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Installazioni

A Room for London, una nave è apparsa sui tetti di Londra

pubblicato da Cut-tv*e in: Installazioni Sound Design

What is A Room for London? from Artangel on Vimeo.

Somiglia a Roi des Belges, la barca comandata da Joseph Conrad lungo il fiume Congo, l’imbarcazione che ha fatto la sua apparizione poche mattine fa nel cityscape londinese, più precisamente a Southbank, sul tetto della Queen Elizabeth Hall, ben visibile lungo il Tamigi.

L’installazione si chiama A Room for London e rimarrà al suo posto per tutto il 2012, e non solo sarà a disposizione di chi voglia provare l’esperienza di dormire su una barca scaraventata per volontà di qualche divinità marina sulle costruzioni a pochi passi dal London Eye, ma ospiterà letture, performance, musica dal vivo.

Progettata e realizzata da David Kohn e Fiona Banner, in collaborazione con lo studio Living Architecture di Alain de Botton, A Room for London ha recentemente inaugurato la serie Sounds from a Room ospitando il musicista statunitense Andrew Bird che, come potete vedere in questo video, ha portato con sé, per amplificare il suono in uno spazio così piccolo, i suoi Horn Speakers.

Pub Scrawl a Sheffield, dieci pub per dieci artisti

pubblicato da Cut-tv*e in: Eventi Installazioni Illustrazione

Tado at The Bowery

No, non è un refuso, Pub Scrawl è un intraducibile gioco di parole tra crawl (la nota pratica di girovagare di pub in pub finché le gambe reggono) e scrawl che vuol dire scarabocchiare, fare schizzi. L’idea dell’illustratore inglese Pete McKee è stata infatti proprio quella di coniugare il giro di bevute del venerdì sera (l’evento si è tenuto lo scorso 20 gennaio) con una serie di piccole esposizioni e installazioni pop-up.

Illustrazioni, graffiti, installazioni audiovisive e dj set: il più prorompente degli spettacoli è stato probabilmente, almeno a giudicare dalle immagini, quello del duo di illustratori Tado, che hanno letteralmente ricreato il loro mondo arcobaleno nella sala di un classico (ex) fumoso pub, tra sagome di cartone, stickers e proiezioni a loop, di cui qui sopra vedete un frame.

Tado at The Bowery
Tado at The Bowery Tado at The Bowery Tado at The Bowery Tado at The Bowery

Soundmachines: i nuovi strumenti per dj di The Product e Yannick Labbé

pubblicato da intweetion in: Installazioni Interaction design Video Sound Design

Difficile ridefinire l’esperienza del dj-set e le funzionalità degli strumenti utilizzati. Se ora la maggior parte delle case produttrici cercano l’integrazione ottimale tra file digitali e controller, il meccanismo fondamentale - reso più semplice e immediato - cambia poco. Questa “Soundmachines” dei berlinesi The Product non riscrive il gesto, ma azzarda una ridefinizione del supporto.

Quando la Volkswagen ha chiesto allo studio tedesco di sviluppare una serie di visual per una performance musicale interattiva che promuovesse il lancio del New Beetle lo scorso settembre, la risposta è stata questa particolare console. Tre piatti su cui girano altrettanti ‘dischi’: forme circolari lette da una puntina laser e sincronizzate da Ableton Live tramite un processore Arduino. L’effetto è doppio: visivo (i movimenti vengono proiettati su degli schermi) e interattivo (le tre tracce possono essere gestite dai visitatori). Tutto supervisionato dal sound designer Yannick Labbé.

The Redball Project, un pallone rosso gigante cambia il volto alle città

pubblicato da Giulia Zappa in: Installazioni

The Redball Project, un pallone gigante cambia il volto delle città

Luoghi un po’ anonimi, a cui difficilmente prestiamo attenzione. Ma che possono cambiare in maniera imprevedibile, complice un intervento sopra le righe, quanto scaturito da un’idea, in fin dei conti, semplice.

Come quella che è venuta in mente a Kurt Perschke, artista di stanza a New York, il quale col suo The RedBall Project ha deciso di intervenire sul tessuto urbano, non quello spettacolare dei grandi landmark cittadini, quanto angoli di periferia che difficilmente occupano lo spazio sotto i riflettori. Lo strumento? Un enorme pallone gonfiabile rosso, da montare ostruendo stradine, infilandosi dentro distributori di benzina o incastrandosi tra una vetrina e l’altra.

L’effetto è divertente, perchè dà un tocco di humor a luoghi banali stravolgendone punti di vista e consuetudini di fruizione. Molte le città già coinvolte: Barcelona, Taipei, Chicago, Toronto, Sydney, Portland, Abu Dhabi e, prossimamente, Perth.

Via | Collabcubed

The Redball Project, un pallone gigante cambia il volto delle città
The Redball Project, un pallone gigante cambia il volto delle cittàThe Redball Project, un pallone gigante cambia il volto delle cittàThe Redball Project, un pallone gigante cambia il volto delle cittàThe Redball Project, un pallone gigante cambia il volto delle città

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Ferrite e Ferro sono le nuove 'lava-lamp' di David Markus

pubblicato da intweetion in: Accessori Complementi d'arredo Installazioni

Non è esattamente una lava-lamp, ma l’effetto è molto simile. Questa sorta di scultura ideata da David Markus, sfrutta il ferrofluido: un materiale con delle proprietà ferromagnetiche uniche che lo hanno reso indispensabile nella realizzazione dei display interattivi. Mediante l’applicazione di campi magnetici di diverse intensità, il ferrofluido all’interno del liquido si distribuisce dando vita a varie forme.

Due i modelli prodotti da Markus: “Ferrite” e “Ferro”. Il secondo è visto come una versione più piccola e interattiva, che funziona ruotandola come fosse una clessidra. Trovate tutto in vendita sulla pagina di Kickstarter, con prezzi che vanno dai 75 ai 300 dollari, aiutando anche lo sviluppo del progetto.

Il ponte vivente di Meghalayas, ai confini del design più estremo

pubblicato da Eugenio Pozzilli in: Eco design Installazioni Outsider Design sostenibile


Il ponte vivente di Meghalayas si trova nell’omonima foresta pluviale, in India. Si tratta di un vero e proprio ponte che collega più di due zone sospese sopra un fiume che per sua natura è soggetto a impetuose piene. È in grado di sostenere il passaggio contemporaneo di una cinquantina di uomini, ed è destinato solo a fortificarsi nel tempo.

Ancora una volta è interessante spingersi fino ai confini di cosa sia e cosa possa essere il design. In questo caso è stimolante portare all’estremo il discorso, fino quasi a pensare che non ve ne sia di design, quando invece è evidente -anche se non nell’immediato- come il ponte di Meghalayas ne sia uno dei più autorevoli esempi.

Le ragioni dell’eccellenza di Meghalayas sono ovvie: materiali impiegati, metodi costruttivi, sostenibilità, funzionalità, fruibilità e ancora oltre, fino a esaurire tutte le categorie di cui un buon progettista deve tenere conto. Ciò che risulta da una corretta analisi è che l’ideale è di impiegare il minor numero di cose, perché nel design si può fare a meno di tutto, anche della ricerca più avanzata, perché l’unica cosa che serva è la forma pensata.

Giant Gingerbread House, l'architettura di una casa di zenzero

pubblicato da Cut-tv*e in: Installazioni Food design

Giant Gingerbread House

Il collettivo d’archiettura Alma-nac ha progettato e realizzato una vera e propria casetta di pan di zenzero, la Giant Gingerbread House, per un’iniziativa d beneficenza promossa dal Brunswick Centre e il Great Ormond Street Hospital di Londra, con una parete apribile e l’interno arredato completamente in materiali commestibili e dolci.

Come in una favola le pareti sono di biscotti, i mobili ricoperti di glassa, il lampadario di caramelle, il prato fiorisce di cupcakes e dal comignolo fuoriescono nuvole di pop-corn. Ma dietro a questa immagina da sogno c’è un lavoro strutturale complesso e professionale: i materiali sono stati infatti studiati a lungo per testarne la resistenza.

Addirittura le mattonelle di wafer sono state cotte due volte e limate di 5mm per ottenere un formato regolare in tutta la struttura e varie miscele di zucchero provate come collante. In tutto 80 kg di pan di zenzero, 65kg di crema ganache al cioccolato, 25 litri di glassa, 2.5 metri cubi di marshmallows, 400 meringhe, che sono state divorate in soli tre giorni da frotte di bambini e genitori divertiti.

Via | Whowithwhat.com

Giant Gingerbread House
Giant Gingerbread House Giant Gingerbread House Giant Gingerbread House Giant Gingerbread House

Ikea, un appartamento nel Metrò parigino

pubblicato da Cut-tv*e in: Aziende Installazioni Arredamento

I pendolari parigini in transito per la fermata di Auber, una delle più grandi stazioni metropolitane del mondo, troveranno ad accoglierli in questa settimana una sorta di Grande Fratello dal vivo, un’installazione davvero impressionante firmata Ikea.

Il colosso svedese, con la collaborazione dell’agenzia Ubi Bene, ha ricreato nella hall della stazione un mini appartamento di 54 metri quadri: dietro a pareti di plexiglass, sono rinchiuse, fino a sabato prossimo, cinque persone che dovranno vivere gli spazi e dimostrare la funzionalità e l’ingegnosità delle soluzioni d’arredo dell’Appart Ikea.

Dopo aver arredato le fermate degli autobus e portato divani nel metrò della capitale francese, questa volta Ikea torna a far parlare di sé a Parigi con un progetto ben più ambizioso, che può essere seguito in tempo reale via Facebook, con fotografie, commenti e clip che riassumono gli accadimenti di ogni giornata.

Tanti occhi per un vetrina interattiva

pubblicato da Cut-tv*e in: Installazioni Interaction design

All Eyes On You from Britzpetermann on Vimeo.

Lo studio tedesco di interaction design Britzpetermann festeggia la fine di ogni anno lavorativo con un progetto creativo autoprodotto. Quest’anno i loro sforzi si sono focalizzati su un’installazione intitolata All Eyes On You creata appositamente per le vetrine del loro stesso studio.

Effettivamente avere delle stanze che si affacciano come un negozio con grandi vetrate sulla strada può far sentire a chi ci lavora dentro “tutti gli occhi su di sé”. Probabilmente da questa considerazione è nata la serie di bulbi oculari che dall’interno della vetrina seguono i movimenti dei passanti.

Per passare dallo status di osservati a quello di osservatori, i tre fondatori dello studio Britzpetermann hanno creato pannelli tondi su cui hanno proiettato occhi sferici, il cui movimento, sensibile al transito dei passanti, è controllato da un’applicazione disegnata con OpenFrameworks e Kinect. L’accensione e lo spegnimento a tempo del proiettore sono stati invece remotati da uno switch programmato con Arduino.

Via | Notcot.org

Bologna brucia il raschiatore di barile, e l'anno vecchio è alle spalle

pubblicato da Eugenio Pozzilli in: Eventi Curiosità Installazioni

Bologna: il raschiatore di barile

In ogni cultura che si rispetti c’è sempre almeno un rito di esorcizzazione, in cui il potere o il male viene deriso, ridicolizzato e messo alla berlina, per scacciare paure e timori. Innumerevoli sono gli esempi di carri, fantocci, cortei e feste in costume che vedono partecipe tutta la popolazione.

Anche Bologna non è da meno, e tra le sue diverse manifestazioni ne ha una, in cui il capodanno viene celebrato in piazza maggiore con il rogo del vecchione, il classico fantoccio che rappresenta l’anno vecchio da bruciare, per simboleggiare le brutture dell’anno passato che si gettano alle spalle.

La costruzione del vecchione è dal 1993 affidata a degli artisti legati alla città, che per il trascorso 2011 hanno affidato l’immagine al raschiatore di barile, un palombaro per metà immerso giust’appunto in un barile, chiara immagine dell’attuale condizione italiana.

Via | Paper-resistance

Bologna: il raschiatore di barile
Bologna: il raschiatore di barileBologna: il raschiatore di barileBologna: il raschiatore di barileBologna: il raschiatore di barile