“Sisifo” è la nuova lampada da tavolo di Artemide che garantisce la massima libertà di orientamento della luce col minimo ingombro alla base permettendone l’utilizzo sia su tavoli che su comodini di piccole dimensioni. Progettata da Scott Wilson - fondatore di MNML - il suo braccio ruota di 360 gradi sull’asse verticale.
Il diffusore orientabile invece, si inclina in tutte le direzioni grazie a uno snodo sferico centrale. Presentata recentemente al Frankfurt Light+Building Show e all’edizione 2012 del Salone del Mobile di Milano, “Sisifo” illumina grazie a una luce LED da 16w ed è costituita da una base e da una struttura realizzate in alluminio mentre il diffusore è in materiale plastico.
Sisifo è la nuova lampada da tavolo di Scott Wilson per Artemide




Continua la ricerca sugli elementi di arredo per l’illuminazione di Francisco Gomez Paz. L’ultimo in ordine di tempo è questa “Nothing”: lampada da terra che nasce sfruttando le proporzioni e le proprietà delle luci LED, osservandone l’utilizzo in alcuni circuiti stampati. “Nothing si svela grazie a un gesto semplice ma efficace: la prima trasformazione di un circuito elettronico in tre dimensioni”, spiega appunto Paz.
Il risultato finale è un foglio piatto che diventa una struttura somigliante a un traliccio, articolata grazie a giunture magnetiche in una forma che può delinearsi liberamente nello spazio verticale. “Nothing” è prodotta da Luceplan.
Nendo Design supported by Lasvit al Temporary Museum for New Design Tortona. Vetro soffiato, lavorato, plasmato al Salone del Mobile di Milano.
Foto della nostra inviata, Valentina Dalla Costa.
Continua a leggere: Temporary museum for new design. Tortona: Nendo Design Supported by Lasvit
Le creazioni della canadese Casey Watson stanno in bilico tra l’arte e il design, la moda e l’installazione più effimera. Sono giochi di carta e di luce che si trasformano in oggetti, in abiti, in complementi d’arredo.
La sua ultima invenzione si chiama Constellations ed è una suggestiva installazione realizzata con la tecnica del paper-cut,che sfrutta la luminosità a basso consumo dei LED. Chi la approcia è invitato ad infilare letteralmente la testa in quello che sembra un semplice paralume a calotta, per sbirciare il panorama.
Quelle che dal di fuori sembrano stelle sullo sfondo buio, dentro si rivelano come uno skyline di grattacieli illuminati: una piccola esperienza immersiva in grado, con pochissimi elementi, di ricreare un’atmosfera avvolgente e seducente.

Quante volte ci si è rotta una lampadina per la poca accortezza nel trasporto dal negozio a casa, o semplicemente tentando di avvitarne una? È facile che succeda se si adoperano quelle dette a bulbo, ma si può sempre rimediare. Ci ha pensato un designer, ovviamente.
Prendete una normale lampadina e schiacciatela. Mentre a chiunque si rompe, a Joonhuyn Kim si deforma, fino a prendere le fattezze della lampadina compatta e piatta, più resistente, più facilmente impilabile, trasportabile con sicurezza, e dal design accattivante.
Joonhuyn Kim, designer coreano, ha avuto una vera e propria illuminazione. Senza nulla togliere al buon vecchio Edison a cui si deve una delle invenzioni più importanti degli ultimi mille anni, Joonhuyn Kim ha fatto quel che compete a ogni buon designer, che spesso è migliorare le forme delle cose, e con queste le prestazioni dalla produzione al consumo.

Progettata inizialmente per la Fête des Lumieres che si tiene ogni anno a Lione, l’installazione Key Frames del collettivo francese Groupe Laps ricrea una coreografia danzante animata esclusivamente dall’uso della musica. Protagonisti, delle sagome di ballerini realizzati attraverso tubi a neon, che si accendono e si spengono seguendo il ritmo della canzone che viene scelta come colonna sonora. Dopo la Francia, la grande opera è arrivata a Singapore per l’iLight festival: per farvi un’idea dell’effetto, non vi resta che guardare il video dopo il salto.
Via | Collarcubed
Continua a leggere: Key Frames, l'installazione di tubi a neon che si animano con la musica

Quante sono le persone al mondo che non hanno accesso all’elettricità? A quanto pare circa il 20% del totale. Una grande minoranza di cui il design si ricorda in maniera assolutamente episodica (pensate ad esempio alla celebre mostra del Cooper Hewitt, rimasta una delle poche luminose comete nella storia della disciplina).
Fa piacere, così, riscontrare una piccola inversione di tendenza nei giorni che precedono il Salone del Mobile, appuntamento generalmente ben più frivolo e votato all’iper-estetizzazione più che al sociale. Il designer belga Alain Gilles esporrà negli spazi della Triennale, all’interno della collettiva Perspectives curata da Giovanna Massoni, la sua Nomad Lamp prodotta dal giovane marchio di design O’Sun,
Chiarissimo l’obiettivo progettuale: illuminare la vita di chi abita in una casa senza accesso alla rete elettrica, facilitandone le diverse attività domestiche come la preparazione dei cibi, il lavoro artigianale, la lettura e lo studio. Il tutto grazie ad un pannello solare, che fornisce alla lampada a LED un’autonomia di oltre 6 ore di piena intensità luminosa. L’utilità della lampada non è però confinata a questo scenario: pensiamo ad esempio al suo impiego in situazioni di catastrofe naturale, o di semplice emergenza domestica, anche nei paesi occidentali. Dopo il salto, un’immagine del kit completo di Nomad lamp.
Continua a leggere: Nomad, da Alain Gilles la lampada portatile alimentata con l'energia del sole
Lo studio olandese Toer presenta la Spring LED Lamp, una lampada “da muro” decisamente flessibile, pensata per un’illuminazione puntuale a disposizione di svariate esigenze.
La lampada è dotata di due aste d’acciaio flessibili fissate a parete, grazie alle quali la luce può venire regolata in posizioni e direzioni sempre differenti, a seconda delle necessità. Su Design-milk un’immagine gif rende l’idea della sua versatilità.
La Spring LED Lamp è disponibile in un unico colore, il viola, sempre di tendenza e mai noioso. Interessante anche la possibilità di creare delle vere e proprie composizioni unendo tante Spring Lamp: la particolare forma del paralume infatti ricorda, così come ci suggerisce il nome, la linea delicata di un fiore; e una composizione di conseguenza ci ricorda un bellissimo bouquet.
Continua a leggere: Spring LED Lamp, la lampada da muro flessibile by Studio Toer
Non tanto una lampada scultura, quanto un segno sobrio che si mette a disposizione delle necessità in mutamento dei suoi utenti. Ultima nata in casa Foscarini, Magneto scaturisce dall’ingegno di Giulio Iacchetti (già autore della bella Tropico): grazie ad una sfera magnetica di giunzione tra l’asta e il vero e proprio corpo luminoso, quest’ultimo può essere fatto slittare negli appositi slot circolari, così da posizionare ed orientare la luce secondo i desideri e le necessità di ciascuno.
Sobrio, dicevamo, ma né noioso né rigorosamente minimal: pur essendo un oggetto versatile, Magneto ha il vanto di trasformare in decor proprio ciò che nasce in via funzionale, ossia la sequenza degli slot in cui si incastra il magnete. Due le versioni disponibili, abat-jour e da terra, mentre la cartella colori spazia tra rosso e grigio.
Via | At Casa

Un appeal come quello di Joe Colombo, visionario designer milanese morto prematuramente nel 1971, può solo essere riscoperto. Così, dopo la riedizione della 4801 da parte di Kartell, è ora la volta di Bolle, una lampada da terra del 1964 che si caratterizza i sette anelli forati che ruotano intorno ad un cilindro in metacrilato.
A riproporcela oggi nella sua versione originale è Pallucco nelle versioni in bianco o nero lucidi. Unico aggiornamento dopo cinquant’anni, l’impiego di lampadine a basso consumo al posto delle originali a incadescenza.
Via | Design In&Out