Ideali in uno studio, o sulla scrivania in casa dedicata al lavoro, queste lampade disegnate dallo studio di Seattle Laura Lights. Si tratta di lumi da tavolo di ispirazione tipografica, i cui cappelli sono decorati con caratteri e cifre.
La base di ogni lume è realizzato in acciaio colorato a polvere in nero, mentre il paralume è ottenuto, con un procedimento artigianale, da fogli di carta di riso kinwashi su cui i decori sono disegnati a mano. Per gli amanti dello stile orientale, c’è anche una versione con ideogrammi.

Da qualche anno, Boisbuchet è uno dei luoghi caldi del nuovo design sperimentale. Questo grazie all’iniziativa di Alexander von Vegesack, di fatto il primo collezionista ufficiale di design al mondo, da tempo direttore del Vitra Design Museum.
Sua, infatti, l’idea di aprire le porte della propria residenza di campagna a workshop di una settimana con i migliori designer sulla piazza. Niente, però, che sappia vagamente di banchi di scuola: Boisbuchet, piuttosto, è un posto dove ci si sporca le mani, confermando una vocazione atelieristica fortemente marcata da un approccio “learning by doing”.
Per il 2010, il calendario propone una fitta serie di iniziative, che coprono campi eterogenei quali il design sostenibile, il design del vetro, della luce, etc… etc… Per chi non possa, o voglia, partecipare ad un bel workshop estivo, il consiglio è comunque quello di dare uno sguardo ai corsi in programma e ai docenti titolari. Un ottimo modo per aggiornarsi, tra le varie cose, sulle diverse nicchie del design di ricerca, sui nuovi percorsi professionali che si stanno delineando, e sull’inevitabile work in progress del who’s who della nuova progettazione.
Foto | Deidi Von Schaewen

Ispirata all’eclissi solare, Nissyoku è una lampada che ricorda da vicino anche molto dell’immaginario dell’attesissimo Tron Legacy, il seguito di uno dei più famosi e citati film di fantascienza. I pannelli laterali, assicurati alla struttura centrale con dei magneti, possono muoversi in varie direzioni, determinando così angolazione e intensità della luce.
Il materiale è completamente riciclabile mentre le lampadine interne sono due led da 5 watt ciascuno: per spegnerle, è sufficiente toccare l’anello metallico posizionato al centro. Le batterie sono invece supercondensatori a carbone attivo (ibridi) che garantiscono un ciclo più rapido di carica e scarica e una maggiore durata rispetto alle normali batterie
Nissyoku per ora è solo un prototipo, ma la qualità della progettazione, la creatività impiegata nell’utilizzo dei materiali e, perché no, anche il successo di certe forme che cinema e animazione stanno riportando in voga, potrebbero permettere ai ragazzi ungheresi di Igen Design di metterlo presto sul mercato. Dopo il salto, la gallery (foto di Abel Krulik).
Continua a leggere: "Nissyoku": la lampada in stile 'Tron' di Igen Design
Motoblur Hotel from klipcollective on Vimeo.
In occasione del Super Bowl dello scorso mese, il collettivo Klip ha ideato una videoinstallazione che ha trasformato la facciata art decò dell’Edison Hotel di Miami Beach in uno spettacolo tridimensionale, culminato in una scena di tromp l’oeil in cui la facciata sembrava aprirsi come tanti pannelli per mostrare le scene che avvenivano all’interno.
Sponsor di questo happening organizzato dall’agenzia Anomaly di New York è stato Motorola: messaggi via sms e via twitter comparivano ciclicamente sulla facciata, a testimoniare il gradimento della folla e l’attesa per i risultati del match.
Via | Notcot.org

La lampada Ogle, progettata dallo studio svedese From Form Us With Love, arriva un anno dopo la presentazione dell’omonima versione a sospensione. In finitura nera lucida, combina la funzionalità di uno spot con il physique du role di una lampada da terra. Ogle è appena stata presentata a The Northern Light Fair, la fiera dell’illuminotecnica collegata a Stockholm Furniture Fair.
Via | Dwell

Sarà Rossana Orlandi ad accogliere, al prossimo Salone del Mobile, il nuovo lavoro di Omer Arbel per Bocci. Due le credenziali da spendere per il designer canadese: la recente progettazione delle medaglie olimpiche di Vancouver 2010, e una fiducia quasi incondizionata per la Orlandi, da tempo il riferimento a Milano per il cool hunting più fresco nel campo del design, almeno nei giorni del Salone.
Il progetto, 28 series, è un lampadario realizzato con una tecnica tutta particolare: l’aria è soffiata ad intermittenza, prima espirando e poi inspirando, in modo da conferire ad ogni palla di vetro una forma sferica volutamente distorta. Disponibile in versione con lampadine alogene e LED.
Via | At Casa
d°light Bubbles è una lampada formata da un grappolo di dodici bolle di silicone che racchiudono dei LED. Le bolle sono morbide e manipolabili fino a ottenere forme differenti. Nel caso siate particolarmente attratti da questo genere di gadget, possono anche funzionare da antistress.
Quando vengono schiacciate, una valvola lascia uscire l’aria, in modo che il silicone prenda la forma desiderata. d°light Bubbles può essere sospesa dal soffitto, oppure appoggiata su un mobile o sul pavimento per creare angoli di luce soffusa. Certo, se le singole bolle si fossero accese schiacciandole, sarebbe stata perfetta…
Via | Yankodesign.com

La prima anteprima dal Salone del Mobile è un momento topico, perchè significa che la grande kermesse è vicina e ci aprirà presto i battenti su tutte le sue sfavillanti novità. Ma quando, poi, a rompere il ghiaccio è addirittura da Tom Dixon, la felicità va proprio alle stelle. Eh sì, perchè il grande designer inglese -che personalmente mi è sempre piaciuto tantissimo- è il primo a farci sapere qualcosa su quanto presenterà il prossimo aprile.
Void, questo il nome della sua nuova lampada, viene descritta come “un misterioso oggetto luminoso, un doppio muro centrifugato a prova di calore”: una sintesi quanto mai criptica, ma meno male c’è la foto! Costante, ancora una volta, l’uso privilegiato dei metalli, in questo caso il rame, l’ottone e l’acciaio, di cui convince molto anche l’abbinamento (v. foto dopo il salto).
Un’altra, poi, la novità interessante: lo stand di Tom Dixon, come sempre al Superstudio Più, verrà concepito come una “FLASH FACTORY”, una sorta di fabbrica mobile -resa possibile dal controllo numerico, precisa il designer- dove sarà anche direttamente disponibile una piccola lampada in ottone, che sarà consegnata impacchettata ma potrà anche essere montata sul posto.
Via | Mocoloco
Continua a leggere: Anteprima Salone 2010: Void, le nuove lampade di Tom DIxon
Lo studio scandinavo-asiatico Chen Karlsson, composto dalla coppia Chen (Chen-Yen and Hung-Ming) e dalla coppia Karlsson (Tina and Johan), ha presentato alla Stockholm Furniture Fair Favourite Things, una lampada che “mette in luce” letteralmente i vostri oggetti preferiti.
Composta da un coprilampada in polipropilene e dal contenitore trasparente sottostante, Favourite Things può ospitare piccoli oggetti, giocattoli, ninnoli, ceramiche, che ottengono così un posto privilegiato da cui essere osservati. Un foro laterale permette facilmente di collocare, ed eventualmente cambiare periodicamente, gli ospiti della lampada.
Foto | Jannis Politidis
Favourite Things, la lampada che mette in luce i vostri oggetti preferiti

Si chiamano Norwegian Forest queste belle lampade della norvegese Cathrine Kullberg e sono realizzate con lamine di legno di betulla intagliate al laser. Il paesaggio disegnato ribadisce la provenienza e il legame con la tradizione della designer.
Enormi e folti abeti, animali del bosco, volpi e aquile infatti ricreano un gioco di luci e ombre nel doppio strato di legno flessibile. La versione in bianco è la più recente della serie ed stata presentata in questi giorni alla Stockholm Furniture Fair.
Via | Emmasdesignblogg