superficie, all’interno della quale i giocatori possono comandare le ‘racchette’, collegate ai piedi interattivamente.

E’ prevista una modalità multiplayer e numerosi scenari di gioco. A metà strada tra l’interaction design e l’installazione, Sportpong è un lavoro che esplora in maniera intelligente (e decisamente divertente) l’estetica e le risorse di ciò che, decenni prima di noi, ha rivelato un nuovo modo di intendere l’elettronica. L’effetto è notevole e suggestivo, come potete vedere nel video dopo il salto.

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venerdì 05 febbraio 2010

Rétrofuturs: "Software owner's manual"

pubblicato da intweetion in: Designer Social Design Modernariato Illustrazione Graphic Design

Rétrofutur-Software owner's manual

Occhei, confesso: ho usato un altro dei moniker del nostro amato Stéphane Massa-Bidal nel titolo per non ripetermi. Detto questo, siamo davanti alla nuova, ennesima ideona di uno dei nostri graphic designer preferiti. Il talentaccio francese anche conosciuto come Hulk4598 non sbaglia nel mettere a segno neanche un colpo.

Dopo aver preso in giro i social network con la serie Web Services Covers Therapy e aver analizzato i limiti dell’attaccamento alle innovazioni tecnologiche con la sua Sociology of Objects, indirizza la sua dissacrante creatività verso i manuali dei software più noti di casa Adobe.

L’approccio è il solito: eleganza retro, caratteri da tipografia vecchio stampo e poche, incisive frasi ben piazzate nel montaggio della pagina a farci riflettere su quanti troppo spesso si credono partecipi del processo creativo solo perché padroneggiano i mezzi per realizzare le proprie idee. Fare qualcosa di buono va ben oltre un’immagine da decine di mega o la maestria con le curve di Bezier. D’altronde, come stigmatizza lui stesso: “To draw you must close your eyes and sing“. Impagabile.
Dopo il salto, la gallery dei poster. Potete informarvi per l’acquisto a questo indirizzo.

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giovedì 28 gennaio 2010

Back From The Future: il televisore retro di LG

pubblicato da intweetion in: Tecnologia Hi-tech Designer Modernariato

LGserie1

Sì, lo sappiamo: siete tutti rapiti dalle immagini del iPad. Tutti lì a sognare di acquistarlo e girare per casa con libri, musica, web a portata di mano. Magari davanti al vostro televisore ultrapiatto. Davanti al vostro Mac ultraslim. Seduti su un divano che più minimal non si può.

Irrompiamo nel vostro sogno ultrasottile con questo nuovo apparecchio televisivo di LG. Si chiama LG Serie 1 Television ed è un CRT. Avete letto bene. Ha il tubo catodico. Però, diciamocelo: è bellissimo. Puro vintage che richiama agli anni in cui la Motorola non produceva ancora cellulari ma futuristici televisori, il design del Serie 1 è davvero impeccabile nell’evocare quelle linee.

Ci sono addirittura due antenne che lo fanno somigliare a un mostriciattolo alieno di quelli che in quegli anni sbucavano improvvisamente nei cartoni animati di fantascienza. La tecnologia è -ovviamente- recente. Con tanto di telecomando, uscita composita, sintonizzazione digitale. Ma volete mettere la soddisfazione di cambiare canale e regolare il volume con due manopole così? Dopo il salto, una gallery che ve lo mostra in tutto il suo splendore. (ah, dimenticavo: potete scegliere se visualizzare le trasmissioni a colori, in bianco e nero o con l’effetto ’seppiato’. Più retrofuturista di così..).

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