Di tavolini e postazioni mini pensate per computer portatili se ne sono visti tantissimi in questi anni; e dunque, dato il decorso dell’innovazione tecnologica, era inevitabile che spuntasse anche qualche complemento d’arredo ideato invece appositamente per i tablet.
E’ il caso di Nomad Table, un tavolino ideato da Sander van der Haarod per l’olandese Spell e pensato per supportare i tablet e per essere posizionato vicino a divani e sedute di diverso genere.
Le perplessità sono diverse: il prodotto viene mostrato con iPad e l’unico tasto presente sul tablet di Apple non risulta molto comodo da raggiungere una volta sistemato il dispositivo nello stand di Nomad; stessa considerazione potrebbe farsi con tablet di altri marchi, con disposizione di tasti ancora differente.
Inoltre il tablet in questione andrebbe posizionato soltanto in verticale (non ottimale per alcuni utilizzi, come la visione di contenuti video), a una distanza che risulterebbe comoda soltanto se colmata dalla presenza di una tastiera aggiuntiva. Infine, grazie alla sovrabbondanza di accessori pensati per rendere più usabili questi nuovi dispositivi anche su scrivania, qualunque tablet potrebbe tranquillamente trovare la sua giusta collocazione su un comune tavolino per pc portatile.
L’invenzione dei codici QR ha trovato un’interessante declinazione che pare stia rendendo la vita più facile ai coreani, stressati, nei contesti urbani, da ritmi sempre più frenetici. La catena di ipermercati Tesco, seconda per distribuzione e mole d’affari nel paese orientale, ha trovato infatti un sistema ad alto tasso tecnologico per implementare il suo già enorme introito.
Con il supporto dell’agenzia Cheil Worldwide di Seoul, Tesco ha scelto le piattaforme dei treni della metropolitana come nuove vetrine per invogliare pendolari e viaggiatori a sfruttare i tempi d’attesa per fare la spesa in modalità virtuale.
Sono stati infatti installati direttamente sulle banchine dei pannelli retroilluminati che rappresentano fedelmente gli scaffali di un supermercato, con tutte le merci bene in vista. Ogni prodotto ha un codice QR: fotografandolo si autorizza l’acquisto che verrà addebitato direttamente su una carta di credito. Il cliente troverà poi al suo rientro la spesa consegnata puntualmente a casa. Voi comprereste da scaffali virtuali?
Via | Adverblog.com
Nei mesi scorsi l’utilizzo delle videoproiezioni 3D si è diffuso notevolmente sia nell’ambito di eventi culturali, sia in ambito pubblicitario, in particolare per lanciare l’uscita di film o di prodotti di moda: palazzi che crollano, si animano, diventano scenario per fantasmagoriche acrobazie studiate all’unico scopo di incantare e ingannare gli occhi degli spettatori.
In Italia questo tipo di spettacolo è stato portato dallo studio padovano Drawlight che ora torna a far parlare di sé con una novità, un progetto tecnicamente inedito, ovvero una videoproiezione 3D a 360°. L’oggetto su cui avviene la proiezione tridimensionale, una statua della scultrice italiana Rabarama, è stato mappato e ricostruito in ambiente 3D. Su questo modello sono stati studiati i contenuti da proiettare e anche le prospettive di proiezione e gli effetti di luce.
Il Bozzolo, la figura umana rannicchiata, una delle icone dell’artista, per l’occasione in versione completamente bianca, inondata di luce, di figure, di pattern che aderiscono perfettamente alla sua silhouette, cambia letteralmente pelle. Se il video vi incuriosisce e volete vedere dal vivo l’installazione, la trovate fino al 30 settembre 2010 2011 a Firenze, al complesso “Le Pagliere”, nell’ambito della mostra “Anticonforme”.
I designer Jerome Spriet e Wolfgang Bregentzer hanno creato Acoustable, un acronimo (nel nome, nel concetto e in concreto) che rende perfettamente l’idea di un oggetto ibrido come questo.
Acoustable è infatti uno speaker system, ma è anche un tavolino da salotto, con una forma che effettivamente rende giustizia alla funzionalità di entrambi gli oggetti.
Acoustable è un elemento multifunzione dunque, che include inoltre una docking station, e che reinventa un ulteriore nuovo modo per ascoltare la musica e per integrarla nell’arredo.
Via | DesignAddict

Delle novità di Google avrete già letto abbondantemente sui vari siti di Blogo, qui vogliamo svelarvi invece la nuova lampada LED che il gigante di Mountain View ha presentato durante il “Google I/O“. La lampadina può essere controllata via wireless da un qualsiasi dispositivo Android (smartphone, tablet o laptop) grazie al nuovo protocollo open source.
Realizzata in collaborazione con il Lighting Science Group, sprigiona l’equivalente di una lampadina a bulbo da 60 watt con diffusione omnidirezionale e potrebbe aprire nuovi scenari per gli sviluppi della domotica in rapporto alle esigenze del risparmio energetico. Il nuovo protocollo di Google infatti, può essere usato per controllare elettrodomestici e termostati, quindi potrebbe benissimo inaugurare una nuova ondata di sistemi intelligenti in grado di autoregolarsi secondo specifiche impostazioni. La lampadina dovrebbe arrivare sugli scaffali dei negozi statunitensi entro l’anno, a un prezzo molto vicino alle lampade LED già commercializzate dal Lighting Science Group.

Per il lancio della serie “Nike Free Run + 2 City”, l’agenzia di comunicazione YesYesNo specializzata in progetti votati all’interattività, è stata invitata a sviluppare un software che permettesse ai corridori di creare dipinti dinamici utilizzando i dati ricavati dal GPS collegato alle loro scarpe. Durante un seminario di due giorni presso la sede dell’azienda, ai partecipanti è stato chiesto di registrare i loro tracciati che poi sono stati trasformati in immagini in base alla velocità e lo stile con cui ogni persona ha effettuato la corsa.
Il tutto - grazie alla collaborazione con il laboratorio di innovazione della Nike - è diventato poi una stampa ad alta risoluzione su una scatola per le scarpe fabbricata su misura, con un’incisione al laser del nome del corridore, la distanza percorsa e il tragitto. Non è dato sapere se il noto brand rilascerà mai una versione del software, che è stato sviluppato a partire da openFrameworks con l’aiuto dello staff di DualForces.







Negli ultimi mesi si è fatto un gran parlare di musicisti che hanno realizzato interi album musicali utilizzando solamente un iPad. In particolare Damon Albarn ha dichiarato di aver composto e registrato The Fall, l’ultimo album a nome Gorillaz mentre era in tour con la band negli Stati Uniti, avendo con sé solo il tablet Apple.
Per sottolineare l’evento, e con un’operazione di marketing davvero ben riuscita, i Gorillaz sono stati invitati da Korg, lo storico produttore di strumenti musicali, a personalizzare una speciale edizione della loro applicazione per iPad, iElectribe, proprio l’applicazione utilizzata da Albarn, in grado di produrre musica come un vero sequencer.
Se la prima versione, uscita esattamente un anno fa a ridosso del lancio dell’iPad stesso, aveva incontrato il favore di critica e pubblico, ora l’edizione speciale tenta il bis, con un’interfaccia che, nonostante una caratterizzazione più “punk” rispetto all’originale, promette le stesse intuitività e funzionalità. In più la Gorillaz Edition contiene 128 nuovi suoni e 64 pattern estrapolati direttamente da The Fall. E per finire, sul sito dei Gorillaz trovate dei tutorial animati a firma Jamie Hewlett.
Avete mai pensato alla rete invisibile di WiFi e telefoni cellulari sempre più fitta e al paesaggio ‘immaginario’ che può generare? Magari sì, ma c’è qualcuno che ha deciso che dovessimo finalmente vederla. “Immaterials” è un cortometraggio realizzato da Timo Arnall, Jørn Knutsen e Einar Sneve Martinussen, la continuazione delle loro esplorazioni di fenomeni immateriali che hanno implicazioni sul design e effetti sperimentati sugli oggetti e sugli spazi urbani.
Le dimensioni delle aste utilizzate per la misurazione e la luce che ‘dipinge’ i segnali rilevati con linee tratteggiate, creano geometrie che sottolineano il livello a cui opera la rete WiFi e colloca la rete stessa negli ambienti fisici che vengono coinvolti: una struttura semi-trasparente che permette la visualizzazione senza coprire il panorama.
Così come le reti WiFi possono, sia praticamente che metaforicamente collegare diversi ambienti (dagli spazi domestici ai luoghi di lavoro, dai parchi pubblici a strade e fermate dell’autobus), la loro visualizzazione diventa una sorta di trait d’union degli elementi architettonici, pur essendone in qualche modo esclusa (pensiamo per esempio alle reti protette, che sono appunto ‘invisibili’). Vi rimandiamo al video e alle immagini per comprendere meglio la portata del progetto.
Il titolo è - volutamente - provocatorio, vista la forma dell’oggetto in questione. Stiamo parlando di “Solowheel“, un’idea nata dalla compagnia omonima che prende un po’ le mosse da un precedente prototipo riducendone ulteriormente le dimensioni e la facilità di utilizzo.
Ricorda un po’ il mezzo di locomozione del protagonista di “B.C.”, il fumetto ambientato nell’era preistorica e, come vedete dal video, sembra funzionare decisamente bene. Definita come una “self-balancing electric unicycle” (monociclo elettrico autobilanciato) è dotata di una ruota, due piattaforme pieghevoli per poggiare i piedi e una maniglia per il trasporto a mano.
Il movimento invece, è dato dai sensori giroscopici e un motore da 1000 Watt alimentato da una batteria ricaricabile agli ioni di litio che può durare due ore e essere ricaricata completamente in soli 45 minuti. Rivoluzione in vista dopo il Segway? Staremo a vedere.

Come vincere facile: il binomio Apple/Pantone è una garanzia di successo. Lo sanno benissimo in entrambi le aziende, tanto che ancora una volta, uniscono i loro marchi per la gioia di designer e appassionati. A produrre l’oggetto in questione ci pensa Case Scenario, realizzando questi involucri rigidi antigraffio per iPhone 4 e iPad, con la linea “Pantone Universe”.
Codice del colore e iconografia classica per un modo di personalizzare i device Apple con grande stile. Ottimo regalo per il periodo delle feste. Unica pecca: per acquistarli, al momento, visto che la distribuzione non è stata confermata, l’unica maniera sembra essere quella di contattare la Case Scenario all’apposita pagina.