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domenica 14 febbraio 2010

Designerblog intervista Luca Ferigo

pubblicato da marta-cosca in: Young designer Interviste



Oggi vi proponiamo un’intervista che abbiamo rivolto al giovane designer Luca Ferigo, un vero e proprio vulcano di idee che milita in vari settori del design e collabora con aziende interessanti come Domodinamica e Modular.
Ecco cosa ci ha raccontato:

1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.

Luca Ferigo: Il progetto e la voglia di creare qualcosa che prima non c’era, l’ho avuta fin da bambino, quando imitavo mio padre nel suo studio mentre progettava, o in laboratorio a realizzare le proprie idee.
Mi sono laureato nel 2003 in Disegno Industriale presso lo IUAV e subito ho iniziato a lavorare per lo studio Wagner&Associati, confrontandomi con il mondo degli allestimenti, in particolare con quelli fieristici, per eventi di moda e sport come Pitti Immagine, Bread&Butter e ISPO.
In contemporanea, ho collaborato con l’università sia come assistente alla didattica per i workshop, sia come coordinatore per le mostre dell’istituto dal 2004 al 2006, oltre ad aver curato gli allestimenti per Fornasarig al Salone del Mobile.
Poi, forse un po’ “ubriacato” da tanti allestimenti, ho cercato di deviare il percorso verso il panorama del prodotto industriale. La selezione per il primo master del Gruppo Frau, il progetto I-Nova, e il conseguente stage presso il Centro Ricerca e Sviluppo di Cassina, hanno contribuito molto nel definire la mia concezione di design.
Dopo l’esperienza milanese, sono arrivati i primi contatti con lo studio Corde, le prime idee, i primi progetti di quello che poi è stato chiamato Mole. Un periodo molto intenso con loro, anche se breve, che ha dato a tutti molte soddisfazioni.
Dalla fine del 2007 mi sono trasferito a Bologna per collaborare in modo intensivo con Domodinamica e Modular. Qui mi occupo della grafica, dello sviluppo prodotto e degli allestimenti, sia aziendali che esterni.
Parallelamente al mondo del design, mi occupo anche dell’organizzazione e della promozione di eventi di musica elettronica in Veneto ed Emilia.
Obiettivi futuri? Sono nel pieno dell’ennesimo trasloco, del futuro ne possiamo riparlare fra un paio di settimane?
Per adesso continuo la collaborazione con le aziende bolognesi, spostandomi però a Padova per concentrarmi meglio su Mole e su altre collaborazioni sempre in zona, ma per ora non mi sbilancio, non si sa mai!

2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?

Luca Ferigo: I maestri come Castiglioni, Magistretti, Bellini, De Lucchi e Scarpa sono sempre dei riferimenti da considerare per il loro approccio progettuale, per la cura del particolare, per l’intuito e la loro armonia e purezza nel disegno.
Santachiara è il designer-inventore che non pone limiti alla fantasia e alla concretezza, e anche quando “gioca” con le tecnologie è comunque ironico ed emozionale.
Ulian è un altro designer-inventore, ma con un linguaggio molto diverso che stupisce, provoca, coccola, critica e risolve. E tutto questo con semplicità estrema, stupefacente.

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giovedì 14 gennaio 2010

Designerblog.it intervista Design dOt

pubblicato da marta-cosca in: Eventi Young designer Interviste



Designerblog.it oggi vi presenta Design dOt, eclettico studio torinese dietro cui si cela il desinger Alberto Caramello, vero e proprio vulcano di idee che parteciperà a Young Designer Home e che vi invitiamo a conoscere meglio.

1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.

Design dOt: Quando avevo 8 anni la mia maestra disse che seguivo poco in classe ma che ero un vulcano di idee.
Ho sempre studiato poco perché volevo imparare le cose che mi interessavano a basta. Dopo il liceo mi iscrivo ad ingegneria, ma al terzo anno ho capito che non volevo fare l’ingegnere e approdo ad architettura per il restauro.
Sono convinto che si debba conoscere il passato per disegnare il futuro.
I prossimi obiettivi? Lasciare un segno tangibile che il design non è solo una parola, ma il risultato di un processo.

2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?

Design dOt: Dal punto di vista della produzione quelle aziende che fanno progetti reali e non finanza.
Come designers quelli che si cimentano nell’autoproduzione perché solo facendo le cose si impara (come diceva Munari) mettendosi “dall’altra parte della barricata”.

3) Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l’ispirazione per dar vita alle tue creazioni?

Design dOt: I progetti possono nascere in modi diversi: ci può essere una genesi romantica come un’intuizione sotto la doccia oppure il riflettere su quello che non va negli oggetti che ci circondano cercando di migliorarli.
Si può anche pensare ad un oggetto e immaginare un altro utilizzo, comunque bisogna osservare il mondo, non passarci solo attraverso.

4) Il progetto a cui sei più legato e perchè?

Design dOt: Sicuramente a dOt, la mia piccola casa editrice di oggetti.
In particolare a Boat. Avere l’idea di una piccola flotta di portacandele galleggianti e vederle poi dopo molti prototipi accese e galleggiare in piscina è stato davvero emozionante.

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mercoledì 13 gennaio 2010

Designerblog.it intervista CAIRA Design

pubblicato da marta-cosca in: Eventi Young designer Interviste



Continuiamo le nostre interviste ai giovani designer che parteciperanno a Young Designer Home presentandovi oggi CAIRA Design, giovane brand di moda dall’elevato contenuto creativo e nato dalla passione di Francesca Caira per la moda.
CAIRA Design propone, ad un pubblico di persone attente ai cambiamenti ed alla propria immagine, un prodotto elaborato nella ricerca, nei dettagli, nelle qualità dei tessuti e nella realizzazione.
Ma conosciamo un po’ meglio questa eclettica designer:

1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.

CAIRA Design: Dopo un diploma di Industrial Design allo IED ho avuto alcune esperienze come stylist per pubblicità e videoclip, ho lavorato in un laboratorio di vetrate policrome, nell’atelier di una ceramista e in uno studio di grafica. Finchè ho scoperto il piacere di costruire il vestito sul corpo umano e nel 2004 è nato il marchio CAIRA design.
L’obiettivo futuro è di rimanere coerente con la filosofia che ha ispirato la mia scelta di fare moda.

2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?

CAIRA Design: Antorio Marras e Vivienne Westwood

3) Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l’ispirazione per dar vita alle tue creazioni?

CAIRA Design: Nascono da un veloce bozzetto, per poi passare immediatamente alla realizzazione di un prototipo costruito su manichino.
La fonte di ispirazione sono le persone che vedo quotidianamente in vari ambiti e contesti, osservando con attenzione appariamo così diversi e variopinti!
Viaggi e film poi ampliano la visuale di osservazione nel tempo e nello spazio.

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martedì 12 gennaio 2010

Designerblog.it intervista lo Studio IV Design

pubblicato da marta-cosca in: Eventi Designer Interviste



Dopo l’intervista ad Alberto Brogliato, oggi vi vogliamo presentare lo studio di Vicenza IV Design che parteciperà a Young Designer Home.

1) Parlateci di voi: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.

IV Design: Siamo due architetti che uniscono momenti di progettazione architettonica alla creazione di oggetti.

2) Quali sono i vostri punti di riferimento nel mondo del design?

IV Design: Non ci sentiamo particolarmente legati al mondo del design, cerchiamo di progettare degli oggetti guardando sempre all’architettura, fatta di spazio, volumi, ecc. Pensiamo che ogni forma deve sostenere la forza di un’idea.

3) Come nascono i vostri progetti e da dove prendete l’ispirazione per dar vita alle vostre creazioni?

IV Design: Oltre che da un metodo progettuale, prendiamo spunto dalla costate osservazione della vita quotidiana.

4) Il progetto a cui siete più legati e perchè?

IV Design: Tutti i progetti hanno una loro lunga gestazione e per questo siamo a tutti ugualmente e fortemente legati.

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lunedì 11 gennaio 2010

Designerblog.it intervista Alberto Brogliato

pubblicato da marta-cosca in: Eventi Young designer Interviste



Come vi avevamo anticipato non molto tempo fa, Young Designer Home è l’evento che porterà alla ribalta una serie di giovani talenti del mondo del design e che avrà luogo a Vicenza nei giorni 16 e 17 gennaio 2010.
Noi di Designerblog lo stiamo seguendo da vicino e in particolare stiamo cercando di conoscere più a fondo i suoi protagonisti.
Per questo abbiamo deciso di proporvi delle interviste rivolte proprio ai giovani partecipanti all’evento e il primo designer che vi vogliamo presentare oggi è Alberto Brogliato, di seguito ecco l’intervista a lui dedicata:

1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.

Alberto Brogliato: Mi sono laureato qualche anno fa (non ricordo mai quanti siano) presso lo IUAV di Venezia, con specializzazione in design del prodotto.
Fresco di laurea specialistica ho iniziato a lavorare per Euro3Plast, un’azienda vicentina che aveva come obiettivo la creazione di una linea di prodotti di arredamento in plastica con un DNA fortemente creativo…e il sodalizio deve ancora finire!
Attualmente sto gestendo assieme all’art director dell’azienda la quarta collezione di PLUST Collection, con alcuni prodotti da me firmati a catalogo ed alcune collaborazioni illustri che mi hanno dato molte soddisfazioni. Obiettivi futuri? Aprire uno studio?

2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?

Alberto Brogliato: I miei punti di riferimento nel mondo del design non sono oggetti né correnti di pensiero, ma alcuni designers che hanno saputo interpretare e addirittura plasmare il nostro gusto del bello.
I nomi? Beh, da Joe Colombo a Panton, da Sapper a Ron Arad, da Zanuso a Marc Sadler,
da Castiglioni a Philippe Starck, da Marc Newson a Jonathan Ive, da Marcel Breuer a Chris Bangle.
E potrei andare avanti ancora…

3) Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l’ispirazione per dar vita alle tue creazioni?

Alberto Brogliato: Sarà che non sono ancora un designer affermato e quindi non posso permettermi di disegnare quel che voglio sapendo che qualcuno risolverà al posto mio gli infiniti problemi che sorgono dal bozzetto all’oggetto in produzione, ma il mio modo di progettare è strettamente basato sui vincoli.
Target, esigenze commerciali, limiti produttivi, dimensioni, articoli già presenti nel mercato e costi non sono che alcuni dei tantissimi vincoli che determinano le caratteristiche di un progetto.
Io non faccio altro che metterli tutti dentro un enorme calderone, e, a forza di mettere vincoli e paletti, il progetto comincia a prendere forma (non è molto poetico come procedimento, ma ho imparato a mie spese che raramente le cose poetiche sono anche fattibili).
Poi, una volta che le caratteristiche principali sono definite, cerco di dare al progetto/oggetto un qualcosa in più, un plus, qualcosa che ne giustifichi l’acquisto tra la selva di oggetti analoghi.
Intendiamoci, a volte ci si riesce, a volte meno…

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giovedì 17 dicembre 2009

Design.book, interviste ai designer italiani sul canale Leonardo

pubblicato da Cut-tv in: Video Interviste

programma televisivo leonardo

Forse alcuni di voi lo conoscono già, per tutti gli altri ci sembra utile segnalare Design.book, un programma televisivo trasmesso dal canale satellitare Leonardo, completamente dedicato al design e in particolare ai giovani designer italiani.

Si tratta di una serie di interviste condotte dal giornalista Giorgio Tartaro e accompagnate da filmati e immagini che illustrano il lavoro, il processo creativo e l’ispirazione di talenti italiani più o meno affermati. Le puntate possono anche viste sul sito di Leonardo.

In più il programma ha un aspetto interattivo: si può infatti segnalare la propria candidatura per entrare a far parte della gallery degli intervistati e partecipare così al programma, mandando una mail. La prossima puntata sarà su Marco Paolelli dello studio Meneghello Paolelli Associati, per quanto riguarda tutti voi, buona fortuna!

martedì 17 novembre 2009

Italia Design_kit di en&is design

pubblicato da Cut-tv in: Interviste

en&is design

Italia: Design_kit è un’iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenera ogni volta che un intervistato suggerisce il nome del suo successore.

Gli ospiti di oggi sono i product e graphic designer Enrico Bosa e Isabella Lovero dello Studio en&is design di Milano, invitati da Daniela Maurer.

Descrivete chi siete, cosa fate e come vi piace farlo.
Siamo un giovane e dinamico studio. Ci occupiamo di product design e di grafica. Lo studio nasce due anni fa unendo le esperienze pluriennali di Isabella Lovero e Enrico Bosa, maturate in prestigiose aziende come Sector Group e Swarovski Internazionale d’Italia per Isabella, e Studio Giovannoni Design per Enrico che ha la possibilità di sviluppare progetti per aziende come Alessi, Deborah Italia, Magis, 3m, Veneta Cucine, Edra. Queste esperienze ci hanno portato ad affrontare diverse tipologie di oggetti, dall’homewear, all’allestimento stendistico, a gioielli e orologi. Ogni progetto ha inizio dall’analisi di nuovi modi di utilizzo, del mercato, il tutto unito ad una ricerca formale che esprima la funzione.

Italia Design Kit di en&is design
en&is_Totem en&is_Crashed en&is_2use en&is_Bambù

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Il design? Niente a che vedere con la moda

pubblicato da Giulia in: Designer Interviste

brauns54

E’ con un’intervista che lo definisce “l’uomo che ha dato forma al nostro mondo” che il Times celebra il grande Dieter Rams, il designer tedesco- fautore del primo hi-fi di massa per intenderci- di cui avevamo parlato non troppo tempo fa in occasione del video che gli aveva dedicato il V&A museum.

Il segreto della longevità del suo design? Lasciamolo alle parole dell’interessato, che afferma: “il buon design deve essere onesto”. Rincarando la dose: “Il design non ha niente a che vedere con la moda”, e chiamando in causa anche i suoi epigoni più celebri, tra cui un certo mounsier Philippe Starck di cui dice: “E’ un artista e non un designer. Ha fatto alcuni prodotti interessanti, ma dovrebbe pensare un po’ di più!”. E se lo dice lui…

Via | Storm from the East

sabato 10 ottobre 2009

La graphic designer di CollegeHumour intervistata da Inside the Webb

pubblicato da Parasite in: Web design Interviste Graphic Design

anna hiort college humour graphic designer

Cosa si prova ad essere nel team di designer che lavorano per CollegeHumour.com, uno dei primi siti web al mondo che ha saputo creare un vero business con il materiale “da cazzeggio”? E’ una delle prime domande rivolte alla bella Anna Hiort nell’intervista che potete leggere su Inside the Webb.

Hiort lavora per CH da aprile 2008 dopo un banale colloquio e si occupa principalmente delle campagna pubblicitarie all’interno del sito, interamente personalizzate per il cliente. Assieme al suo collega studia e applica modifiche all’interfaccia del sito per migliorare l’usabilità, aspetto non da trascurare perché si tratta di una community, oltre che di un raccoglitore di video divertenti.

La ragazza è giovanissima e confessa che la sua giovane età (ha poco più di vent’anni!) le reca non pochi problemi con i potenziali clienti:

Dopo aver visto in che anno mi sono diplomata, ho dovuto sfondare porte e tempestare la gente di email per convincerli a guardare il mio portfolio. Il mio consiglio è di insistere, non lasciare che la gente dubiti di te e fai sempre del tuo meglio perché se non lo fai, gli altri lo notano.

Non perdetevi l’intervista completa e il suo blog!

giovedì 08 ottobre 2009

Le illustrazioni retro di Jim Datz

pubblicato da intweetion in: Designer Interviste Illustrazione Graphic Design

JimDatz

L’occasione per parlare di Jim Datz è questa splendida intervista rilasciata al team di Grain Edit (uno dei migliori blog dedicati all’illustrazione). Un’occasione cercata: chi scrive è un fan accanito di Datz e ha solo scelto un -buon- pretesto.

Laureato in architettura, si è interessato principalmente all’urbanistica (che rimane una sua grande passione). E’ poi passato al graphic-design, lavorando prima per un’azienda che produce giocattoli, poi come art director per Urban Outfitters. Finalmente, l’approdo all’illustrazione, che rimane comunque sempre molto legata ai suoi studi e agli impieghi precedenti. L’utilizzo dei caratteri tipografici è la prova più evidente della continuità nelle diverse fasi della sua carriera.

Palesemente influenzato da tutta la tradizione delle Arti Applicate dal 1954 al 1968, mescola, Jim Datz mescola continuamente il fascino per il retro alle nuove tendenze dell’illustrazione. I suoi personaggi (gentlemen inglesi con bombetta ed enormi baffi, marinai) abitano luoghi in cui una natura aggrovigliata e dai colori vintage-pop convive con palazzi usciti dalle stampe dei primi agglomerati urbani dell’era del boom industriale.

Tracce dei lavori minimali di Saul Bass e del design di George Nelson, ma anche di tutti gli artisti suoi contemporanei che si rifanno alla cosiddetta Mid-Century Culture con cui Datz collabora spesso (con alcuni divide lo studio che hanno costruito insieme) e che contribuiscono a creare uno stile famigliare e riconoscibile. Singolare e di fortissimo impatto.

Dopo il salto, due foto che Jim Datz ha concesso a Grain Edit per mostrare le varie fasi di lavoro e che permettono a noi di osservare il suo talento da vicino.

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