
Kyle Kirkpatrick, dalla Gran Bretagna, è un designer e artista. Le sue opere sono diorami, ovvero quelle ambientazioni in scala ridotta che riproducono un determinato contesto. Una sorta di modellista, o -perché no- di presepista, essendo anche i presepi considerati diorami.
Kyle però non ha nulla di tradizionale, fatta eccezione per qualche minimo elemento, e ad esclusione del suo oggetto di partenza: i libri. In questi Kyle vede -è proprio il caso di dirlo- dei puri volumi, che si presentano a lui come parallelepipedi da scolpire con abilità e precisione, fino a farli divenire teatro delle sue ricostruzioni spesso fantastiche.
La mia pratica riguarda principalmente la nozione di paesaggio immaginario. Io presento oggetti artificiali e materiali naturali allo stesso tempo, per formare accuratamente e meticolosamente opere di installazione composite. Raccolgo e compongo l’intrigo di prendere oggetti al di fuori del loro contesto, per reinventare il loro utilizzo, spingendo lo spettatore a vedere oltre quello che si presenta normalmente davanti a sé. Così un bicchiere potrebbe essere interpretato come un lago, o una staffa metallica come una scogliera.
Sean Ohlenkamp e sua moglie Lisa sono i proprietari della libreria “Type Books” di Toronto. Dopo essersi misurati con un esperimento in versione ‘ridotta’ e casalinga, hanno deciso di riprodurre l’idea in grande, utilizzando proprio il loro negozio. Così la ‘danza’ dei volumi presenti sugli scaffali del mobile della loro abitazione è diventato una sorta di balletto corale allargato.
Aiutati da venti amici hanno realizzato “Joy of Books”: un video in stop-motion in cui i libri della loro “Type Books” si animano e interagiscono tra di loro, muovendosi al ritmo di un brano scritto appositamente dal compositore Grayson Matthews. Poco meno di due minuti di pura poesia e un modo intelligente di farsi pubblicità (dopo il salto, le immagini del loro primo tentativo).
Cose che nessuno sa, di Alessandro D’Avenia, è un libro che parla di tutto ciò che si viene a sapere, a scoprire indirettamente per vie ufficiose, come pure ciò che riguarda l’amore in una coppia, di come anche un dolore, una sofferenza, possa servire e far crescere, possa portare qualcosa di bello.
La stessa cosa avviene alle ostriche, che inglobano in sé un corpo estraneo, e con il lento maturare del tempo, questo diverrà una perla. Da tale magia della natura prende spunto lo spot di Cric film, che con l’animazione dello stesso libro, sui cui margini sono illustrati i disegni di Gabriele Orlando, porta in pochi secondi dentro la narrazione stessa.
Con la graziosa musica di Om Sharan Salafia, e il coinvolgente doppiaggio di Alessandro Gentile, CRIC produce il suo ultimo lavoro. Probabilmente non è dei migliori, visti i precedenti che portano addirittura alla commozione (Perché tu mi piaci, per Poste Italiane; G8 Classroom, per WaterAid.org; La rivoluzione è su due ruote, per BMW) ma la qualità indubbiamente c’è.
Zaha Hadid, Giancarlo De Carlo, Bolles+Wilson e Alberto Kalach: quattro nomi dell’architettura che si raccontano, ognuno nel rispettivo volume della nuova collana monografica di Moleskine. Attraverso lo stile proprio dei famosi taccuini neri, scopriamo appunti e disegni inediti per ripercorrere lo stile e l’artiginalità del processo creativo, con schizzi, disegni a mano libera, bozze, acquarelli e note personali dei designer.
Il formato di questi quattro quaderni (che seguono quelli della serie dedicata al mondo della progettazione) è ispirato al lavoro del tipografo Giambattista Bodoni e rilegato in tela, con copertina rigida di carta e costa colorata coordinata alla banda elastica. All’interno i disegni sono stampati su carta patinata lucida A4. Tutto in vendita sullo store e nei negozi a 29 euro per ogni volume.
Inspiration and process in architecture è la nuova collana di Moleskine



Certo l’ottimismo capitalistico di questa serie di manifesti pubblicitari degli anni ‘50 e ‘60 stride particolarmente con la crisi del sistema finanziario che stiamo vivendo. Eppure l’immaginario riportato in auge dalla serie di culto Mad Men affascina sempre più persone, forse proprio per la sua esoticità, per lo splendore lontano che racconta.
E allora ben vengano questi due nuovi volumi editi da Taschen che saranno il libreria dal prossimo febbraio: Mid-Century Ads, Advertising from the Mad Men Era, The Fifties e The Sixties, una riedizione digitalmente ri-masterizzata di alcune delle più affascinanti campagne di un’epoca in cui un uso spregiudicato dei colori e delle strategie promozionali ha fondato i pilastri dell’estetica del consumismo moderno.
Sostengono - difficile dargli torto - che compilare una qualsiasi enciclopedia nell’era post-Wikipedia sia un’impresa complessa, delle più scoraggianti. La scelta di Brussels Sprout è stata quindi quella di muoversi secondo le linee guida del lavoro di archiviazione tradizionale: una scelta coraggiosa soprattutto perché distante dalle logiche attuali e dalla contemporanea cultura della velocità.
Il risultato è la “Dubai Graphic Encyclopedia”, fatta di oggetti reali scansionati e poi editati, come estremo contrappunto a tutti i precedenti tentativi di decifrare e comprendere quell’assurdo caso di laboratorio architettonico e di design a cielo aperto che è la città degli Emirati arabi uniti. L’enciclopedia verrà integrata e aggiornata periodicamente, costituendo una guida temporale alla metropoli e proponendosi come una ‘grammatica’ per i tentativi simili a venire.

Designer in cerca di un produttore? Saprete benissimo quanto possano essere numerosi, e quanto possa essere difficile trovare nell’industria un interlocutore con cui dialogare. Allora ben vengano le iniziative, anche editoriali, che cercano di costruire un ponte tra le voci e le necessità di questi due insopprimibili attori della filiera produttiva. Dall’esperienza di Promote Design, piattaforma online lanciata da Enzo Carbone per offrire ai designer una vetrina dove mostrare i loro prototipi alle aziende, è appena nato Design For, costola cartacea che, oltre ad offrire un proprio punto di vista sull’evoluzione del mondo della progettazione, si propone soprattutto come raccolta di idee e prototipi destinati ad essere qualcosa di più che un semplice rendering. Non a caso, il libro (ed. Lupetti, prefazione di Valia Barriello) verrà inviato a 100 aziende italiane con l’obiettivo di costruire nuovi rapporti produttivi con designer per lo più alle prime armi: saprà dimostrarsi un buon volano per nuovi, importanti sodalizi? Ce lo auguriamo proprio.
(nell’immagine, un progetto di Anzalone Bistacchi)

Henry Hargreaves: 3DD - the books of boobs in 3D
Henry Hargreaves è un fotografo newyorkese nato in Nuova Zelanda. Nel suo ultimo progetto ha unito le sue due passioni: la fotografia e il corpo femminile. Tuttavia se non avesse aggiunto qualcosa in più sarebbe stato un comunissimo fotografo da rivista o da ritratto.
La cosa in più è proprio quanto unisce i due ambiti, foto e donne, ovvero le forme. E il miglior modo per dar vita alle forme, al progetto, non poteva che essere il 3D, così Hargreaves ha concepito e realizzato la sua raccolta fotografica, completa dei tipici occhiali dalle lenti ciano e magenta.
Oltre a vedere le sue bellissime foto sul suo sito, potete andare qui e comprare l’album 3DD Book Original a $ 29.99 o il 3DD Deluxe alla stessa cifra. E nel caso non aveste gli indispensabili occhiali, sempre sullo stesso sito li potete acquistare a $ 9.99 nella loro versione di classe, (ergo non di cartone) con montatura in plastica, Ray Ban style.
Via | feeldesain

Fare i libri - dieci anni di grafica in casa editrice
La Minimum Fax, da anni nel campo dell’editoria, dapprima come piccola ed emergente realtà nel vasto panorama librario, ha poi assunto sempre più importanza per la qualità tecnica e contenutistica delle proprie edizioni, fino a poter fare scuola.
Tra i diversi corsi e stage che si possono trovare presso il loro sito, l’ultima novità è quella di “Fare i libri - dieci anni di grafica in casa editrice”, un bel libro di 170 pagine a colori che raccoglie le esperienze e le competenze di tutto il mondo professionale che ruota attorno a una pubblicazione.
Questi libri non escono da soli, vengono scelti, realizzati, curati, promossi da una particolare casa editrice, ossia da un insieme di persone con la loro professionalità e i loro gusti; il logo non vuol essere una semplice griffe commerciale quanto il segno della presenza viva, dietro e dentro il libro, di un gruppo di lavoro.
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I colori elettrici degli anni ottanta, quelli pop dei sessanta, i pastello pieni di ottimismo dei cinquanta: a ben guardare ogni decennio, ogni periodo storico è stato caratterizzato da una specifica palette cromatica, espressione del spontanea contesto culturale, conseguenza di condizioni storiche, economiche e sociali.
In PANTONE: The Twentieth Century in Color, edito da Chronicle Books, Leatrice Eiseman, executive director del Pantone Color Institute, e il color guru Keith Recker raccontano il secolo scorso attraverso l’evoluzione del colore, a partire dall’analisi di più di 200 tra opere d’arte e pubblicità, prodotti di design e di moda, ognuno calato nel suo contesto, tra tendenze, costume e condizioni socio-culturali.
Via | Acejet170