Ancora una volta devo chiedervi di vedere prima il video, e solo dopo di leggere qui di seguito. Tocca arrivare a certi video con una consapevolezza che sia vergine e senza altra conoscenza per potersi dapprima stupire, e poi indagare e interrogarsi su cause e motivi dello stupore, ove ci fosse.
Il virale vince (quasi) sempre, e questo video è una di quelle volte, infatti non a caso dietro c’è come cliente la LG Elettronics, oggetto, ma inaspettatamente anche soggetto di quanto ripreso.
Il video appare come uno dei tanti con cui tutti noi siamo fatalmente attratti tra un messaggio di posta e una pubblicazione su Facebook, uno di quei video che fanno sorridere o inorridire per la testimonianza di assurdità che ci riportano dal mondo.
Continua a leggere: Il ladro astuto ripreso dalle telecamere della LG Elettronics
“A Geeks Guide to Get Girls” è una piccola campagna pubblicitaria video di tre episodi (qui il secondo e il terzo), edita dalla Sony per la sua ultima trovata, cha chiamarla elettrodomestico la sminuirebbe, tuttavia di quello si tratta: una sfera che sta in una mano in grado di riprodurre suoni a 360° grazie a un qualsiasi collegamento con smartphone, iPhone o iPad, tramite Bluetooth.
La campagna in questione è una serie web che già circola da ottobre, e che prende inequivocabilmente ispirazione da “The Big Bang Theory”, essendo i protagonisti tre nerd molto sopra le righe, scarsamente abituati ai contatti umani, specie quelli femminili, e che tentano in tutti i modi di averne.
Dopo la presentazione dei tre e delle loro condizioni, cui parallelamente scorre la narrazione del misterioso oggetto del desiderio, si giunge finalmente a una conclusione, in cui a risollevare le sorti relazionali e sessuali dei tre sfigati, è proprio lei, la sfera della Sony che si rivela per ciò che è.
Gli episodi sono scritti da Marc Fouchard, David Carvalho, Frank Aufaure; sono diretti da Marc Fouchard, con Christophe Debraize come direttore dell’ottima fotografia e prodotti dalla Design Point-Barre / Raphaël Daguet . Se siete interessati al prodotto pubblicizzato lo potete trovare qui.
Unstuck from Unstuck on Vimeo.
Unstuck è una App per iPad in grado di renderci più produttivi e ispirati, grazie alla possibilità di sbloccare quelle situazioni in cui ci sentiamo prigionieri della noia, della fatica, o del temibile horror vacui, la paura e l’immobilità da foglio bianco, tipico spesso degli scrittori, così come di tanti creativi.
Unstuck è uno spin-off da SYPartners, “una società che aiuta i leader e le loro squadre nei momenti di trasformazione.” L’applicazione consente di scegliere inizialmente tra tre sentimenti, più una serie di dettagli a scelta multipla da compilare, che portano a una serie di schede da ordinare a seconda del proprio profilo. Alla fine del processo ne uscirà fuori una diagnosi dei problemi, e conseguentemente una serie di suggerimenti per risolverli.
Unstuck è una maniera divertente e coinvolgente per uscire fuori dal torpore di noia e mancanza di ispirazione. La successione di schermate è ben pensata, le grafiche non sono male, e lo stesso si dica per i testi.
Il prodotto in sé parrebbe funzionale, ed è una delle tipiche espressioni americane, dove per risolvere qualcosa basta un po’ di sano ottimismo dei self-made-man, e qualche buon manuale del tipo how-to-do. Chissà se per l’ispirazione o per sbloccarsi non bastano più una passeggiata fuori, una mostra o un film?
Hello Little Printer, available 2012 from BERG on Vimeo.
Berg Cloud è un cubetto dal design più che essenziale, sta in un palmo di mano, ha una faccia da cui si intravede della carta, e questa scorre stampata, proprio come uno scontrino. Il cubetto in questione è infatti una stampante in miniatura, che rende possibile trasferire dai supporti digitali del computer o del cellulare, (quasi) tutto ciò che si voglia.
Al momento i partner che collaborano e rendono possibili le stampe presso i loro siti, grazie a Berg Cloud, sono Arup, Foursquare, Google, The Guardian, e Nike.
Con questo nuovo oggetto vi sarà possibile portare sempre con voi, senza doverlo appuntare da qualche parte o connettervi di continuo, ogni informazione, foto o passatempo che desideriate, una volta stampato e messo in tasca.
Continua a leggere: Berg Cloud: la mini stampante termica per siti
“Origo: 3D Printing @ Home” by Artur Tchoukanov from Umeå Institute of Design on Vimeo.
La mia generazione, a dieci anni, giocava con il pongo e on le sue formine, e solo così poteva dare forma (solida) alle sue fantasie. Chi avrà dieci anni nei prossimi tempi potrà contare su una tecnologia che all’epoca sarebbe sembrata fantascientifica (ma non lo era forse anche internet???) come una stampante 3D per i propri giochi.
Grande più o meno come una macchina da caffè, Origo è il prototipo di stampante 3D da scrivania ideato da due giovani designer, Artur Tchoukanov e Joris Peels, che dopo anni di studi sulle tecnologie e una serie di fruttuosi workshop sperimentali con i bambini, hanno anche ideato un’applicazione per il disegno degli oggetti per Google Chrome dall’interfaccia davvero intuitiva, 3Dtin.
La stampa degli oggetti poligonali avviene con materiali non tossici, eco-compatibili e riutilizzabili, per poter giocare all’infinito. Chissà se in un futuro prossimo una macchina come Origo diventerà un accessorio imprescindibile del processo di crescita e di apprendimento dei più piccoli, come ora lo sono Xbox o Wii?
Lo studente slovacco Adrian Mankovecký dall’Accademia di Belle Arti e Design di Bratislava ha vinto il Desing Lab Electrolux 2011, ideando un pulisci macchie portatile. L’oggetto ha due componenti che al momento dell’utilizzo vanno separati, posti sulle due facce del capo da pulire, e una volta selezionato il programma di lavaggio più adatto basta lasciare che gli ioni negativi e il vapore rimuovano la macchia. Un’idea effettivamente utile, soprattutto se siete uomini d’affari in giro per il mondo, ma che per distrazione ancora si macchiano di caffè.
La Electrolux è dal 2003, come già ne parlammo, che con l’Electrolux Design Lab dà la possibilità a diplomati e laureati in design industriale di mostrare il proprio talento. L’obbiettivo è di incentivare i giovani e le loro idee all’insegna del design e dell’innovazione tecnologica. I requisiti richiesti sono le qualità che la Electrolux attribuisce da sé al proprio design: “semplice, espressivo, innovativo, intuitivo. In una parola, scandinavo”.
Il premio Electrolux Design Lab prevede un primo premio di 5.000 euro, che a confronto con quanto l’azienda potrà fare con il progetto sono ben poca cosa; quantomeno però al vincitore si apriranno le porte dei centri di progettazione globale Electrolux, stage, e impieghi in aziende del settore.
Personalmente tra gli otto finalisti il vincitore non mi è parso nemmeno il migliore: voi chi avreste votato?
Via | Electrolux design lab
Di tavolini e postazioni mini pensate per computer portatili se ne sono visti tantissimi in questi anni; e dunque, dato il decorso dell’innovazione tecnologica, era inevitabile che spuntasse anche qualche complemento d’arredo ideato invece appositamente per i tablet.
E’ il caso di Nomad Table, un tavolino ideato da Sander van der Haarod per l’olandese Spell e pensato per supportare i tablet e per essere posizionato vicino a divani e sedute di diverso genere.
Le perplessità sono diverse: il prodotto viene mostrato con iPad e l’unico tasto presente sul tablet di Apple non risulta molto comodo da raggiungere una volta sistemato il dispositivo nello stand di Nomad; stessa considerazione potrebbe farsi con tablet di altri marchi, con disposizione di tasti ancora differente.
Inoltre il tablet in questione andrebbe posizionato soltanto in verticale (non ottimale per alcuni utilizzi, come la visione di contenuti video), a una distanza che risulterebbe comoda soltanto se colmata dalla presenza di una tastiera aggiuntiva. Infine, grazie alla sovrabbondanza di accessori pensati per rendere più usabili questi nuovi dispositivi anche su scrivania, qualunque tablet potrebbe tranquillamente trovare la sua giusta collocazione su un comune tavolino per pc portatile.
L’invenzione dei codici QR ha trovato un’interessante declinazione che pare stia rendendo la vita più facile ai coreani, stressati, nei contesti urbani, da ritmi sempre più frenetici. La catena di ipermercati Tesco, seconda per distribuzione e mole d’affari nel paese orientale, ha trovato infatti un sistema ad alto tasso tecnologico per implementare il suo già enorme introito.
Con il supporto dell’agenzia Cheil Worldwide di Seoul, Tesco ha scelto le piattaforme dei treni della metropolitana come nuove vetrine per invogliare pendolari e viaggiatori a sfruttare i tempi d’attesa per fare la spesa in modalità virtuale.
Sono stati infatti installati direttamente sulle banchine dei pannelli retroilluminati che rappresentano fedelmente gli scaffali di un supermercato, con tutte le merci bene in vista. Ogni prodotto ha un codice QR: fotografandolo si autorizza l’acquisto che verrà addebitato direttamente su una carta di credito. Il cliente troverà poi al suo rientro la spesa consegnata puntualmente a casa. Voi comprereste da scaffali virtuali?
Via | Adverblog.com
Nei mesi scorsi l’utilizzo delle videoproiezioni 3D si è diffuso notevolmente sia nell’ambito di eventi culturali, sia in ambito pubblicitario, in particolare per lanciare l’uscita di film o di prodotti di moda: palazzi che crollano, si animano, diventano scenario per fantasmagoriche acrobazie studiate all’unico scopo di incantare e ingannare gli occhi degli spettatori.
In Italia questo tipo di spettacolo è stato portato dallo studio padovano Drawlight che ora torna a far parlare di sé con una novità, un progetto tecnicamente inedito, ovvero una videoproiezione 3D a 360°. L’oggetto su cui avviene la proiezione tridimensionale, una statua della scultrice italiana Rabarama, è stato mappato e ricostruito in ambiente 3D. Su questo modello sono stati studiati i contenuti da proiettare e anche le prospettive di proiezione e gli effetti di luce.
Il Bozzolo, la figura umana rannicchiata, una delle icone dell’artista, per l’occasione in versione completamente bianca, inondata di luce, di figure, di pattern che aderiscono perfettamente alla sua silhouette, cambia letteralmente pelle. Se il video vi incuriosisce e volete vedere dal vivo l’installazione, la trovate fino al 30 settembre 2010 2011 a Firenze, al complesso “Le Pagliere”, nell’ambito della mostra “Anticonforme”.
I designer Jerome Spriet e Wolfgang Bregentzer hanno creato Acoustable, un acronimo (nel nome, nel concetto e in concreto) che rende perfettamente l’idea di un oggetto ibrido come questo.
Acoustable è infatti uno speaker system, ma è anche un tavolino da salotto, con una forma che effettivamente rende giustizia alla funzionalità di entrambi gli oggetti.
Acoustable è un elemento multifunzione dunque, che include inoltre una docking station, e che reinventa un ulteriore nuovo modo per ascoltare la musica e per integrarla nell’arredo.
Via | DesignAddict