The arm, il braccio, già nel nome è spiegata tutta la sua funzione. Basterà applicare un adesivo in silicone sul retro del vostro dispositivo, e quando vorrete potrete porre quest’ultimo su un sottilissimo braccio in alluminio anodizzato grazie a dei magneti. Il supporto sarà garantito in qualsiasi occasione, come il video mostra ampiamente.
Qualsiasi sia il vostro tablet, è giunto il momento di aumentare esponenzialmente la comodità di questi accessori, grazie a un’invenzione tanto semplice quanto efficace, proprio come dovrebbe essere il design, nella sua immediatezza e usabilità. In più, la soddisfazione di una creazione made in Italy.
La mobilità e la fruizione è pressoché totale, e indubbiamente aumenta la possibilità di impiegare iPad o altre tecnologie simili, in circostanze anche impensate, come al letto o sul divano.
Il progetto, partecipando a Kick starter, ha bisogno del vostro sostegno, quindi andate qui, dove troverete tutte le informazioni per essere dei piccoli-grandi mecenati.
Con buona probabilità, Lucidi e Pevere si sono fatti un nome proprio grazie alla loro passione per il cemento e per le sue applicazioni nel campo dell’arredo. Ricordiamo, per inciso, che non si tratta di una velleità scontata: il cemento è un materiale delicato, soggetto a spaccature, soprattutto quando lo si ama nella versione meno resinosa e più “calcestruzzo”. Ancora, il materiale si presta più facilmente ad una posa artigianale, mentre ben più difficile è la ricerca di un dialogo con l’industria e la necessaria prototipazione che ne consegue.
Ben consapevoli di queste e altre mille problematicità, Lucidi e Pevere si mettono alla prova nel 2010, mettendo in produzione con Foscarini la lampada a sospensione Aplomb. Nel 2012 ripetono il colpo: questa volta con Boiacca, tavolo in cemento stampato realizzato per il marchio italiano Kristalia e già presentato a IMM Cologne e Maison&Objet. L’esito del progetto (ma ne sapremo di più al prossimo Salone del Mobile, quando avremo l’opportunità di vederlo dal vivo) si ricollega al linguaggio brutalista a cui il cemento, in primis nel modernismo, è sempre stato associato: a parlare è una forma lineare, appena smussata e modellata là dove fa la differenza, che esalta il valore assoluto della materia sia nella sua texture che nel richiamo sensoriale -immaginiamo- del tatto.
Via | Architizer
Photo | Domus
Boiacca, il tavolo in cemento di Lucidi e Pevere per Kristalia
Il nome parla un po’ da solo: Mysterio, una delle anteprime di Diesel Successful Living al prossimo Salone del Mobile, prende ispirazione dall’immaginario dei thriller anni ‘70, richiamandoci con ironia la potenza allucinatoria e un po’ sinistra di una forma caleidoscopica, ma pur sempre rock (o non sarebbe Diesel, giusto?).
L’effetto ipnotico è poi potenziato dalla rifrazione della luce, dovuta alla finitura metallizzata e specchiante della parte interna del diffusore, mentre il bordo è in argento anticato 0 rame (soluzione quest’ultima particolarmente originale). La nuova collezione, sviluppata ancora una volta con Foscarini, segna il quarto anno di collaborazione tra i due marchi.
Mysterio, la novità Diesel with Foscarini al Salone del Mobile 2012
Già vi abbiamo parlato di Resource Furniture, che torna con un nuovo video sull’evoluzione e la trasformazione del mobilio nella storia, presentato all’Architecture & Design Film Festival in New York City.
Immagini in bianco e nero si mischiano a quelle a colori, mettendo in relazione la creatività dei tempi passati, con la tecnologia di oggi e il design made in Italy, che sempre vengon in soccorso delle necessità di ogni giorno, con innovazione e bellezza, ma soprattutto con infinite soluzioni.
Se vostro malgrado avete un noioso posto fisso, che magari vi ha portato a vivere lontano da mamma e papà, e per tali ragioni ora vivete in un ampio appartamento da 30 metri quadri; o anche se credete che una laurea possa valere qualcosa, tanto da perderci tempo fino ai 28 anni così da essere degli sfigati che vivono in una doppia, allora sarà bene che vi informiate su come moltiplicare lo spazio così esiguo che avete a disposizione, come mostrato in questo video.

Tommaso Guerra, classe 1978, nato a Roma, è un designer, con tutte le declinazioni possibili che tale parola possa contenere. È un art director, un copywriter, un grafico, un amante del lettering, un arredatore e un artista, con ovviamente parecchi lavori alle spalle.
Quelle che mostriamo qui sono solo alcune delle sue molte produzioni: si tratta di oggetti dal design ridefinito e reinventato. Tratto comune delle sue creazioni è l’utilizzo di forme dall’uso quotidiano, dai tratti classici e conosciuti, con una netta nota di artigianalità che ne aumenta il valore e il gradimento.
Tommaso ha ingegno e manualità, che a quanto pare necessitano trovare più espressioni possibili nei già sopra elencati settori: il risultato sono contaminazioni inevitabili che portano a stimolanti creazioni, moderne e attuali.

Fabio Novembre è una persona molto schietta: dice quello che pensa in maniera diretta, senza filtri, con un’energia incontenibile che è senz’altro indice di grande curiosità e di un sincero slancio emotivo. Un approccio che ritroviamo nei suoi prodotti più famosi: dalla seduta Nemo per Driade, alla sedia Him Her o al Robox per Casamania, ciò che conta è proprio la riconoscibilità iconica delle idee più che la loro reinterpretazione, concettuale come formale. Con freschezza e sempicità, dunque, un sedere resta un sedere, una maschera una maschera, un robot un robot, e probabilmente è proprio questa lettura immediata a garantire che questi prodotti “funzionino”.
Niente cambia nell’ultimo progetto per Venini, storica casa del vetro di Murano: in questi nuovi vasi della collezione Happy Pills, l’ispirazione arriva dalla più classica delle pillole, quella a due colori, qui reinterpretata con una vivace articolazione cromatica. Facile, riconoscibile, senz’altro ironico, questo vaso sarà anche una pillola della felicità per i nostri scenari domestici, come il nome ci vuole suggerire?
Via | At Casa

Sarete tutti d’accordo: in questo momento, le due ruote sono di moda come mai, complice la moltiplicazione di nuovi modelli, customizzati, sperimentali o con nuove implementazioni tecnologiche (si pensi al mercato in crescita delle bici elettriche). Non stupisce, pertanto, che anche i grandi marchi si mettano in moto per rivitalizzare il proprio catalogo storico con un tocco di stile in più, e che cerchino proprio tra i loro pari, in termini di grandezza e autorevolezza aziendale, i complici per queste operazioni di rivisitazione.
E’ il caso di questa nuova Bianchi by Gucci, che vediamo qui sopra: pensata per la vita in città, e progettata dalla stessa Frida Giannini, si distingue per manopole e sellino in pelle, e non dimentica lo stilema del marchio di moda fiorentino, il nastro verde-rosso-verde. Disponibile anche un modello per le gite outdoor, in fibra di carbonio monoscocca.
Via | Atcasa

E’ sofisticato e al tempo stesso primordiale l’effetto scaturito dalla nuova linea Duo del marchio Neutra. Tutto merito dell’associazione, inedita per la stanza da bagno, della pietra con il legno, che configura pezzi ad alto tasso di iconicità e attrattiva tattile.
La collezione, firmata da Matteo Thun (si veda la sua vasca Ofuro, anch’essa in legno) e Antonio Rodriguez, si compone di due lavabi da appoggio, un monolito, un piatto doccia e una vasca. Molto particolare il legno impiegato alla base dei lavandini (nell’immagine dopo il salto), il legno di Kauri: si tratta infatti di una varietà fossile, vecchia di 50.000 anni, che viene estratta dalle paludi della Nuova Zelanda. Più prezioso di così!
Continua a leggere: Duo, legno e pietra per i nuovi sanitari di Neutra firmati Matteo Thun
Continua l’ironico gioco di dissimulazione che il couturier Maurizio Galante porta avanti con il marchio italiano Cerruti Baleri. Se già ci eravamo stupiti con il precedente Canapé Cactus, che ci invitava a sederci su spine appuntite solo all’apparenza, adesso è la volta del freddo e durissimo marmo. Materiale nobile, certo, ma forse non il massimo del comfort.
Ma è qui, appunto, che entra il gioco la dissimulazione. In questa nuova “Louis XV goes to Sparta”, la seduta è realizzata in schiuma di poliuretano su una struttura in multistrato, mentre il rivestimento -il finto marmo- è in seta stampata. Curiosa anche la scelta del nome, riferimento all’origine formale del pezzo, la più classica della bergère. Il progetto è cofirmato con Tal Lancman, ed è presentato in anteprima in questi giorni a IMM Cologne.
louis XV goes to sparta, la poltrona in finto marmo di Cerruti Baleri

Cosa c’entra il nome di un cartone animato? Nessuno ce l’ha spiegato. Ma non fa niente: questo nuovo sgabello ora in produzione per Magis vale bene una recensione anche se il suo nome rimane e rimarrà un mistero.
A firmarlo è niente meno che Konstantin Grcic, designer-icona dell’azienda veneta (chi non ricorda Chair-One?), ora alle prese con la rivisitazione di uno dei classici che più classico non si può tra le tipologie di seduta, lo sgabello da architetto.
A cambiare non è tanto l’aspetto formale quanto l’impiego inedito dei materiali: massello di faggio insieme al polipropilene, impiegato quest’ultimo per le parti meccaniche. Come risulterà l’innesto tra plastica e legno? Per dirlo dovremo aspettare febbraio, quando Tom&Jerry sarà finalmente in commercio.
Via | Daily Tonic