Se l’edizione 2009 era stata firmata post-mortem da Stephen Sprouse, quella del 2010 conferma la tendenza alla consacrazione di grandi miti delle arti visive ormai passati a miglior vita.
Sono i ritratti di Robert Mapplethorpe, infatti, ad essere stati scelti per le copertine di Le Book NYC, la più importante delle guide who’s who nel mondo della creatività .
Tra le novità di quest’anno, anche un’applicazione I-Phone che prende il nome di Le Tag. La guida è in vendita al pubblico al prezzo di 250$.
Via | Coolhunting
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Less and More, the Ethos of Dieter Rams è il titolo della nuova monografia sul grande designer tedesco edita da Gestalten. Curato da Klaus Klemp e dalla giapponese Keiko Ueki-Polet, il volume ne passa in rassegna tutta la produzione documentandola con un’ampia rassegna di immagini, tra cui anche schizzi e modellini inediti.
Obiettivo, ricostruire una fisolofia progettuale tra le più incisive e coerenti del Novecento, quella che lo stesso Rams ha declinato nei suoi dieci comandamenti della progettazione. Ve li ricordate? Nel dubbio, vi rinfreschiamo la memoria:
“Good design is innovative. Good design makes a product useful. Good design is aesthetic. Good design helps a product to be understood. Good design is unobtrusive. Good design is honest. Good design is durable. Good design is consistent to the last detail. Good design is environmentally friendly. Good design is as little design as possible.”
Via | Daily Icon
Erik Kessels, tra i fondatori dell’omonima agenzia olandese Kessels Kramer, ha girato per anni tra i mercatini dell’usato di tutta Europa collezionando vecchie fotografie amatoriali. L’archivio ha preso ora una veste editoriale, che ha dato vita a 6 booklet di immagini organizzate per cronologia e tema degli scatti.
Tra i protagonisti, persone comuni immortalate nei momenti di intimità familiare o nei propri viaggi per il mondo, ma anche visioni sulla natura e ritratti ad animali domestici e automobili. Vintage e un po’ nostalgico, da collezione.
Via | Wallpaper
Kessel Kramers: In Almost Every Picture



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Dopo The Sartorialist, ecco un altro grande blog che prende la via della carta stampata. The Selby, il blog di interiors che racconta le case dei creativi di tutto il mondo, è appena diventato un libro pubblicato dalla casa editrice Abrams.
La formula però non cambia: i reportage fotografici di Todd Selby documentano anche qui lo stile personalissimo delle case di giornalisti, modelle, cuochi e dj, affiancando agli scatti i suoi celebri disegni e test personalizzati. Nel libro sono stati inseeriti 30 appartamenti, molti dei quali completamente inediti.
Via | Colette
Sottoculture cinesi sotto la lente di ingrandimento. E’ questo il tema affrontato da China’s Creative Voice, il libro dedicato alle stravaganze della cultura giovanile nella grande Repubblica Popolare.
Organizzata come un gigantesco moodboard, China’s Creative Voice cerca di individuare le coordinate dei cambiamenti che stanno investendo la moda, le identità visive e nuovi brand emergenti, in quella che sembra essere una ricerca di autonomia tra lo stile dei paesi occidentali e quello del Sol Levante.
Il libro, pubblicato da Hunt Hagerty, inaugura una nuova collana dedicata al trend hunting nei paesi in rapido sviluppo.
Via | Dezeen
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Ormai lo avrete intuito: da queste parti siamo grandi fan dello stile mid-century modern: Eames, Saarinen, Nelson. Non sempre però è possibile accedere a pezzi di design originali, sia per i costi, sia per un’oggettiva difficoltà geografica.
Perché allora non aiutarsi con un po’ di fai da te? Make It! Mid-Century Modern è un manuale edito da Curbly, acquistabile anche in versione pdf, che raccoglie schede sullo stile e poi tutorial e istruzioni per realizzare accessori e complementi d’arredo nello stile più moderno che il ‘900 ci ha regalato.
Via | Retrotogo.com
Fai da te: Make It! Un libro per riprodurre lo stile mid-century modern.


Una risorsa incredibile questo Display: Graphic Design Collection. Una raccolta accurata e selezionatissima dei più importanti libri, riviste, pubblicità e materiale riguardante il design. Dallo scorso anno, lo staff di Display propone il meglio per chi vuole interessarsi al graphic design del 20esimo secolo, con tanto di storia e testimonianze dei suoi ‘pionieri’.
Display è gestito e organizzato dallo staff della Kind Company, un ufficio di design indipendente di Brooklyn che si occupa di web e stampa. Già responsabile, tra l’altro, dell’Alvin Lustig Archive: un progetto-fondazione che diffonde l’opera del grande art director degli anni ‘30 e ‘40.
Tutto il materiale viene da collezioni originali: scansionato e fotografato con la massima attenzione. I contribuiti arrivano da privati, semplici entusiasti del progetto e dalla stessa Kind Company che mette a disposizione il tutto per scopi educativi, personali e -ovviamente- non commerciali. Un’iniziativa splendida, un lavoro di catalogazione impeccabile che si traduce in un luogo virtuale dove studiare, appassionarsi, scoprire nuovi nomi o approfondire quelli già noti. Non perdetevelo.

In una società affetta dall’obesità , anche i progettisti sono chiamati in causa per favorire, attraverso i loro lavori, uno stile di vita più attivo. Almeno, questo è quanto succede negli Stati Uniti, dove il Comune di New York ha appena rilasciato una pubblicazione che promuove la diffusione di strategie destinate allo sviluppo di edifici, strade e luoghi di aggregazione più salutari.
Ma, in pratica, in cosa si traducono le linee guida di Active Design Guidelines? Tra i moltissimi spunti, che si possono liberamente scaricare dal sito, troviamo ad esempio indicazioni su come progettare scale, parchi e aree pedonali, ma anche panorami urbani (alias “streetscapes”) che incoraggino la voglia di farsi una bella passeggiata in città . Un esempio da importare anche in Italia per incoraggiare gli investimenti a favore di spazi pubblici più consapevoli, vivibili e, scusate se è poco, più belli.
Via | Personal Report

Si definiscono nerd spioni. Cosa fanno? Si segnano -senza dare nell’occhio- i titoli dei libri che i newyorkesi leggono sui mezzi pubblici, nei ristoranti, nei parchi, e pubblicano le copertine su un sito dedicato, Coverspy.
L’idea, molto semplice, dà però vita ad un osservatorio in grado di dircela lunga sulle ultime preferenze in fatto di letture, dal bestseller, al classico, al libro di psicologia (ce ne sono tantissimi!). Un format bottom up da replicare su altri settori? Oppure un nuovo indicatore da tenere d’occhio per l’industria editoriale?
Via | Swiss Miss
Più di prima, il successo di un ristorante implica un impegno a 360°: non conta solo il cibo, ma anche il luogo dove questo si consuma e la modalità con cui lo si fa. L’impegno dei designer, dunque, va oltre la progettazione di un posto gradevole, e deve includere, qualora il committente sia orientato verso una cucina di ricerca, lo studio di una vera e propria esperienza che renda l’approccio alla gastronomia sinestetico e iperbolico.
Il volume Eat Out, in uscita il prossimo febbraio, ci mostra una selezione di ristoranti che hanno fatto da apripista, in questi ultimi anni, verso una dimensione culinaria totale. Non mancano gli esempi stupefacenti: dal nuovo ristorante collocato sul tetto del Palais de Tokyo, progettato dai fratelli Bouroullec, a Garden of Delight, il locale dedicato al culto delle caramelle, appese al soffitto e pronte per essere degustate in piedi, quasi si trattasse di un frutto da cogliere da un ramo.
Via | Cool Hunting
Eat Out



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