L’idea del suggestivo progetto realizzato da Annica Cuppetelli e Cristobal Mendoza e presentato alla Biennale 2012 di video e arti multimediali in Chile, è quella di confondere e poi illuminare il confine tra il fisico e digitale. Sulle 144 linee verticali vengono proiettati altrettanti fasci di luce delle stesse dimensioni, ciascuna quindi risponde al movimento dei visitatori e il risultato è un campo ipnotico delle onde che genera effetti Moiré.
Come spiega lo stesso Mendoza, “Nervous Structure (field)” fa parte di una serie che “si occupa del rapporto ambiguo tra il reale e il virtuale, basata su due concetti fondamentali: una struttura fisica in tessuto o in corda e una struttura virtuale composta da luce proiettata. Se mostrati singolarmente vengono percepiti immediatamente per quello che sono, quando i livelli si sommano invece, si aggrovigliano e interferiscono uno con l’altro”. Menzione d’onore anche per il commento sonoro: “Guitar Plume” di Portable Sunsets (Peter Segerstrom).
A quanto pare a Stoccolma i giovani sono i peggiori d’Europa nel praticare sesso sicuro, così si è corso ai ripari promuovendo la suddetta attività rendendo l’uso del condom divertente e non imbarazzante, sfida consegnata alla 2d code, società di Londra esperta nel settore, che l’ha portata indubbiamente a compimento.
La campagna di prevenzione inizia con la distribuzione di 50.000 condom gratuiti, confezionati ognuno con un QR code sul fronte, in modo da poter scaricare sul proprio smartphone una app con la quale si possano misurare ritmo, suoni e durata del rapporto, solo posizionando il telefono sul letto.
Sul proprio smartphone man mano che il tempo passa il grafico si aggiorna in tempo reale, caricandosi direttamente sul sito, dove l’utente crea un proprio profilo come un vero social network, registrando i propri tempi e ritmi, età, capelli, personalità, segno zodiacale, nonché scarpe, animali, squadra e musica preferite.
Continua a leggere: Sesso sicuro? Un gioco da ragazzi con i QR code
Questo “Enlightened Souls” è un progetto ancora in fase di lavorazione, come ammette lo stesso autore: il fotografo Fabrice Wittner che lo ha iniziato durante un viaggio compiuto nel maggio del 2011 a Christchurch, in Nuova Zelanda. È pensato come un contributo artistico e morale a un evento catastrofico: il sisma che ha colpito la zona. Con degli stancil, Wittner ha dipinto delle figure umane che ha poi illuminato per ricordare le vittime della tragedia e mostrare lo spirito di una città gravemente colpita.
Un mix di street-art e fotografia che segue un processo lungo e complesso, anche in relazione ad alcune critiche ricevute. La seconda fase è stata realizzata ad Hanoi, in Vietnam dove le immagini sono diventate quelle di alcuni bambini fotografati in alcuni villaggi del nord del paese ‘proiettate’ in alcuni dei luoghi principali della Capitale. Un lavoro emozionante e di grande impatto visivo.
Enlightened Souls: gli stancil illuminati di Fabrice Wittner









What is Foodzy? from Foodzy on Vimeo.
Tra le migliaia di applicazioni per smartphone che cercano di conquistarsi uno spazio al sole, Foodzy, rilasciata dall’omonima casa di software olandese indipendente, è sicuramente quella che soddisfa gli amanti della cucina salutare e al tempo stesso dei layout ben disegnati.
Si tratta di un’app che permette di tenere traccia di tutto quello che si mangia e delle calorie assunte, ricevendo statistiche sul proprio regime alimentare e consigli su come migliorarlo. Accanto a questo vero e proprio servizio ci sono poi attività più divertenti, competizioni con il proprio network di amicizie, ironiche onorificenze per le sbornie prese o per la quantità di barbecue organizzati in un’estate.
Disponibile in una versione free e una premium con più funzionalità, Foodzy permette di settare il livello di privacy delle proprie informazioni per poter essere utilizzato sia come strumento di controllo del proprio regime alimentare, sia come allegro social game.
Quest’ultima funzionalità è particolarmente incentivata da un frame grafico e da un sistema di icone e badge decisamente pop e accattivanti realizzati dal duo di illustratori LouLou & Tummie che lo scorso Natale hanno realizzato per ogni utente attivo uno speciale regalo: un’infografica personalizzata con propri i consumi (in dolci e verdure, pizze o alcolici), la variazione del peso e i prodotti preferiti. Naturalmente da condividere su Facebook…
Difficile ridefinire l’esperienza del dj-set e le funzionalità degli strumenti utilizzati. Se ora la maggior parte delle case produttrici cercano l’integrazione ottimale tra file digitali e controller, il meccanismo fondamentale - reso più semplice e immediato - cambia poco. Questa “Soundmachines” dei berlinesi The Product non riscrive il gesto, ma azzarda una ridefinizione del supporto.
Quando la Volkswagen ha chiesto allo studio tedesco di sviluppare una serie di visual per una performance musicale interattiva che promuovesse il lancio del New Beetle lo scorso settembre, la risposta è stata questa particolare console. Tre piatti su cui girano altrettanti ‘dischi’: forme circolari lette da una puntina laser e sincronizzate da Ableton Live tramite un processore Arduino. L’effetto è doppio: visivo (i movimenti vengono proiettati su degli schermi) e interattivo (le tre tracce possono essere gestite dai visitatori). Tutto supervisionato dal sound designer Yannick Labbé.
Il video in questione è divertente e unisce abilmente paper-craft e una struttura ispirata alle macchine di Rube Goldberg: in realtà muove da un’idea più complessa, che l’agenzia Uniform di Liverpool sta sviluppando nella sua divisione ULAB. Le chiamano “Physical Apps” e sono oggetti che si collegano a Internet per eseguire operazioni dedicate, consentendo agli utenti di accedere alle informazioni o ai servizi senza l’utilizzo di un’interfaccia standard come può essere un mouse, la tastiera o il touchscreen.
Progetto ambizioso che questo “Sweet Tweet” sintetizza in modo ironico e efficace. È stata realizzata una applicazione fisica che collega lo studio ai followers su Twitter, avvisando con l’ingegnoso meccanismo che vedete nelle immagini, ogni volta che si aggiunge un nuovo contatto.
Il nostro Diego Stocco, uno dei sound designer più capaci e talentuosi in circolazione, ha colpito ancora. Non è un mistero quanto qui su Designerblog apprezziamo il suo lavoro: quindi vogliamo seguirlo anche in questa breve ‘avventura’ e proporvi l’ultimo video che ha postato sul suo account su Vimeo.
La storia è breve e spiega molto dell’attitudine di Stocco. Mentre si trovava nella sua stanza in un hotel di Las Vegas durante il CES 2012, ha gettato una bottiglia d’acqua nel cestino dei rifiuti, scoprendone le qualità risonanti. Così ha iniziato a improvvisare, registrando il tutto con il suo iPhone, enfatizzando poi le frequenze e l’effetto stereo. Il risultato è quello che potete ammirare nel video a inizio post.
All Eyes On You from Britzpetermann on Vimeo.
Lo studio tedesco di interaction design Britzpetermann festeggia la fine di ogni anno lavorativo con un progetto creativo autoprodotto. Quest’anno i loro sforzi si sono focalizzati su un’installazione intitolata All Eyes On You creata appositamente per le vetrine del loro stesso studio.
Effettivamente avere delle stanze che si affacciano come un negozio con grandi vetrate sulla strada può far sentire a chi ci lavora dentro “tutti gli occhi su di sé”. Probabilmente da questa considerazione è nata la serie di bulbi oculari che dall’interno della vetrina seguono i movimenti dei passanti.
Per passare dallo status di osservati a quello di osservatori, i tre fondatori dello studio Britzpetermann hanno creato pannelli tondi su cui hanno proiettato occhi sferici, il cui movimento, sensibile al transito dei passanti, è controllato da un’applicazione disegnata con OpenFrameworks e Kinect. L’accensione e lo spegnimento a tempo del proiettore sono stati invece remotati da uno switch programmato con Arduino.
Via | Notcot.org
Non è sicuramente il primo, eppure nonostante l’idea sia già vista, questo video realizzato da Francis Cutter per il collettivo francese C2C si lascia guardare con piacere e curiosità. Il gioco è quello di animare l’ambiente circostante tramite la computer grafica, a tempo con il beat e i suoni del brano.
Nello specifico si tratta di “F-U-Y-A” e il risultato finale affascina anche grazie alle sonorità hip-hop. Lo scratch in sincrono con le pareti e la pavimentazione dell’abazia di Fontevraud altera la percezione del tutto e rende la traccia ancora più accattivante. Dopo il salto, trovate anche lo showreel di Vincent Nguyen, vero nome di Francis Cutter.
Continua a leggere: Il video di Francis Cutter per "F-U-Y-A" dei C2C
Unstuck from Unstuck on Vimeo.
Unstuck è una App per iPad in grado di renderci più produttivi e ispirati, grazie alla possibilità di sbloccare quelle situazioni in cui ci sentiamo prigionieri della noia, della fatica, o del temibile horror vacui, la paura e l’immobilità da foglio bianco, tipico spesso degli scrittori, così come di tanti creativi.
Unstuck è uno spin-off da SYPartners, “una società che aiuta i leader e le loro squadre nei momenti di trasformazione.” L’applicazione consente di scegliere inizialmente tra tre sentimenti, più una serie di dettagli a scelta multipla da compilare, che portano a una serie di schede da ordinare a seconda del proprio profilo. Alla fine del processo ne uscirà fuori una diagnosi dei problemi, e conseguentemente una serie di suggerimenti per risolverli.
Unstuck è una maniera divertente e coinvolgente per uscire fuori dal torpore di noia e mancanza di ispirazione. La successione di schermate è ben pensata, le grafiche non sono male, e lo stesso si dica per i testi.
Il prodotto in sé parrebbe funzionale, ed è una delle tipiche espressioni americane, dove per risolvere qualcosa basta un po’ di sano ottimismo dei self-made-man, e qualche buon manuale del tipo how-to-do. Chissà se per l’ispirazione o per sbloccarsi non bastano più una passeggiata fuori, una mostra o un film?