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Indagini

Paul Gabriel: la collezione di fotografi e foto a tema notturno

pubblicato da Eugenio Pozzilli in: Archivi online Photo archive Indagini

Paul Gabriel e le altrui foto notturne

Paulo Gabriel ha fatto un ricerca sulla rete, esattamente su Flickr, raccogliendo una serie di foto da amatori e professionisti, che hanno in comune l’intento di ritrarre scene notturne, con in più la caratteristica dell’umidità: risultati sorprendenti e ammirevoli, quanto difficile è la resa per dei soggetti così complessi per via di una luce assente o addensata solo in alcune zone della composizione.

Gli effetti che ne derivano sono tutti differenti, i colori esplodono lentamente nell’aria e rimangono sospesi come il tempo che attraversa le foto stesse. Le scene sembrano tutte descrivere l’intimità silenziosa dei soggetti, o di chi riprende, nonostante siano quasi tutte in ampi esterni.

Le foto presenti nella galleria, in ordine di apparizione sono di Matt Pringle, Alex Brown, Mary Hilldore, Pooyan Tabatabaei, Mark Tisdale, Marcus Claesson, Marcus Claesson, Marcus claesson (sì, sono tre sue), Mikael Ulv, Michael Spiller, Mary Hilldore, Fred, Ben Morson, Tarmo, Toni_V, Kaspar Bossers, Kaspar Bossers (sì, sono due sue).

Paulo Gabriel è un designer di Porto Alegre, in Brasile, classe 1984. Ha lavorato come web designer dal 2006, anche se siti web e blog fino al 1999 da lui sono stati considerati un hobby. Se foste interessati a quanto fa, si può seguirlo su Twitter.

Via | Abduzeedo

Paul Gabriel e le altrui foto notturne
Paul Gabriel e le altrui foto notturnePaul Gabriel e le altrui foto notturnePaul Gabriel e le altrui foto notturnePaul Gabriel e le altrui foto notturne

Jerome Corgier gioca con i tipi, al limite della riconoscibilità

pubblicato da Eugenio Pozzilli in: Designer Comunicazione Tipografia Indagini

I tipi di Jerome Corgier


I tipi di Jerome Corgier
, dell’Atelier graphique Pariri di Parigi, si è domandato quando un tipo (un carattere, una font) è ancora considerata tale, senza per questo perdere la sua funzione, ma al tempo stesso divenendo già altro. A tale domanda ha provato a rispondersi con una sperimentazione, ovvero ritagliando lettere che fossero un ibrido tra l’alfabeto arabo e latino.

Già avevamo parlato di come con ritagli vari Jerome avesse realizzato alfabeti come sculture, lettere bidimensionali assurgere a progetti dotati di profondità. Questa volta però mischiando le forme curve e voluttuose dell’alfabeto arabo, e quelle rigorose e in movimento del latino, ne ha tirato fuori qualcosa di ancor più astratto, ma non per questo meno comunicativo.

Domande come quelle di Jerome, o come potrebbero essere le nostre su simili creazioni, probabilmente non hanno, né mai potranno avere una risposta. L’unica cosa sicura rimane la nostra curiosa incertezza, il nostro dubbio nutrito d’estetica che può sopravvivere benissimo in quanto tale.

I tipi di Jerome CorgierI tipi di Jerome CorgierI tipi di Jerome CorgierI tipi di Jerome Corgier

I colori più influenti nel web

pubblicato da Cut-tv*e in: Comunicazione Brand Design Indagini

I colori del web

Il sito Colourlovers.com, la community di designer dedicata al colore, ha rilasciato da tempo Themeleon, un’applicazione per personalizzare attraverso palette di colori e pattern il tema del proprio Twitter. Attraverso un’indagine su più di un milione di profili creati con l’applicazione, Colourlovers ha realizzato un’indagine per stabilire quali fossero i colori più utilizzati nei social network.

Senza molto stupore, il colore che ha ricevuto più preferenze è in assoluto l’azzurro in tutte le sue declinazioni, già il colore standard per le impostazioni di Twitter. Qui potete vedere i risultati dell’indagine in cui le scelte cromatiche sono state incrociate con atri fattori di rilevanza sociologica, dall’età, al sesso, alla provenienza geografica degli utenti, o alle keyword associate ai profili.

Colpiti da risultati così netti, gli autori della ricerca hanno deciso di approfondire la questione per capire se davvero l’azzurro è il colore dominante e più gradito nel web. Lo hanno fatto scegliendo come campione i cento loghi dei cento brand più influenti della rete, da Google in poi. I risultati?

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Obama-mania, accuse di plagio

pubblicato da Giulia Zappa in: Advertising Indagini Illustrazione

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Guai legali in vista per Shepard Fairey, l’artista di Los Angeles che ha raggiunto la notorietà per la celebre illustrazione del neoeletto presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. L’Associated Press, infatti, ha rivendicato la proprietà dell’immagine originaria da cui il poster era stato rielaborato, accusando Fairey di plagio, mentre quest’ultimo si è appellato al legittimo diritto del “fair use”.

Nel frattempo, si moltiplicano le iniziative pubblitarie che riutilizzano l’effetto stencil sposato ai claim Change, Hope, e Progress. Ne hanno già approfittato Ikea e South Western, mentre la marca di gelati Ben&Jerry’s si è levata al grido di “Yes, pecan“. Preoccupando gli avvocati della Casa Bianca, che stanno cercando di contenere queste derive pubblicitarie.

Via | Techcrunch

Cymbolism e i colori delle parole

pubblicato da Cut-tv in: Accessori Curiosità Siti Utili Indagini

cymbolism.

Cymbolism è un progetto semplice che tenta di misurare l’associazione fra i colori e le parole. Quale colore ha l’eleganza, il romanticismo o la solarità? Il test on-line consente di valutare le associazioni di colore che i diversi utenti hanno scelto per una determinata parola, rendendolo un ottimo strumento per un progettista, consapevole di comunicare ed evocare con il colore, sensazioni e associazioni funzionali all’utilizzo del progetto stesso.

Via | Theletter.co.uk

Multipli di Cibo Foodesign Guzzini Made in Japan

pubblicato da Cut-tv in: Mostre Eventi Accessori Designer Tendenze Aziende Brand Design Indagini Salone del Mobile 2008

Multipli di Cibo a Tokyo

Il desiderio di creare un dialogo stimolante tra design e cultura alimentare, ha ispirato all’azienda italiana Fratelli Guzzini il progetto di ricerca Foodesign. Un percorso ricco di eventi e mostre itineranti, che dal 2004 ad oggi ha arricchito il rapporto tra forma e funzione dell’universo del cibo, arrivando fino al lontano Giappone.

Nel 2008, dopo l’anteprima alla Messe Frankfurt Ambiente di Francoforte e il lancio ufficiale alla Triennale di Milano durante il Salone del Mobile, la Mostra Multipli di Cibo Foodesign Guzzini Made in Japan – A new relationship between food experts and designers ha raggiunto la fiera Ambiente Japan Interior Lifestyle di Tokyo.

Protagonisti degli eventi sono stati i progetti di designer giapponesi, alle prese con sperimentazioni simboliche legate alla ritualità alimentare giapponese che interpreta il cibo come una raffinata cerimonia quotidiana. Progetti nati per esplorare le potenzialità del food design ispirato dalla cultura gastronomica orientale, come quelli proposti da Setsu e Shinobu Ito, due designer giapponesi che operano in Italia da diversi anni e che hanno coordinato il lavoro degli altri partecipanti, accanto alle proposte di grandi maestri del calibro di Yanagi Sori.

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Prime Cup 01, giovani designer in mostra al Design Museum della Triennale

pubblicato da pietro-cosca in: Mostre Eventi Made in Italy Comunicazione Young designer Aziende Complementi d'arredo Indagini



Presso il Triennale Design Museum, si inaugura oggi Prime Cup 01, la mostra che mette in scena i lavori di giovani designer italiani e che si fa promotrice di un dialogo tra questi ed il mondo delle PMI (piccole e medie imprese).

La mostra, organizzata e promossa da La Triennale di Milano e la Regione Lombardia, espone i risultati della collaborazione fra giovani designer e imprese nell’ambito del progetto “Giovani Designer: progetti di ricerca applicata a favore delle Piccole e Medie Imprese lombarde”.

Prime Cup espone i primi risultati concreti di questo incontro, con la finalità di affiancare giovani creativi al nuovo Triennale Design Museum, mettendo in dialogo tradizione e innovazione, sapere e saper fare.
Sarà dunque possibile ammirare progetti tra i più disparati che vanno dalle sedute per interni e outdoor, ad accessori e complementi per la casa, passando anche per progetti di grafica, comunicazione ed immagine coordinata.

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Le missioni on the road di Check-in Architecture

pubblicato da Cut-tv in: Mostre Eventi Comunicazione Aziende Video Indagini Torino 2008

Check-in Architecture

Check-in Architecture invita artisti, architetti, designer, sociologi, studenti e persone comuni a partecipare ad un progetto crossmediale che attraverso la realizzazione e la diffusione di 300 video-documentari-reportage, si prefigge l’obiettivo di indagare come l’architettura incida sulla trasformazione del tessuto urbano sotto ogni punto di vista: estetico, artistico, sociale, culturale, sociologico ed economico. Ogni aspirante partecipante è invitato a viaggiare gratuitamente allo scopo di filmare il tessuto urbano delle città italiane ed europee e produrre documentari di circa tre minuti sulla base di uno script e alcune istruzioni.

Tutto il materiale raccolto animerà una free press, un Urban Screen, un blog e due mostre, la prima a Torino durante il XXIII Congresso d’Architettura e la seconda alla Biennale di Venezia. Check-in Architecture nata da un’idea di Mario Flavio Benini di Metaflow, con la collaborazione di un comitato scientifico composto da Andrea Lissoni, Luca Martinazzoli e Luca Molinari, è un iniziativa promossa da MINI e patrocinata dal XXIII UIA World Congress durante Torino World Design Capital, che si avvale della collaborazione di partner istituzionali quali la Biennale di Venezia e il Comune di Milano.

Oltre a mettere a disposizione 100 missioni, MINI ha fatto proprio lo spirito innovativo del progetto offrendo uno spazio di visibilità internazionale ai contenuti prodotti e al ricco materiale di backstage sul sito Minispace. L’iniziativa ha suscitato l’interesse di main partner come Google, che ha fornito i suoi strumenti, utili per le missioni dei ragazzi. Sul portale si può accedere alle missioni, usufruendo volendo anche dei consigli on line di Tutor come il londinese direttore della fotografia Ed Rutherford o del videomaker e regista Vincent Moon.

Sulle orme di Monsieur Chat

pubblicato da Marco Sgrunt Mattioli in: Curiosità Wall covering Indagini

chat

In Italia non ci capita di incontrarlo, ma per le strade di Parigi (ma anche New York o Vienna) pare che i cittadini abbiano ormai familiarizzato con Monsieur Chat, un misterioso gatto giallo che “tagga” i muri metropolitani, e che ora è diventato persino oggetto di merchandising. L’autore del gattone è un artista underground: Thoma Vuille, che negli ultimi dieci anni è arrivato addirittura ad arrampicarsi sui tetti pur di diffondere la sua icona felina. Nessuno conosceva la sua identità fino a quando la polizia non lo ha colto in flagrante intento a taggare l’ennesimo palazzo.

A testimonianza della diffusione worldwide di questo simbolo ecco addirittura una mappa mondiale che traccia le sue apparizioni, o un (ma ce ne sono diversi) gruppo apposito su Flickr.

La memoria ora mi tradisce e non ricordo più il nome dell’autrice, ma qualcosa di simile accadeva a Bologna una ventina d’anni fa: sui muri non c’era un gattone ma un onnipresente pappagallo o canarino, ve lo ricordate?

Postazioni lavorative da sogno

pubblicato da Marco Sgrunt Mattioli in: Aziende Arredamento Indagini

creative workplaces

Lavorate in un angusto cubicolo aziendale, oppure siete freelance col portatile a metà strada tra i piatti da lavare e il letto sfatto? E’ arrivato il momento di rosicare (trad. “provare invidia”) perchè Smashing Magazine fa un inchiesta sui workplaces più fantasiosi e creativi.

Guardando le immagini sono rimasto a bocca aperta: atmosfere fiabesche, tecnologie da sogno, architetture da bava alla bocca come quelle che Google o Pixar riservano ai loro lavoratori. Ma sarà tutto oro quello che luccica?